Mercedes F1
Il logo della Stella a Tre Punte sulla Mercedes

Quello che ormai possiamo considerare una sorta di power unit gate che coinvolge Mercedes e il tema dei rapporti di compressione continua a essere raccontato, in alcuni ambienti, come una questione prossima alla risoluzione. In realtà, il quadro che sta emergendo in queste ore da certi ambienti mediatici è molto più sfumato e suggerisce tempi potenzialmente più lunghi di quelli narrati, se non addirittura una difficoltà della FIA nel prendere una decisione rapida e univoca.

Power unit Mercedes: dall’Inghilterra frenano

A ridimensionare la narrazione di una soluzione imminente è Craig Slater, giornalista di Sky Sport F1 UK, che ha chiarito come l’ipotesi di un intervento regolamentare tramite super-maggioranza sia tutt’altro che semplice da concretizzare. "La gente potrebbe aver letto che Honda, Ferrari e Audi, e forse anche Red Bull, uniranno le forze per imporre una modifica alle normative attraverso una procedura chiamata ‘super-maggioranza’", spiega Slater, sottolineando però subito dopo che "si dice che siamo ancora lontani da questo traguardo".

Cadillac F1
Dan Towriss, CEO Cadillac

Dan Townriss, CEO di Cadillac F1 che userà le power unit Ferrari, è sembrato in linea con la ricostruzione del succitato giornalista britannico: "Penso che siamo unanimi contro la Mercedes. Il dialogo con la FIA continuerà e vedremo cosa succederà. Penso che tutti siano d'accordo sul fatto che non vedremo alcuni di questi vantaggi nel 2027 e vedremo come ciò verrà monitorato nel 2026".

Il nodo centrale è procedurale prima ancora che tecnico. La governance delle power unit prevede infatti un equilibrio delicato tra più soggetti con interessi divergenti. "Ciò richiederebbe che sei delle sette parti che prendono decisioni sui motori - ovvero i cinque produttori di motori, più la FIA, l’organo di governo, e i detentori dei diritti commerciali della Formula 1 - decidano qualcosa", osserva Slater. Una soglia molto alta, che rende improbabile una convergenza rapida, soprattutto in una fase in cui ogni scelta rischia di essere letta come un favore o un danno competitivo a qualcuno. E che arriverebbe a ridosso dall'avvio del mondiale. 

Mercedes powertrians

Power unit Mercedes: la FIA prende tempo?

In questo contesto, l’idea che la Federazione possa intervenire a stretto giro appare poco realistica. "Non credo che siamo ancora vicini al voto. Ci sono altre soluzioni che si possono trovare e ci sono ancora discussioni da tenere", aggiunge il giornalista britannico, lasciando intendere come il dossier sia ancora in una fase esplorativa, più che decisionale.

C’è poi un ulteriore elemento da considerare: la stagionalità delle preoccupazioni politiche in Formula 1. Secondo Slater, "alti esponenti dello sport mi hanno detto che, anche se al momento alcune squadre sono un po’ più preoccupate per questo, forse altre questioni inizieranno a metterlo in ombra una volta iniziata la stagione". Un passaggio che suggerisce come il tema dei rapporti di compressione possa progressivamente perdere centralità, almeno nel breve periodo, assorbito da dinamiche sportive, tecniche e competitive più immediate.

Per la FIA, il problema non è soltanto stabilire se l’interpretazione Mercedes rientri o meno nei dettami del regolamento, ma farlo senza compromettere la credibilità del quadro normativo 2026 e senza aprire un precedente pericoloso. Qualunque decisione netta, in questa fase, rischierebbe di scontentare una parte rilevante dello schieramento, alimentando tensioni politiche difficili da ricomporre.

Alla luce di queste considerazioni, l’ipotesi più realistica è quella di una gestione attendista: discussioni tecniche prolungate, ricerca di soluzioni alternative e, soprattutto, l’assenza di una presa di posizione immediata. Il power unit gate Mercedes, più che avviarsi verso una chiusura rapida, sembra destinato a restare sullo sfondo ancora a lungo, come una questione irrisolta che accompagna l’inizio di una nuova era regolamentare. 


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