Bearman Haas
Oliver Bearman alla guida della VF-26

La nuova generazione di monoposto continua a raccogliere pareri negativi, soprattutto dopo essere state messe alla prova in un normale weekend di gara dove nessuno si è nascosto e dove tutti hanno dato il massimo.

Malgrado l'ottimo piazzamento raggiunto da Oliver Bearman con la sua Haas - a conferma della crescita esponenziale del pilota - l'inglese non è rimasto particolarmente entusiasta del nuovo regolamento. 

Dopo i top team, Bearman è stato il primo pilota a guidare il resto di un gruppo che per adesso deve colmare un enorme svantaggio rispetto alle prime quattro squadre. 

Nonostante le poche risorse economiche a disposizione, la compagine capitanata da Ayao Komatsu è riuscita a trovare un buon compromesso tra la power unit Ferrari e il telaio. 

Eppure, questa nuova maniera di guidare non sta conquistando nessun pilota, se non - giustamente - i due alfieri della Mercedes. Neanche chi da poco è entrato nel Circus della F1 ha accolto con piacere questa continua gestione della batteria.

Oliver Bearman
Oliver Bearman entra nell'abitacolo della sua VF-26

Il giovane della Haas ha paragonato questa F1 a una Formula E, confermando le parole di Max Verstappen, colui che da tempo sta combattendo contro questo nuovo regolamento sperando in modifiche che non vadano a snaturare la categoria.

Bearman è chiaro: “Questo non rientra nel DNA delle corse”

“É vero. Ho concluso la gara in P7 e sono contento. Tuttavia, devo ammettere che non è stato per niente divertente guidare in questo weekend. É un pò ridicolo, a dire il vero: avere così tanto delta in un pulsante e perderne così tanto nel rettilineo successivo. Non è molto lineare”, ha dichiarato Bearman

F1 GP Australia Sainz
Sainz in lotta con la Haas di Oliver Bearman a Melbourne

“Quello che guadagni nel rettilineo quando usi il boost, è un quarto di quello che perderai nel rettilineo successivo. Quindi, a meno che tu non completi praticamente il sorpasso all'inizio del rettilineo… completi il sorpasso e poi devi ricaricare energia, ricaricare, ricaricare, altrimenti rischi di essere ripreso subito dopo”, ha aggiunto il pilota della Haas.

Questo non è correre, è come se fossimo in Formula E”, ha asserito il classe 2005.

Parola d'ordine del Gp d'Australia? Ricaricare!

Le parole di Bearman non sono quindi soltanto lo sfogo di un giovane pilota alla fine di un weekend intenso. Sono il riflesso di una sensazione che, una volta tagliato il traguardo, sembra diffondersi sempre di più nel paddock.

La nuova F1 prometteva efficienza, innovazione e sostenibilità. Ma se la gestione dell'energia finisce per diventare l'elemento dominante della guida, il rischio è quello di allontanarsi da ciò che ha sempre definito questa categoria.

Russell Mercedes Australia
George Russell, Mercedes W17

Mentre il dibattito continua ad animare il paddock e le conversazioni degli appassionati di F1, la domanda da porci deve essere la seguente: fino a che punto la F1 può cambiare senza perdere la propria essenza? Perché, come suggerisce Bearman, se per sorpassare bisogna prima pensare a ricarica, allora forse qualcosa nello spirito della corsa si è davvero smarrito.

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