McLaren F1 – Pato O’Ward: la storia della volpe e dell’uva
Considerazioni sul pilota della Arrow McLaren per la sua scelta di rinunciare in modo permanente alla massima categoria.

Pato O'Ward ha dichiarato apertamente di non essere più interessato a inseguire una carriera in F1. Il pilota messicano, impegnato con Arrow McLaren in IndyCar, ha condiviso questa posizione durante un intervento nel podcast Speed Street condotto dal suo amico Conor Daly.
O'Ward ha espresso riconoscenza per le opportunità vissute nel mondo della Formula 1, in particolare per aver guidato le vetture di ultima generazione. “Sono grato per le esperienze e per tutto ciò che ho imparato nel mondo della F1. Guidare quelle auto, specialmente negli ultimi anni, è stata un’esperienza incredibile, solo per sentire di cosa sono capaci”, ha affermato.
Tuttavia, ha aggiunto che si trova in una fase diversa della sua vita e che l’entusiasmo per quel percorso si è spento. “Penso di essere in un momento diverso della mia vita ora, e non me ne importa più. Non c’è niente in me che mi spinga a continuare come riserva in Formula 1, perché sono in un grande momento in IndyCar. Amo questa categoria. È lì che voglio essere”, ha sottolineato con chiarezza.

La decisione definitiva e il futuro in IndyCar
Il pilota di Monterrey ha confermato di aver chiesto gentilmente di essere esonerato da tutti i suoi impegni come riserva McLaren in Formula 1. Ha spiegato di non provare alcuna eccitazione all’idea di guidare le attuali vetture della massima serie, che hanno ricevuto numerose critiche da parte di altri piloti.
“Al momento non sono entusiasta di guidarne una, quindi ho gentilmente chiesto di essere sollevato da tutti i miei servizi in Formula 1”, ha detto. Secondo O'Ward, l’IndyCar rappresenta attualmente il contesto ideale: “È il posto migliore per correre di più. Semplice. Penso che molti possano avere un’opinione diversa, ma per me è lì che sono felice”.
Il suo impegno con Arrow McLaren in IndyCar è stato rinnovato per il 2027, stagione in cui correrà al fianco di Scott Dixon e Felix Rosenqvist. Si tratterà dell’ultimo anno del suo attuale contratto con la squadra guidata da Zak Brown.
O'Ward ha evidenziato di godere già di una posizione invidiabile, con un contratto milionario e uno status di grande visibilità nella serie americana, che rimane la più popolare in termini di vendite. Diversamente da altri piloti attratti dalla Formula 1 per denaro e fama, lui si sente appagato.
“Non ho bisogno di diventare più famoso. Non ho bisogno di più soldi. Sono già in una posizione che non pensavo avrei raggiunto quando ero più giovane. Sono molto fortunato”, ha concluso.

La volpe “O'Ward” e l'uva “F1”
Pato O'Ward ricorda un po’ la volpe della favola che, non riuscendo a raggiungere l’uva matura in cima al pergolato dopo vari tentativi falliti, decide con aria di superiorità che in fondo quell’uva è acerba e non vale affatto la pena inseguirla. Dopo anni di speculazioni, test, ruoli da riserva e domande insistenti sul suo possibile approdo in Formula 1, ora il pilota messicano volta pagina con apparente serenità, dichiarando di non curarsene più e di aver trovato la vera felicità proprio dove si trova, nell’IndyCar che lo ha reso una star riconosciuta, ben pagato e amato dal pubblico americano.
È una scelta che può apparire matura e consapevole, frutto di una crescita personale che lo porta a valorizzare ciò che ha già conquistato piuttosto che continuare a inseguire un sogno che sembra sempre più distante. Allo stesso tempo, però, suona anche come una classica razionalizzazione: quando il traguardo ambito resta irraggiungibile nonostante gli sforzi, diventa comodo convincersi che non era poi così desiderabile. La volpe, in fondo, resta con la pancia vuota ma con l’orgoglio intatto. Solo il tempo dirà se questa “uva” della Formula 1 era davvero acerba o se O'Ward, un giorno, potrebbe pentirsi di aver smesso di saltare per afferrarla.
Crediti foto: IndyCar, Matt Frever, XPB