F1 - Andrea Stella allontana il complottismo sulla Mercedes
Il team principal italiano chiarisce i dubbi sulla power unit: niente segreti nascosti, ma un percorso tecnico ancora in fase di comprensione

Le voci circolate nelle scorse settimane su un presunto trattamento differenziato da parte di Mercedes nei confronti dei team clienti trovano una smentita netta e articolata nelle parole di Andrea Stella. Il dirigente italiano, con un approccio privo di ambiguità, ha ricondotto le difficoltà iniziali della McLaren a una questione interna: la comprensione ancora parziale delle nuove power unit 2026.
Un chiarimento che assume valore profondo, perché interviene su uno dei temi più delicati di questo avvio di stagione, ovvero la presunta disparità tra team ufficiali e clienti nella gestione di una tecnologia profondamente rinnovata.

Nessun “manuale nascosto”: Stella chiarisce il rapporto con Mercedes
Le indiscrezioni parlavano di una McLaren penalizzata non tanto dalla qualità della power unit, quanto da una sorta di accesso limitato alle informazioni necessarie per sfruttarla al massimo. Una narrativa che Stella ha smontato con onoestà, riaffermando la solidità del rapporto tecnico con il motorista tedesco.
"Il limite più grande è stato il tempo", ha spiegato il dirigente ai media. "Il calendario era fitto per tutti, e noi abbiamo consegnato la vettura all'ultimo momento disponibile, e così anche i motoristi. In queste condizioni, essendo un team cliente, è normale partire un po' indietro, ma stiamo imparando con gli ingegneri della HPP a far funzionare meglio la power unit".
"La Mercedes non ci ha nascosto niente, la nostra relazione è ottima, negli ultimi tre anni abbiamo vinto insieme due volte", ha aggiunto poi Andrea Stella, smentendo quelle voci per le quali la squadra avesse il motore, ma non il "manuale di istruzioni" per utilizzarlo. "Dobbiamo solo recuperare sulla tabella di marcia, ma non siamo lontani dal massimo utilizzo della power unit".

McLaren - Mercedes: una questione di apprendimento: il nodo è l’integrazione tecnica
Le parole di Stella spostano quindi il focus su un aspetto ben più concreto: il processo di apprendimento e integrazione della nuova unità propulsiva all’interno del sistema vettura. Con regolamenti profondamente rivisti, soprattutto sul fronte elettrico, il tempo di sviluppo e validazione diventa un fattore discriminante.
McLaren, arrivata al limite delle scadenze nella realizzazione della monoposto, ha inevitabilmente pagato qualcosa in termini di comprensione operativa del propulsore. Si tratta di una fase fisiologica in un contesto tecnico completamente nuovo.
In questo senso, le dichiarazioni si collegano anche a quanto evidenziato da Oscar Piastri in una precedente intervista (leggi qui): la consapevolezza che il potenziale c’è, ma che serve ancora tempo per estrarlo con continuità.
Il punto, dunque, non è la disponibilità della tecnologia, ma la capacità di interpretarla. Ed è proprio su questo fronte che Woking intravede margini di crescita concreti, con l’obiettivo dichiarato di costruire un progressivo recupero prestazionale nel corso della stagione.