Ferrari e quel passo alla volta che oggi fa la differenza
Ferrari sembra aver trovato un nuovo equilibrio. La filosofia di Vasseur e l'approccio di Leclerc raccontano una squadra che ha imparato a pensare una gara alla volta

C'è una nuova filosofia in Ferrari che sembra dare i suoi frutti. Il team è reduce dal GP del Belgio, a Spa-Francorchamps, dove possiamo dire che abbia messo un ulteriore sigillo alla solidità tecnica della SF-26. Quest'anno la Scuderia di Maranello ha realizzato una monoposto molto performante. Ormai conosciamo a memoria quale sia il suo principale limite nei confronti della Mercedes, ma su piste come Barcellona, Silverstone e Spa la Ferrari ha saputo reggere il passo della squadra tedesca e, addirittura superarla.
Il layout di Francorchamps conferma ancora una volta che la Ferrari soffre sulle piste dove il motore fa la differenza. Nel primo settore, infatti, la Mercedes ha mostrato tutta la propria superiorità e ci saranno ancora circuiti in calendario che potrebbero mettere seriamente in difficoltà la monoposto di Maranello, almeno fino a quando non arriveranno ulteriori sviluppi per la power unit. Su piste dove, invece, emergono soprattutto il telaio e l'aerodinamica, la Rossa ha dimostrato di potersela giocare in maniera egregia.
Ed è proprio per questo che molti indicano l’Hungaroring come un circuito particolarmente favorevole alla SF-26. Naturalmente, però, dovrà guardarsi non soltanto dalle Frecce d’Argento, ma anche dalla McLaren e dalla Red Bull, che a Spa si sono dimostrate molto competitive nel tratto veloce.

La filosofia Ferrari che sta facendo la differenza
Come accennavamo poc’anzi, all'interno della Ferrari sembra esserci una nuova filosofia, un nuovo modo di affrontare la stagione. Non vengono più fatti grandi proclami, non vengono più promesse vittorie o titoli. Sono finite quelle dichiarazioni roboanti che servivano soltanto ad alimentare aspettative tra tifosi, stampa e addetti ai lavori. Oggi le dichiarazioni sono misurate, ponderate. Questo non significa soltanto voler evitare gli errori del passato o mettere le mani avanti per proteggersi dalle critiche. Sicuramente c'è anche questo aspetto, ma emerge soprattutto un modo diverso di vivere il campionato.
Si affronta ogni gara come un capitolo a sé, ogni weekend come una storia diversa. Ed è anche logico che sia così, perché ogni fine settimana porta aggiornamenti tecnici, sviluppi, assetti differenti e scenari completamente nuovi. Ogni Gran Premio può ribaltare i valori emersi in quello precedente e dalle sensazioni del giovedì. Proprio per questo motivo affrontare la stagione con i piedi per terra sembra stia dando i suoi frutti. Lo vediamo dalle dichiarazioni di Fred Vasseur, che continua a ribadire che l'attenzione va posta solo sul singolo weekend.
Lo vediamo anche da Charles Leclerc e da Lewis Hamilton. Il pilota inglese è reduce da due gare sottotono, ma non per responsabilità proprie. A Silverstone un errore nella configurazione dell'ala anteriore ha compromesso il suo weekend e, qualcosa di simile è successo anche a Spa, dove un errore ai box ha ulteriormente complicato la sua gara.
Dall'altra parte, invece, il #16 arriva da due weekend straordinari: la vittoria a Silverstone e il secondo posto a Spa, risultati che certificano una ritrovata sintonia con la SF-26. Sono risultati frutto di un grande lavoro di squadra, dell'impegno del team e dei piloti. Va bene condividere dati, informazioni e briefing tecnici, ma alla fine contano soprattutto le sensazioni che ciascun pilota riesce a costruire con la monoposto. Ed è proprio questo che sta facendo la differenza.
Hamilton e Leclerc lavorano in maniera diversa, seguono approcci differenti al weekend, ma entrambi stanno trovando la propria strada. Naturalmente ci sono ancora aspetti da migliorare, come il feeling con la vettura, alcune configurazioni e diversi dettagli che possono permettere ai piloti di estrarre ancora più prestazione. Tuttavia questo metodo di lavoro sembra funzionare. Lo aveva detto anche Charles alla vigilia del GP belga, ossia porre esclusivamente l’attenzione sul feeling con la monoposto, senza concentrarsi sulla vittoria.

Charles Leclerc conferma il metodo Ferrari
Parole che il monegasco - come riporta GpBlog - ha ribadito anche al termine della gara di Spa, sottolineando come il secondo posto rappresenti sì un risultato importante, ma come ci siano ancora tanti aspetti da migliorare e come il suo approccio non cambierà nelle prossime gare. "Sono fiducioso nel dire di aver fatto un passo avanti. Sono al livello a cui voglio essere? Non ancora. Ci sono ancora alcuni aspetti della macchina ai quali devo adattare il mio stile di guida. Non riesco a guidare in modo completamente naturale e questo mi penalizza in alcune fasi della gara”.
E ancora: “Ci sono quindi ancora cose su cui devo lavorare per migliorare. Ma è stato sicuramente un passo avanti e di questo sono soddisfatto. Continuerò ad affrontare una gara alla volta perché, con queste monoposto, è molto difficile essere certi che, se un weekend va bene, anche quello successivo lo sarà. Tutto dipende da dettagli davvero minimi. Per il modo in cui bisogna guidarle, non è mai scontato ottenere la stessa erogazione delle prestazioni da un giro all'altro, ed è forse questo l'aspetto più frustrante di queste vetture”.
In queste dichiarazioni non sembra emergere soltanto un modo per proteggersi o per abbassare le aspettative. Anzi, sembra soprattutto un approccio genuino, concreto e realistico. L'obiettivo, ovviamente, resta sempre quello di vincere, ma non trasformare ogni gara in un esame definitivo permette di costruire il campionato con maggiore serenità.
E le parole di Charles, si collegano all’approccio di Fred Vasseur alla stagione in corso, dove continua a ripetere di non voler parlare di mondiale, che ogni vittoria non deve far credere che tutto sia già deciso, che ogni pista favorevole non deve dare false aspettative e che mai come quest’anno, ogni singolo dettaglio fa la differenza.
Quest'anno il Team Principal è cambiato molto anche nella comunicazione. Non si limita più a dire che bisogna lavorare tutti insieme, ma trasmette una visione precisa di quello che deve essere il percorso della Ferrari, specificando il metodo di lavoro, la preparazione del weekend e la costruzione graduale della stagione.

Il metodo Ferrari convince sempre di più
Per questo motivo possiamo fare un plauso alla nuova filosofia Ferrari. Va fatto un plauso anche alla comunicazione della squadra, che oggi appare molto più equilibrata rispetto al passato. Pensare in piccolo, concentrarsi sul presente e costruire passo dopo passo ogni weekend. È questo il motivo per cui oggi in Ferrari non si parla continuamente di mondiale, per cui non si affronta il tema della prima e della seconda guida.
Si pensa semplicemente a costruire ogni singolo Gran Premio, a massimizzare ogni occasione e a dare sempre il massimo. Perché, alla fine, è proprio questo modo di ragionare, concentrato sul presente e sulla crescita costante, che può portare davvero all'obiettivo finale, che si tratti del titolo Piloti o di quello Costruttori.
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