Germania F1 Mercedes Audi
Nico Hülkenberg, Montréal 2026

I nuovi arrivati nella stagione 2026 si aspettavano di più per questo nuovo inizio. Mattia Binotto ha messo nero su bianco che il target della squadra è essere competitivi per il 2030, ma dopo anni di preparazione per questa prima stagione i risultati sono stati abbastanza deludenti. Questa è la presupposizione che ognuno farebbe guardando semplicemente l'ordine di arrivo a fine gara, ma in realtà l'Audi R26 è molto più performante di quanto si possa pensare.

I pochi punti in campionato sono un insieme di sfortuna e scarsa affidabilità, non di mancanza pura di velocità o di passo. Uno dei dati che più evidenzia questo aspetto è la posizione media in qualifica dei due piloti: 11.7 per Nico Hulkenberg, 13.2 per Gabriel Bortoleto. Pensare che il pilota tedesco non abbia raccolto nemmeno un punto in classifica con una media di qualificazione così alta è qualcosa di folle.

Mattia Binotto, Audi

Audi 2026: la scarsa affidabilità era pronosticata 

Per una squadra che fa il suo debutto in F1 è più che normale che ci siano numerosi problemi di affidabilità, soprattutto a inizio stagione. Nico non riesce a concludere 5 gare delle prime nove, una per un misfatto estremamente sfortunato a Barcellona, gli altri quattro per problemi alla vettura. Bortoleto incontra meno imprevisti fino a oggi rispetto al compagno di box, ma tre gare non concluse sono comunque un numero considerevole. 

La power unit è veloce, ma essendo così nuova soffre molti problemi quando portata sotto stress. I piloti sono contenti il sabato, ma tornano a casa la domenica infastiditi. L'evento sfortunato di Hulk a Barcellona è ricompensato dal guadagno di posizioni di Gabriel per i ritiri davanti a lui in Gran Bretagna, ma non si può sperare sempre nelle disgrazie altrui. Più la stagione prosegue, più le squadre miglioreranno l'affidabilità. Ciò significa che Audi stessa avrà meno possibilità di recuperare posizioni cruciali come ha fatto fino ad oggi nelle due occasioni a punti: Silverstone e Melbourne.

Audi F1
La Audi R26 in azione

Audi 2026: la scelta del turbo costa cara alla squadra

Nonostante possa sembrare un valore insignificante, l'aver montato un turbo relativamente grosso sulla power unit tedesca sta costando caro alla squadra e ai piloti. Oltre all'affidabilità, la R26 soffre di un altro enorme problema: le partenze. Dall'Australia a Silverstone, sia Bortoleto che Hulkenberg hanno sempre perso almeno una posizione al via del gran premio. 

Come visto con Mercedes, le partenze sono un aspetto molto importante della corsa, soprattutto in circuiti come Montréal o Monaco. Il passo gara può essere ottimo, ma non sarà mai sufficiente a recuperare tutte le posizioni perse in partenza, necessarie per arrivare in top 10. 

Una volta risolto questo grande problema, la squadra può iniziare a puntare un po' più in alto. Come si può notare dalla qualifica, Audi ha costruito una prima monoposto competitiva, più vicina alla lotta tra Racing Bulls e Alpine rispetto a Williams, Haas, Cadillac e Aston Martin. L'obiettivo della squadra per le posizioni che contano è tra 3 anni, ma la fame di arrivarci prima deve esserci, è fondamentale per un team di F1 e per Audi ci sono tutti i presupposti per farlo accadere prima del 2030.


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