Ferrari Lewis Hamilton
Hamilton a Suzuka

C’è un punto che Stefano Domenicali ha voluto chiarire con forza: la Formula 1 sta lavorando sui problemi emersi, ma senza reazioni impulsive. Il dibattito sui regolamenti, acceso già dal primo appuntamento stagionale in Australia e cresciuto gara dopo gara, è reale. Così come è reale la necessità di intervenire, soprattutto su un tema che nel paddock sta generando più di una perplessità: le qualifiche.

Domenicali: la F1 lavora per superare le criticità

In un’intervista concessa ad Autosport, il CEO del Circus ha tracciato una linea precisa, difendendo il lavoro portato avanti insieme a FIA, squadre e piloti, ma senza sottrarsi al confronto. "Stiamo gestendo la cosa nel modo giusto, senza panico".

Stefano Domenicali, Liberty Media
Stefano Domenicali, CEO della Formula 1

Un passaggio che sintetizza l’approccio scelto: nessuna fuga in avanti, ma una revisione ragionata, supportata da incontri già calendarizzati e da un’analisi tecnica che coinvolge tutte le parti.

Domenicali, però, non ha nascosto una certa insofferenza verso alcune critiche emerse nelle ultime settimane: "Non mi piacciono le persone che criticano solo per il gusto di criticare”. Non è una chiusura al dialogo, anzi. Il CEO ha riconosciuto apertamente che alcune aree richiedono interventi, a partire proprio dal format del sabato.

"Accetto certamente le critiche relative a certe situazioni che dobbiamo gestire, principalmente riguardo alle qualifiche. Queste sono sempre state il momento in cui il pilota deve dare il massimo e vedere quali sono i limiti fisici della macchina e del pilota. È un aspetto su cui stiamo lavorando in queste settimane, insieme ai piloti e alle squadre, coordinato dalla FIA, per capire quale potrebbe essere il corretto aggiustamento senza perdere la rotta".

Il nodo è chiaro: la gestione dell’energia, con l’attuale equilibrio 50/50 tra componente termica ed elettrica, sta modificando la natura stessa del giro secco. In alcune situazioni, la prestazione risulta troppo vincolata a logiche di deployment, togliendo centralità al gesto del pilota.

F1 Europa
Le tribune stracolme di Melbourne durante l'ultimo GP d'Australia

F1 - Aprile è il mese chiave

Le riunioni di aprile servono esattamente a questo. Dopo un primo confronto già avvenuto, il calendario prevede ulteriori passaggi (20 e 26 del mese, ndr): discussione sul regolamento sportivo, nuovo focus su quello tecnico e, infine, una sintesi che dovrebbe arrivare prima del weekend di Miami.

Nel frattempo, alcuni episodi hanno contribuito ad accelerare il confronto interno. Tra questi, l’incidente di Oliver Bearman a Suzuka, che ha riportato l’attenzione su come la gestione energetica possa incidere non solo sulla prestazione, ma anche sulla sicurezza e sulla leggibilità delle fasi di qualifica.

Domenicali, però, invita a non perdere di vista quadro generale. Le attuali regole nascono da una scelta precisa, condivisa con i costruttori. "Penso sia molto importante ricordare perché abbiamo cambiato le regole come ecosistema. Cinque anni fa, i costruttori pensavano che l'unico modo per aumentare il loro coinvolgimento nel motorsport fosse optare per un rapporto 50-50 o cercare il giusto equilibrio tra motore a combustione interna ed elettrificazione. Quello era il punto di partenza".

Un cambiamento strutturale, quindi, che inevitabilmente porta con sé una fase di assestamento. "Senza dubbio, le normative devono essere migliorate, come sempre quando c'è qualcosa di totalmente nuovo, perché quel cambiamento radicale non è mai stato così grande. Ma quella era la ragione".

Il lavoro ora è trovare il punto di equilibrio tra innovazione tecnica e qualità dello spettacolo, senza snaturare l’identità della categoria. "Penso che le conversazioni che vanno avanti da molti mesi con la FIA, con le squadre e ora ancora di più con i piloti, siano sulla strada giusta. Sono previsti incontri, in effetti questa settimana e anche la prossima prima di Miami, per vedere cosa si può fare per migliorare o modificare la situazione".

Liberty Media F1 MotoGP
Stefano Domenicali, Presidente e CEO di F1

L’obiettivo è arrivare a una soluzione condivisa nel breve periodo. "Speriamo che, prima di Miami, la FIA ci informi su quale sarebbe l'aggiustamento che verrà effettuato tenendo conto di due aspetti. Il primo è la qualifica. E dall'altra parte, ovviamente, per assicurarsi che alcune preoccupazioni evidenziate dai piloti vengano affrontate nel modo giusto".

Il messaggio finale è lineare: la Formula 1 non è ferma, ma non intende nemmeno inseguire il rumore di fondo. Le modifiche arriveranno, ma saranno il risultato di un processo, non di una reazione.

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui