Ferrari bandiera
Sventola la bandiera del Cavallino Rampante

La sensazione, a Maranello, è che la partita sia già segnata. Non sul piano tecnico in senso stretto, ma su quello regolamentare e politico. Sì, è un avvio brutale, ma questa è la sintesi estrema di quanto filtra da chi, solitamente, è bene informato sui fatti rossi. Riportiamo e valutiamo le cose. Seguiteci. 

Il quadro che viene a galla dalle informazioni riportate da Leo Turrini - che racconta i fatti col suo tipico sarcasmo - avverte come in Ferrari si dia ormai per scontato che la FIA, “sia pure attraverso qualche supercazzola con scappellamento verso Stoccarda”, finirà per dare ragione alla Mercedes nella querelle legata ai rapporti di compressione delle power unit.

Secondo Turrini, a Via Abetone e dintorni non ci sarebbero più dubbi sull’esito del confronto: “In Ferrari ritengono che la nobile FIA darà ragione agli Ulisse al servizio di Toto Wolff”, scrive lo scafato giornalista nel suo blog che tiene sulle colonne del Quotidiano Nazionale. Un passaggio che va letto non come una polemica sterile, ma come la presa d’atto di un equilibrio di forze che trascende il mero dato tecnico. Gli aspetti politici della vicenda, sottolinea lo stesso autore, appartengono a un altro livello e portano a esiti “presumibilmente sfavorevoli”.

Il Cambio strategico della Ferrari

È proprio da questa convinzione che nasce una decisione strategica pesantissima. Ferrari, di fatto, avrebbe scelto di non inseguire Mercedes sul terreno immediato del 2026, ma di spostare l’asse del lavoro più avanti. “A Maranello è stato deciso quanto segue”, scrive Turrini, elencando una serie di passaggi che portano tutti nella stessa direzione. Ricostruzione coerente con la logica poiché ci si attende che la Federazione, almeno per il 2026, poco possa fare per limitare la genialata di Hywel Thomas e di tutti i tecnici che operano al Mercedes High Performance Powrtrains di Brixworth.

Mercedes F1
Hywel Thomas, Amministratore Delegato di Mercedes High Performance Powetrains

Ferrari: il focus motoristico è già sul 2027?

Il gruppo motori diretto da Enrico Gualtieri avrebbe già iniziato a lavorare sul propulsore 2027, introducendo modifiche sostanziali mirate a creare un rapporto di compressione dinamico. Questo sempre che il legislatore non riesca ad individuare dei controlli “a caldo” da introdurre nel testo di riferimento cambiando di fatto il quadro. In ogni caso, quella della Ferrari sarebbe la classica mossa di chi accetta l’idea di un orizzonte temporale più lungo.

Il via libera a questo progetto, spiega Turrini, nasce dal sospetto - ormai quasi una certezza interna - che la FIA abbia già considerato pienamente legale l’espediente ” Mercedes. Il concetto è semplice: se la Federazione ha già deciso, ogni tentativo di opposizione tecnica rischia di essere sterile.

Enrico Gualtieri, direttore del reparto motori della Scuderia Ferrari

Power unit 2027: si agirà sulle bielle prodotte in casa?

Dal punto di vista ingegneristico - e questa è la vera primizia che dà Turrini - la strada individuata a Maranello sarebbe  tutt’altro che banale. L’obiettivo è creare un rapporto di compressione dinamico intervenendo sulla biella, che Ferrari dovrebbe tornare a produrre internamente. L'elemento meccanico in questione verrebbe progettata con un coefficiente di dilatazione termica sufficientemente elevato da consentire l’allungamento, compensando così la perdita di compressione dovuta all’espansione termica del motore. Una soluzione raffinata, complessa, e soprattutto lunga da industrializzare.

Ed è qui che arriva il punto di non ritorno. “Nella migliore delle ipotesi possibili e immaginabili questa nuova soluzione non verrà testata al banco prova prima dell’estate del 2026”, scrive Turrini. Le tempistiche produttive rendono impossibile qualsiasi utilizzo nel breve periodo. Anche se tutto funzionasse al primo colpo, l’esordio in pista sarebbe rimandato direttamente al 2027.

Nel frattempo, il vantaggio Mercedes resterebbe sul tavolo. Secondo le informazioni riportate, il guadagno garantito dalla soluzione di Brackley oscillerebbe tra i 5 e i 10 cavalli. Non un’enormità in termini assoluti, ma sufficiente a fare la differenza in un contesto di power unit estremamente livellate. Un margine che, se consolidato, può pesare su intere stagioni.

Un tecnico osserva la perfetta installazione di una power unit Mercedes - Crediti foto: Mercedes HPP

C’è poi un’ultima variabile, forse la più inquietante. Turrini ipotizza che Mercedes possa deliberatamente non sfruttare al massimo il proprio vantaggio nei test, mascherando il reale guadagno di potenza. Una mossa che impedirebbe ai rivali di quantificare con precisione i benefici del misterioso ADUO, ritardando ulteriormente eventuali contromisure. “E così tanti saluti al 2027”, chiosa Turrini, lasciando intendere che il vero colpo potrebbe essere doppio.

Insomma, il quadro dipinto da Turrini somiglia più alle cupe Pitture Nere di Goya che a un vivace Matisse.  Ferrari, se le indiscrezioni fossero confermate, non starebbe rincorrendo una soluzione tecnica: starebbe prendendo atto di aver perso una battaglia regolamentare. Lavorare già sul 2027 significa, nei fatti, accettare che il 2026 possa essere un anno di transizione forzata, se non addirittura di sacrificio. Più che una resa tecnica, è una resa politica. Ma nel mondo della Formula 1 moderna, spesso le due cose coincidono.


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