F1 – Red Bull: Max Verstappen tenta la carta dello strappo?
Secondo alcuni indiscrezioni, il campione olandese avrebbe fatto richieste economiche irricevibili al gigante austro-thailandese. Mossa per un addio anticipato?

Max Verstappen vive una fase tesa con la Red Bull. Queste difficoltà sono state confermate da fonti nel paddock e riportate in dettaglio dai media olandesi. Tra i fattori principali emergono i recenti problemi di affidabilità della vettura, culminati in due episodi preoccupanti. Al Gran Premio di Gran Bretagna, Verstappen ha perso il controllo della monoposto negli ultimi giri a causa di un malfunzionamento del dispositivo aerodinamico mobile sull'ala posteriore, finendo nella ghiaia. Solo otto giorni prima, un guasto simile sullo stesso componente lo aveva fatto uscire di pista nelle qualifiche del Gran Premio d'Austria.
Dopo la gara di Silverstone, il campione ha dichiarato: "In quel punto è super pericoloso perché puoi farti davvero male, sono stato fortunato in Austria e sono stato fortunato qui, ma è per questo che ti stanchi davvero". Il team principal Laurent Mekies ha ammesso: "Ha ragione a non essere contento. È molto spiacevole per i piloti essere traditi dalla macchina in un curvone ad alta velocità in due gare consecutive. Prendiamo la cosa molto seriamente".

Le richieste di rinnovo contrattuale
Verstappen e il suo entourage, in particolare il padre Jos e il manager Raymond Vermeulen, spingono da tempo per un miglioramento sostanziale del contratto attuale, che scade alla fine del 2028 e prevede un ingaggio intorno ai 55 milioni di dollari annui, firmato nel 2022. Ritengono che, dopo tre titoli mondiali aggiuntivi e il boom di popolarità della F1, il valore del pilota sul mercato sia notevolmente aumentato. Fonti di ESPN indicano che Red Bull ha mostrato resistenza di fronte alle cifre richieste dal suo team.
Durante un incontro con gli executive della società prima del Gran Premio d'Austria, Verstappen non ha fornito rassicurazioni verbali sul suo impegno per il 2027. Oliver Mintzlaff e Mark Mateschitz hanno lasciato l'incontro frustrati, interpretando questa mancanza di impegno come una scarsa fedeltà. Dal canto loro, sottolineano che la Red Bull ha creduto nel pilota fin da giovanissimo, dandogli il debutto in F1 a 17 anni con la squadra junior e promuovendolo poi a 18 anni.
Le clausole di uscita legate alle prestazioni del team, attivate dalla scarsa partenza in stagione, permettono a Verstappen di lasciare alla fine del 2026. Il pilota non è tenuto a comunicare la decisione prima di ottobre, un tempismo che crea ulteriore ansia nella squadra, che rischierebbe di trovarsi senza un sostituto all'ultimo momento per il 2027. Red Bull avrebbe preferito un impegno verbale anche senza chiudere subito i dettagli economici, per poter rassicurare sponsor, personale e potenziali nuovi arrivi.

Le tensioni interne e le dinamiche organizzative
Oltre ai risultati in pista, Verstappen lamenta che la squadra non ascolti abbastanza le sue indicazioni sulle scelte tecniche relative alla vettura. Un esempio è arrivato a Silverstone, dove ha spinto per montare un nuovo motore ma ha dovuto partire con quello vecchio. Inoltre, ci sono frizioni interne: il direttore tecnico Pierre Waché non condivide più tutte le informazioni con Gianpiero Lambiase, ingegnere di Max in partenza verso la McLaren. Il pilota olandese esprime anche una profonda avversione per le nuove regole del 2026, che ha definito "anti-race", e questo influisce sul suo entusiasmo.
La squadra ha visto partire figure chiave come Christian Horner, Helmut Marko, Adrian Newey e altri, con ulteriori uscite annunciate. Questo ha contribuito a un senso di instabilità percepito da Verstappen.

Le incertezze sul futuro
Resta difficile stabilire se Max Verstappen desideri davvero lasciare la Red Bull, con cui ha sempre detto di voler correre per tutta la carriera, o se stia utilizzando la situazione contrattuale e le speculazioni per ottenere condizioni migliori, una struttura organizzativa più solida e un ambiente più sereno. La verità potrebbe trovarsi in una via di mezzo. I contatti con altre squadre, come Mercedes in passato, circolano da mesi, ma al momento non emergono mosse concrete. Red Bull ha smentito piani di comunicazioni importanti a breve termine.
La situazione rimane fluida, con Verstappen che valuta le prestazioni future della squadra dopo gli aggiornamenti estivi, mentre continua a premere sulle proprie richieste di rinnovo per garantire competitività, sicurezza e riconoscimento adeguato al suo status.
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