Gp Gran Bretagna, Red Bull: quel record negativo di Max Verstappen
Isack Hadjar precede Verstappen nella Q3 di Silverstone e interrompe una serie che durava dal 2024. La RB22 continua a mostrare limiti evidenti nella gestione dell'energia.

Gp Gran Bretagna 2026 - Silverstone potrebbe rappresentare un punto di svolta più importante di quanto racconti il risultato delle qualifiche. La Red Bull ha chiuso il sabato da terza forza alle spalle di Ferrari e Mercedes, ma l'aspetto più interessante riguarda il confronto interno al box. Per la prima volta dopo quasi due anni, infatti, Max Verstappen è stato battuto da un compagno di squadra in una Q3 valida per il Gran Premio domenicale.
Hadjar spezza una delle strisce più lunghe dell'era Verstappen
A riuscirci è stato Isack Hadjar, autore di una prestazione estremamente solida, forse sorprendente, che gli ha permesso di conquistare la quinta posizione in griglia, due caselle davanti all'olandese, con la McLaren di Lando Norris inserita tra le due Red Bull. Non si tratta di un episodio casuale, ma della conferma di un andamento che nel corso della stagione si sta consolidando.

È vero che Hadjar aveva già preceduto Verstappen in altre due occasioni nel 2026, ma quei precedenti erano maturati in circostanze differenti. A Melbourne, Max non aveva potuto completare il proprio giro per problemi di affidabilità, mentre a Suzuka era rimasto sorprendentemente escluso già in Q2. A Silverstone, invece, il confronto è avvenuto ad armi pari, con entrambi presenti nell'ultima fase delle qualifiche.
Il dato assume quindi un peso completamente diverso. Hadjar non solo ha sfruttato le circostanze, ma ha dimostrato di avere un ritmo competitivo per tutta la sessione, risultando spesso leggermente più efficace del quattro volte campione del mondo che non ha trovato benefici dagli update introdotti in Austria. Il bilancio stagionale dei confronti diretti in qualifica racconta ormai un 6-3 che fotografa una situazione decisamente più equilibrata rispetto agli ultimi anni vissuti all'interno della squadra di Milton Keynes.
L'ultima volta che Verstappen aveva perso una Q3 contro un compagno di squadra risaliva infatti al Gran Premio dell'Azerbaigian 2024, quando Sergio Pérez riuscì a precederlo. Da allora si era aperta una lunga serie di qualifiche vinte internamente dall'olandese, interrotta soltanto ieri.

La gestione dell'energia continua a condizionare la RB22
Al di là del confronto tra i due piloti, Silverstone ha riportato in evidenza uno dei limiti tecnici più evidenti della RB22. Su un circuito caratterizzato da lunghi tratti in pieno e da un'elevata sensibilità nella gestione dell'energia della power unit, la Red Bull ha mostrato nuovamente difficoltà nel massimizzare la prestazione sul giro secco.
Hadjar ha spiegato come il lavoro sul deployment dell'energia sia stato uno degli elementi decisivi della sua prestazione. "Ognuno ha la propria strategia di dispiegamento dell'energia. Abbiamo un nostro approccio e il terzo settore è quello che preferisco. Nel primo, invece, faccio più fatica, ma alla fine è tutta una questione di gestione dell'energia".
Non è la prima volta che il giovane francese riesce a fare la differenza su piste di questo tipo. Già ad Albert Park e Suzuka aveva evidenziato una particolare efficacia nella distribuzione dell'energia elettrica lungo il giro, riuscendo a sfruttare al meglio le caratteristiche della monoposto e dell'unità motrice. Silverstone rappresenta un'ulteriore conferma di questa capacità, probabilmente superiore a quella mostrata dallo stesso Verstappen in questo fine settimana.
Le prospettive per la gara, tuttavia, restano limitate. Lo stesso Hadjar ha riconosciuto che Ferrari e Mercedes sembrano appartenere a una categoria superiore sul passo, mentre l'obiettivo più realistico sarà difendere la posizione conquistata in qualifica piuttosto che attaccare chi lo precede.

Dal lato del box di Verstappen, invece, emergono preoccupazioni più profonde. L'olandese ha individuato nella velocità di punta e nella gestione dell'energia i principali fattori che hanno compromesso la sua prestazione.
"Ci sono due problemi. Non avevamo un buon bilanciamento e sul rettilineo eravamo più lenti rispetto agli altri. Non siamo riusciti a correggere questa situazione. Se spingi di più sull'acceleratore consumi più energia e tutto diventa una spirale negativa, perché perdi tempo fino alla fine del giro. Per me è stato davvero doloroso. Dobbiamo risolvere questi problemi, perché se ci manca velocità su un circuito come questo diventa tutto molto complicato".
Il campione del mondo ha inoltre rivelato che entrambe le RB22 hanno seguito una direzione tecnica molto simile durante il weekend, rendendo ancora più difficile spiegare il divario accusato.
"Le due vetture avevano praticamente la stessa configurazione. Dalla mia parte, però, è mancata la velocità e non riusciamo a capire il motivo. Nemmeno il team ha una spiegazione in questo momento. È qualcosa che dovremo analizzare, perché rappresenta un ulteriore problema".
La sensazione è che i progressi mostrati dalla monoposto progettata dallo staff guidato da Pierre Waché una settimana fa al Red Bull Ring siano stati legati soprattutto alle caratteristiche del circuito austriaco. Silverstone, invece, ha riportato alla luce i limiti di una RB22 che continua a soffrire quando il compromesso tra efficienza aerodinamica, velocità massima e gestione dell'energia diventa determinante.
In questo contesto, il sorpasso interno di Hadjar su Verstappen (probabilmente temporaneo essendo note le capacità di reazione dell'olandese) assume un significato ancora più rilevante: non racconta soltanto un sabato difficile del campione del mondo, ma evidenzia come il progetto Red Bull stia attraversando una fase nella quale anche le gerarchie interne non possono più essere considerate immutabili.
Clicca qui per aggiungere Formulacritica come fonte preferita su Google Discover