Mercedes W17 Barcellona
George Russell durante lo shakedown di Barcellona-Montmelò

Mentre le nuove monoposto, compresa la W17, girano a Sakhir per i test invernali (leggi la diretta), Mercedes marca nuovamente la linea: nessun arretramento, nessuna ammissione implicita. La Stella a Tre Punte difende il proprio lavoro sulla power unit 2026 rivendicando la legittimità tecnica e la profondità del progetto sviluppato a Brixworth, in un momento in cui attorno al tema del rapporto di compressione si addensano pressioni politiche e richieste di chiarimento da parte di alcuni competitor.

Mercedes: uno sforzo “monumentale”

Le parole di Andrew Shovlin, trackside engineer della Stella a Tre punte, non entrano nel merito della questione regolamentare, ma il sottotesto è evidente. “È stato un progetto assolutamente monumentale”, ha spiegato il direttore degli ingegneri di pista Mercedes, sottolineando come nel comparto High Performance Powertrains il lavoro sia andato avanti per anni su un programma definito “molto difficile e impegnativo”. Non è una frase casuale. È una rivendicazione industriale.

Andrew Shovlin - Trackside Engineer Mercedes AMG Petronas F1 Team

Nel momento in cui si ipotizza che la power unit Mercedes possa raggiungere dinamicamente valori di compressione superiori al 16:1 previsto dal regolamento – con picchi stimati attorno al 18:1 in determinate condizioni operative – la casa anglotedesca non mostra alcuna intenzione di arretrare. Un progetto definito il più grande mai realizzato dalla squadra difficilmente verrà smantellato senza una battaglia tecnica e legale davanti agli organi federali.

Shovlin insiste su un concetto chiave: complessità. “A questo si aggiunge tutta la complessità dello sviluppo del carburante con Petronas e, per quanto riguarda il telaio, una serie di regolamenti completamente nuovi. È il progetto più grande che abbiamo mai realizzato come squadra”. Il riferimento al carburante non è secondario. Nel contesto delle nuove unità motrici turbo-ibride, la sinergia tra camera di combustione, strategie di accensione, gestione dell’energia elettrica e formulazione del carburante sostenibile è un elemento strutturale del rendimento complessivo.

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George Russell, pilota Mercedes

Mercedes è pronta allo scontro con la FIA

Se davvero Mercedes avesse individuato una soluzione in grado di sfruttare margini regolamentari nella definizione del rapporto di compressione effettivo – attraverso una gestione dinamica della pressione in camera legata a condizioni di carico, temperatura o regime – difficilmente accetterebbe di dismetterla senza un pronunciamento formale e definitivo della FIA. Il precedente storico insegna che in Formula 1 le aree grigie vengono esplorate fino al limite della norma scritta, non della sua interpretazione politica.

Il punto centrale sarà proprio questo: la definizione tecnica di “rapporto di compressione” nel quadro regolamentare 2026. Se il limite del 16:1 è riferito a un valore geometrico statico, ma il comportamento reale del sistema in condizioni operative genera valori effettivi superiori in modo non esplicitamente vietato, la questione diventa eminentemente giuridica oltre che ingegneristica. In quel caso, Mercedes avrebbe solide basi per difendere la propria architettura.

Non è un caso che Shovlin sottolinei come la vettura sia già in grado di girare con continuità: “Siamo in grado di mantenere la vettura in pista, il che è fantastico perché speriamo di poter imparare rapidamente. Abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi finora”

Il messaggio è duplice. Da un lato affidabilità, dall’altro sicurezza tecnica del progetto. Non il linguaggio di chi teme un imminente bocciatura. Bocciatura che, dovesse giungere, vedrebbe un Ola Kallenius parecchio agguerrito visto che Daimler-AG ha già fatto sapere che ricorrerebbero in tutte le opportune sedi. In ogni caso, come anticipavamo ieri, la soluzione della vicenda è tutt'altro che prossima: leggi qui.

Mercedes F1
Ola Kallenius, n°1 di Daimler-AG

Il passaggio sui test del Bahrain aggiunge un ulteriore livello di lettura. “In Bahrain ci concentreremo maggiormente sulla ricerca dell’assetto, cercando di capire come portare la vettura nella finestra giusta”. Quando un team parla di “finestra” in un contesto di regolamento completamente nuovo, si riferisce alla mappatura ottimale di funzionamento integrato tra power unit, sistemi ibridi e telaio. Se la soluzione motoristica fosse realmente al limite della conformità, la priorità sarebbe un’altra: la stabilizzazione regolamentare prima della performance.

Invece Mercedes si muove come chi considera il proprio impianto tecnico legittimo e consolidato. Questo non significa che la FIA non possa intervenire con una direttiva tecnica chiarificatrice. Ma qualora ciò accadesse, è difficile immaginare una resa immediata.

Brackley e Brixworth hanno investito anni di sviluppo su questo ciclo regolamentare. Smontare un concetto così centrale significherebbe riprogettare parametri fondamentali della combustione, con impatti su efficienza termica, gestione dell’MGU-K, flussi energetici e integrazione con il carburante sviluppato con Petronas. Non è un componente sostituibile: è un’architettura.

Per questo la sensazione è che, qualora la questione del rapporto di compressione arrivasse formalmente sui tavoli della Federazione, Mercedes venderà cara la pelle. Non solo per difendere un vantaggio prestazionale potenziale, ma per tutelare un investimento industriale che, nelle parole di Shovlin, rappresenta “il progetto più grande” mai affrontato dalla squadra. Nel nuovo equilibrio 2026, la partita non si giocherà soltanto in pista. Si giocherà nei dettagli lessicali del regolamento tecnico. E Mercedes, almeno per ora, non mostra alcuna intenzione di cedere terreno.


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