Audi R26: torna il motto Binottiano dell'era Ferrari?
“Dobbiamo capire”, l'incipit che ha accompagnato molte interviste dell'ingegnere di Losanna quando le cose non funzionavano a Maranello, rischia di ripresentarsi anche in Audi

I test invernali a porte chiuse di Barcellona (sì, scritta così suscita una certa ilarità considerando la mole di notizie, dettagli e immagini che giungono dalla Catalogna) stanno regalando il primo, parziale verdetto della nuova era della Formula 1: l'Audi R26 è in difficoltà. Quanto profonda non è dato sapere, ma di certo la vettura teutonica sta balbettando. Mentre le altre scuderie proseguono più o meno spedite nel loro programma di sviluppo, accumulando dati preziosi e raffinando le rispettive monoposto, la casa dei Quattro Anelli si trova con l'acqua alla gola.
I numeri parlano chiaro e sono impietosi. Al termine della terza giornata di test (ieri, 28 gennaio), la R26 aveva completato appena 92 giri complessivi in tre giorni di lavoro (due per il team). Per dare la dimensione del problema, basti pensare che le vetture motorizzate Mercedes hanno toccato quota 713 tornate (leggi qui), sommandone un altro centinaio proprio nelle ore in cui la monoposto tedesca rimane ferma ai box. Oggi, infatti, La R26 non è nemmeno scesa in pista, rinviando tutto a domani in un silenzio che sa di emergenza.

Audi R29 - Un problema di cuore
Non si tratta di semplici rodaggi o di una strategia conservativa. Considerando che Audi ha acquisito Sauber - quindi non si presenta da neofita assoluta nel paddock - tutte le difficoltà sembrano convergere su un punto critico: l'unità motrice. Il propulsore tedesco, finora, non è stato in grado di sostenere long run convincenti, manifestando problematiche che sono ascrivibili ai normali problemi di gioventù di un progetto nuovo.
È un avvio a singhiozzo che i vertici di Ingolstadt, a dire il vero, avevano messo in conto. Si parla di possibili correttivi, di margini di sviluppo, di normali curve di apprendimento. Ma c'è un problema: il tempo. E il tempo, in Formula 1, è la risorsa più preziosa e meno negoziabile.

Audi R26, gli altri non aspettano
Mentre Audi tenta di capire e di rimediare, gli altri team non stanno certo a guardare. Ferrari macina chilometri e raccoglie dati anche se qualche problemino (nulla di allarmante) è sorto con la Haas. Red Bull Powertrains, in partnership con Ford, prosegue nel suo percorso reso un tantino più complesso dall'incidente di Isack Hadjar nella giornata di martedì. Ma c’è la sorella minore Racing Bulls che fa le veci e gira con relativa costanza. Mercedes, la mattatrice sinora, conferma la solidità del suo propulsore. E mentre la R26 resta ai box, il gap rischia di allargarsi giorno dopo giorno, test dopo test.
Ecco allora che potrebbe tornare in auge un vecchio motto, uno di quelli che i tifosi della Rossa conoscono fin troppo bene: "dobbiamo capire". La frase emblematica di Mattia Binotto – ora responsabile del progetto tedesco – pronunciata nei momenti più bui della sua gestione Ferrari, quando le cose andavano male e le soluzioni sembravano lontane.

Audi R26 - Troppo presto per le sentenze, ma...
Certo, è prematuro emettere verdetti definitivi. I test sono test, la stagione è lunga, e nella storia della Formula 1 non mancano esempi di team partiti male e poi risaliti. Ma ad oggi, guardando i freddi numeri di Barcellona, la vera delusione di questi test invernali porta il marchio dei quattro anelli.
L'ambizioso progetto Audi, che deve segnare il ritorno di un altro grande costruttore tedesco ai massimi livelli del motorsport, si ritrova a rincorrere già prima ancora che il semaforo si spenga per la prima gara della stagione. E la sensazione è che servirà molto più di qualche aggiornamento tecnico per colmare un divario che, in questi giorni catalani, appare già preoccupante.
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