Mercedes W17 test Barcellona 2026
La Mercedes W17 durante i test del Montmelò

Il secondo giorno di test Mercedes a Barcellona (il terzo complessivo della seduta a porte chiuse) ha rafforzato una sensazione che nel paddock sta diventando sempre meno sottotraccia: la W17 sta costruendo la propria stagione su una base di affidabilità già molto avanzata, soprattutto dal punto di vista motoristico. Non è un dettaglio secondario, anzi. 

In una fase in cui il nuovo concetto di power unit rappresenta un terreno in larga parte inesplorato per tutti, il dato dei 713 giri complessivi accumulati a Montmeló dai propulsori Mercedes in tre giorni, considerando anche il contributo dei team clienti, assume un peso specifico enorme.

F1 Test Barcellona
George Russell a bordo della Mercedes W17, Test Barcellona 2026

Mercedes W17: il programma rispettato in pieno

George Russell lo ha ribadito con chiarezza, spiegando come "tutto è andato relativamente liscio dal punto di vista dell'affidabilità, quindi questo è positivo per il nostro programma complessivo". Il focus, in questa fase, non è mai stato la prestazione assoluta, bensì la validazione dei sistemi, la robustezza del pacchetto e la capacità di macinare chilometri senza intoppi. Il fatto che Russell e Antonelli abbiano potuto completare un numero elevato di giri, nonostante condizioni ambientali complesse, è il primo segnale concreto che la power unit Mercedes stia rispondendo correttamente allo stress reale della pista.

Le temperature basse, tipiche del periodo, e la pioggia che ha più vote fatto capolino, hanno inevitabilmente falsato qualsiasi lettura cronologica, come lo stesso Russell ha sottolineato ricordando "uno dei circuiti più freddi su cui abbia mai guidato, quindi c'è poco o nulla che si possa leggere nei tempi". Eppure, pur senza inseguire il riferimento sul giro secco, la W17 ha mostrato una capacità di girare su tempi intrinsecamente interessanti, soprattutto se contestualizzati al carico di carburante e alla natura dei run svolti. E anche alla scelta della gomme, considerando che a Brackley hanno fatto incetta di Pirelli hard. È un aspetto che nel paddock non è passato inosservato.

La Mercedes W17 in pista a Barcellona, caratterizzata dalla carrozzeria molto aderente

Dal lato Antonelli, il secondo giorno in pista ha rappresentato un passo avanti netto sul piano dell’apprendimento e della continuità operativa. Il giovane italiano ha evidenziato come "siamo riusciti a correre una distanza completa di gara questo pomeriggio, aumentando il chilometraggio e raccogliendo molti dati", un passaggio fondamentale su una vettura che, nelle sue parole, è "completamente nuova e rappresenta una grande differenza rispetto a quella dell'anno scorso". Anche qui, il denominatore comune resta il chilometraggio: ogni giro completato senza problemi è una conferma indiretta della bontà del lavoro svolto al comparto Mercedes Hicg Performance di Brixworth.

Mercedes W17: il punto di vista dell'ingegnere

Andrew Shovlin, trackside engineer della Stella a Tre Punte, ha poi fornito la lettura più tecnica e strutturale del programma, sottolineando come "la vettura è stata affidabile e oggi siamo riusciti a mettere insieme più distanze di gara". Non solo: il feedback positivo dei piloti sulle nuove monoposto, più compatte e leggere, suggerisce che il pacchetto telaio–propulsore stia lavorando in modo coerente, senza generare le classiche problematiche di integrazione che spesso emergono in queste fasi.

Il confronto con la concorrenza, inevitabile, rende il quadro ancora più significativo. Mentre Mercedes e i suoi clienti accumulano centinaia di giri utili, altri costruttori stanno faticando enormemente sul piano dell’affidabilità, con Audi che, in particolare, sta raccogliendo pochissimi chilometri e continua a inseguire una stabilità operativa ancora lontana. In un contesto regolamentare nuovo, il chilometraggio non è solo un numero: è conoscenza, è margine di sviluppo, è capacità di arrivare ai primi appuntamenti stagionali con una mappa tecnica molto più definita.

Andrea Kimi Antonelli a bordo della Mercedes W17 nei test di Barcellona

Mercedes, al contrario, sembra aver già superato una parte sostanziale di questa fase esplorativa. I km accumulati equivalgono a ben nove GP totali. Senza clamore, senza inseguire titoli sui tempi, la W17 sta costruendo una base solida che, se confermata nei prossimi giorni, potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo reale quando la prestazione inizierà davvero a contare. A Melbourne, come ha ricordato Russell, arriveranno le prime risposte sul confronto diretto. Ma a Barcellona, intanto, Mercedes ha già lanciato un segnale chiaro.


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