Red Bull - Max Verstappen è il primo che abbandona la nave?
Dure critiche arrivano da Ralf Schumacher contro il campione olandese accusato di non tenere allo sport e al team che lo hanno reso grande

Ralf Schumacher, ex pilota e fratello di Michael Schumacher, è intervenuto per esprimere preoccupazione sul modo in cui Max Verstappen manifesta il suo dissenso verso i regolamenti attuali. Le critiche del pilota olandese, considerate eccessive e pubbliche, vengono messe a confronto con lo stile del sette volte campione del mondo, che privilegiava sempre l'unità del team.
Verstappen ha espresso più volte il suo malcontento, definendo le norme "anti-racing" già dai test pre-stagionali e paragonandole a una Formula E esasperata. Dopo il Gran Premio della Cina, segnato da problemi tecnici per la Red Bull RB22 (una perdita di refrigerante ha causato il ritiro, ndr) e da una gara percepita da lui come poco spettacolare nonostante l'opinione contraria di molti, ha dichiarato apertamente che chi aveva apprezzato la corsa "non capiva nulla di racing". Queste uscite hanno intensificato le polemiche, con Verstappen che ha continuato a sottolineare come le vetture siano "fondamentalmente difettose" e poco divertenti, arrivando a paragonarle a un videogioco come Mario Kart.

L'intervento principale di Ralf Schumacher
Nel podcast Backstage Boxengasse, Schumacher ha rilasciato dichiarazioni chiare e dirette, invitando Verstappen a modificare il proprio approccio. Ha sottolineato la differenza sostanziale con suo fratello Michael, affermando: "Ciò che è molto importante - e questa è anche la grande differenza con mio fratello - è che lui ha sempre sostenuto la sua squadra e non ha mai lanciato critiche".
Ha spiegato che Michael manteneva una posizione di supporto totale verso la squadra esternamente, evitando di esprimere critiche in pubblico e non andando in giro a gareggiare in altre manifestazioni, specialmente durante i periodi complessi in Ferrari, dove il team presentava sempre un fronte unito.
Schumacher ha aggiunto che internamente si può e si deve essere franchi sui problemi, ma esternamente serve coesione per non danneggiare l'immagine e la stabilità del gruppo. Ha osservato la situazione specifica in Red Bull, notando: "Max Verstappen ha trovato il suo ruolo di leader assoluto della Red Bull, e non tutti i piloti ci riescono...”. Ha poi evidenziato che al momento l’olandese occupa il centro della scena mediatica, quasi costretto a parlare di tutto a causa della mancanza di una figura forte di riferimento nel team.
Ha messo in dubbio la capacità di leadership di alcune persone attuali, come Laurent Mekies, descritto più come tecnico che come leader con una rete ampia, e ha auspicato l'arrivo di figure decisive per colmare i vuoti. In un altro passaggio ha invitato Verstappen a “smetterla di lamentarsi” e a concentrarsi sull'aiuto concreto al team per risolvere i problemi della vettura.

Le implicazioni del messaggio Ralf Schumacher
Il monito di Ralf serve a ricordare che un pilota dominante come Verstappen, continuando con critiche esterne ripetute, rischia di minare l'unità interna e di spostare il focus dai miglioramenti tecnici verso polemiche continue. Il paragone con Michael Schumacher evoca un modello di professionalità in cui il campione proteggeva il team dall'esterno, anche in fasi difficili, per preservare coesione, motivazione e reputazione complessiva del gruppo.
Crediti foto: Getty Images, Red Bull Content Pool