Red Bull mostra potenziale ma anche limiti che Verstappen, come sempre, maschera
Max Verstappen limita i danni con una grande rimonta, mentre Hadjar si ritira. La RB22 evidenzia potenziale ma anche limiti evidenti

Il Gp d'Australia ha probabilmente messo in mostra gli attuali pregi e difetti della Red Bull. Nonostante il buon risultato ottenuto nella giornata del sabato, la gara di oggi ha visto una monoposto faticare rispetto a Mercedes e Ferrari, apparse nettamente imprendibili per la compagine di Milton Keynes.
Max Verstappen ha fatto il suo concludendo la gara al sesto posto - partendo dalla P20 - ma ha chiamato a gran voce un cambio di regolamento poiché, a detta sua, la F1 si sta snaturando dal suo DNA originale.
Il debutto di Isack Hadjar con la nuova squadra è stato purtroppo macchiato da un problema alla power unit che lo ha costretto ad abbandonare prematuramente la gara. Tuttavia, l'ex VCARB può in generale ritenersi soddisfatto del suo primo weekend con Red Bull, e potrà guardare con fiducia al futuro.
Anche se il risultato ottenuto oggi dalla squadra austriaca non rispecchia quanto fatto nell'ultima era della F1, considerando la loro situazione di partenza - ricordiamo che per la prima volta nella storia la Red Bull ha utilizzato un motore prodotto in casa - il sesto posto di Verstappen deve dare fiducia in vista del futuro.

Attualmente, la scuderia capitanata da Laurent Mekies, in termini di prestazioni, la si può reputare in lotta con la McLaren per la posizione di terza forza del Mondiale.
“La nostra macchina ha potenziale. Questo è certo”, ha dichiarato l'olandese dopo essere arrivato alle spalle di Lando Norris. Persino Hadjar, nonostante il ritiro, ha intravisto del potenziale nella RB22, anche se si deve risolvere un elemento che, per quanto visto oggi, giocherà un ruolo fondamentale.
Max Verstappen non cambia idea sul nuovo regolamento
Se da un lato l'alfiere Red Bull insiste sul fatto che queste macchine abbiano una guidabilità innaturale - clicca qui per l'articolo - dall'altro ha ancora una volta rinnovato le proprie parole di stima nei confronti del team.
“Io amo le corse, ma non puoi sopportare a lungo tutto questo. Io sono sicuro che la FIA e la F1 stiano ascoltando le nostre opinioni. Spero quindi che qualcosa cambierà perché non sono l'unico che sta criticando l'attuale regolamento”.
“Per quanto riguarda il motore, non stiamo andando male. Al momento, penso che la nostra mancanza di passo sia dettata metà dalla macchina e metà dal motore, il che non è male. Sono cose che possono essere risolte”, ha aggiunto Verstappen.
In effetti, alla vigilia della nuova stagione c'era chi aveva previsto un inizio difficile per la Red Bull visto l'impiego di una nuova power unit.

Guardando ai problemi in casa Aston Martin con Honda, quindi la difficoltà di riuscire a completare almeno una gara con almeno una delle due monoposto, Red Bull Powertrains può certamente essere felice del lavoro svolto.
“Sono molto critico con le regole, ma mi sento veramente fiero della squadra e del motore. I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro. Da questo punto di vista, sono felice di lavorare con loro”.
Isack Hadjar risponde presente. La Red Bull no
Un problema al motore ha tradito il nuovo pilota della Red Bull. Dopo 12 giri, il franco-algerino ha dovuto dire abbandonare l'abitacolo e ritirarsi dalla gara. Ciononostante, quello che Hadjar ha rimproverato, è stata la partenza.
Secondo l'ex VCARB, il primo posto dopo curva 1 era ampiamente alla portata. La mancanza di potenza a un certo punto, non gli ha permesso di superare le due Mercedes e lo ha messo in una posizione scomoda contro il diciottenne Arvid Lindblad.
“É difficile lottare contro qualcuno che va 30km/h più veloce di te nei rettilinei!”, ha dichiarato Hadjar parlando della lotta contro il rookie.
“Mi sento molto frustrato. La partenza è stata ottima. Potevo facilmente raggiungere la prima posizione, ma poi non ho più avuto potenza. Mentre gli altri scappavano via, io ho dovuto recuperare l'energia della batteria”.
“Il rumore del motore non era per niente incoraggiante. Immaginavo che non sarei riuscito a finire la gara. É un peccato. Penso che eravamo in lotta con Lewis”.
Hadjar ha poi chiarito che il suo ritiro non è stato dovuto a un problema tecnico, bensì a una semplice svista a cui il team non ha prestato attenzione durante il periodo dei test.
“Non abbiamo simulato questo scenario né durante i sei giorni di test, né in occasione delle prove libere. Si tratta di un nuovo scenario da corsa. Almeno possiamo dire di aver fatto esperienza di ciò”, ha commentato un deluso Hadjar.