GP del Belgio: una variabile potrebbe cambiare le sorti del weekend
Sabato potrebbe piovere a Spa-Francorchamps. Sarebbe il debutto di queste monoposto in condizioni da bagnato. Una variabile ulteriore da gestire

Non abbiamo mai visto le nuove vetture di F1 in condizioni bagnate in una sessione ufficiale. Il nuovo regolamento tecnico ha cambiato radicalmente il metodo di guida di queste vetture e Spa-Francorchamps potrebbe mettere a dura prova i piloti e gli ingegneri di ogni squadra. Infatti, per la giornata di sabato, si potrebbe palesare una perturbazione che porta pioggia per le tre sezioni delle qualifiche.
Le condizioni di bagnato hanno sempre rimescolato le carte in tavola nella storia del motorsport, ma incontrare meteo avverso per la prima volta con queste nuove monoposto potrebbe essere ancora più determinante. Il circuito che sorge nei boschi delle Ardenne è incredibilmente tecnico e l'assetto è cruciale per la gestione delle gomme e la pioggia di sabato rischia di essere un elemento che rende ancora più difficile la scelta degli ingegneri: assetto più o meno carico per il GP del Belgio?

F1 2026 - pioggia: un rapporto breve e disastroso
La nuova Formula 1, come sottolineato in apertura, non ha mai percorso una sessione ufficiale con asfalto bagnato. Tuttavia, non è pienamente vero che le monoposto non abbiano mai girato in condizioni avverse. Numerosi sono stati i test svolti da gennaio a oggi e tanti team hanno avuto l'occasione di provare le nuove auto su queste condizioni. Il punto è che quasi in ogni occasione il risultato finale è stato un mezzo fallimento e ciò non può essere una semplice coincidenza.
Shakedown a Barcellona: nella terza giornata dei primi test dell'anno la pista è bagnata e pochi piloti scelgono di girare. Uno di questi è Isack Hadjar che finisce nelle barriere dopo pochi minuti, incapace di riportare la vettura ai box autonomamente. Poco tempo dopo sia Red Bull che Racing Bulls hanno una giornata di test Pirelli a Suzuka.
Le condizioni erano nuovamente da bagnato e, con gomme intermedie, Arvid Lindblad demolisce la sua auto. L'ultimo episodio risale ai test Pirelli organizzati volutamente in condizioni da bagnato di Ferrari e Haas a Fiorano in due giornate diverse. In entrambe le occasioni uno dei due piloti finisce in testacoda ripetutamente: sia Lewis Hamilton che Oliver Bearman.
Quindi, si può affermare che le nuove monoposto non amino la pioggia. In modo particolare, sono i nuovi pneumatici, più stretti, che non danno la confidenza delle gomme passate ai piloti in condizioni di poco grip. Spa è una delle piste più complicate del campionato e il sabato, dovesse piovere, si rischia di assistere a una sessione ad autoeliminazione. Eppure, la difficoltà dei piloti non è l'unico elemento che potrebbe rimescolare le forze in campo.

F1 2026: la pioggia apre nuove sfide sui setup
Gli ingegneri, nel caso in cui si dovessero usare le gomme da bagnato, dovranno scervellarsi nello scegliere la soluzione migliore. Una variabile ulteriore nella complessa equazione della definizione del corretto setup. Se nella vecchia generazione di auto, come spesso i piloti hanno riferito, non si tendeva a cambiare drasticamente gli assetti in base alla scivolosità dell'asfalto, quest'anno, con principi diversi da quelli vigenti con la presenza dei canali Venturi, si rischia di fare un vero e proprio salto nel buio.
La cosa, tra l'altro, potrebbe avvenire proprio su una pista particolare che sovente mostra zone bagnate e parti asciutte considerando che si sviluppa su un chilometraggio molto esteso e per giunta in un'area boschiva soggetta a repentini cambi atmosferici. In definitiva, una qualifica bagnata potrebbe letteralmente mescolare il mazzo di carte tecnico che, come ha dimostrato Silverstone, è già poco leggibile.
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