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Ferrari e Mercedes: i motoristi più vincenti in F1

La Formula 1 del 2026 non sarà soltanto una rivoluzione visibile. Dietro le nuove forme aerodinamiche e i motori ridisegnati nell'architettura turbo-ibrida, si nasconde un conflitto normativo che ha attraversato gli ultimi mesi in silenzio, lontano dai riflettori. Una battaglia tecnica che coinvolge il cuore stesso delle power unit: il rapporto di compressione. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, a firma di Fulvio Solms, la FIA ha deciso di modificare i metodi di misurazione di questo parametro fondamentale, accogliendo sostanzialmente la richiesta avanzata da Ferrari, Audi e Honda. Una decisione che, a partire dal Gran Premio d'Australia, cambierà le regole del gioco.

L'iconico logo del Cavallino Rampante campeggia nel paddock della F1.

Power unit: passa la linea Ferrari, Audi e Honda?

Il punto di frizione è semplice nella forma, ma denso di conseguenze nella sostanza. La versione iniziale del regolamento prevedeva che i controlli del rapporto di compressione fossero eseguiti a motore freddo. Ferrari, supportata da Audi e Honda, ha invece chiesto che questi controlli vengano effettuati a caldo, riscaldando staticamente i componenti del V6

Non si tratta di un capriccio tecnico, ma di una questione che tocca direttamente l'interpretazione delle regole e, potenzialmente, le gerarchie competitive. Maranello aveva inviato una lettera di chiarimento diversi mesi fa, accompagnata dai costruttori giapponesi e tedeschi. Mercedes, invece, è rimasta dall'altra parte della barricata, con un Toto Wolff parecchio piccato sulla vicenda: leggi qui.

Quello che rende questa vicenda particolarmente sensibile è il meccanismo decisionale che la FIA ha utilizzato per sbloccare la situazione. Per modificare il regolamento introducendo queste nuove misure, non è necessaria l'unanimità. Basta una maggioranza qualificata composta da FIA, Formula 1 e quattro dei cinque costruttori di motori

In questo schema, il voto della Red Bull diventava decisivo. Il team di Milton Keynes, inizialmente rimasto neutrale non firmando la lettera di chiarimento degli altri tre costruttori, avrebbe ora cambiato posizione. E con questo spostamento, le condizioni per ottenere la maggioranza qualificata sarebbero state raggiunte. Il risultato: nuovi controlli statici del rapporto di compressione, ma eseguiti a motore caldo.

Enrico Gualtieri, direttore del reparto motori della Scuderia Ferrari

La tempistica non è casuale. Enrico Gualtieri, responsabile dei motori Ferrari, aveva dichiarato durante la presentazione della SF-26 di avere piena fiducia nella FIA affinché risolvesse questa questione prima dell'inizio della stagione. Place de la Concorde ha mantenuto l'impegno, chiarendo una zona grigia del regolamento che aveva dato adito a diverse interpretazioni. 

Ma cosa significa davvero questo cambiamento? Perché misurare a caldo anziché a freddo fa la differenza? La risposta sta nella fisica dei materiali e nelle dilatazioni termiche. I componenti del motore si comportano in modo diverso a seconda della temperatura. Una misurazione a freddo potrebbe non riflettere le condizioni operative reali, mentre una misurazione a caldo si avvicina maggiormente a ciò che accade durante l'uso effettivo dell'unità motrice. In altre parole, è una questione di aderenza alla realtà tecnica.

Power Unit: Ferrari impone la sua forza politica

Quello che emerge da questa vicenda non è soltanto una modifica tecnica, ma un segnale politico. Ferrari ha ottenuto ciò che voleva, costruendo un'alleanza con Audi e Honda e convincendo, direttamente o indirettamente, la Red Bull a non opporsi. Mercedes si ritrova isolata su questo fronte specifico. Pare che Ola Kallenius, numero uno di Daimler-AG, non voglia starsene a braccia conserte pensando di ricorrere nelle sedi opportune per tutelare un guizzo ingegneristico che in prima battuta era stato approvato dal legislatore. 

Un tecnico osserva la perfetta installazione di una power unit Mercedes - Crediti foto: Mercedes HPP

Stavolta il Cavallino Rampante ha fatto pesare la sua caratura politica e la capacità di influenzare le decisioni normative. La Formula 1 è anche questo: un gioco di potere dove le alleanze si costruiscono lontano dai circuiti, nelle sale riunioni della FIA, attraverso lettere di chiarimento e maggioranze qualificate. Resta da capire se questa modifica avrà effetti concreti sulle prestazioni o se si trattava semplicemente di chiudere un'ambiguità interpretativa. La FIA ha agito per risolvere una zona grigia, questo è certo. Ma queste, in Formula 1, non sono mai solo tecniche. Sono sempre anche strategiche. E Ferrari lo sa bene.

Se tutto questo fosse confermato, le indiscrezioni di Leo Turrini che abbiamo puntualmente riportato in questo focus (leggi qui), perderebbero sostanza e darebbero un nuovo senso alla stagione 2026 che sarebbe tutt'altro che chiusa ancor prima di nascere.


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