Motore Ford Cosworth V8
Motore Ford Cosworth V8

Mohammed Ben Sulayem è un treno, anzi un powertrain, visto l'argomento di discussione. Ci sia concessa la licenza. Il presidente della FIA non si ferma nella sua battaglia per riportare i motori V8 all'interno del contesto tecnico della Formula 1.

Ancora ieri il manager emiratino, attraverso il proprio profilo Instagram, ha pubblicato una serie di slide e infografiche con cui ha spiegato perché, a suo giudizio, i motori otto cilindri rappresentano la soluzione per il futuro della categoria.

F1 Bahrain Arabia Saudita
Mohammed Ben Sulayem

La FIA spinge per anticipare la rivoluzione al 2030

La prima notizia importante riguarda la tempistica. Come previsto, il progetto è pensato per il prossimo ciclo regolamentare, quello compreso tra il 2031 e il 2035. Tuttavia, Ben Sulayem ha confermato che si sta lavorando per anticipare tutto già al 2030.

È chiaro che, da questo punto di vista, servirà una larghissima maggioranza tra i costruttori. Per accorciare di un anno l'attuale ciclo normativo e abolire il regolamento previsto per il 2030 sarà necessario il consenso di gran parte dei soggetti coinvolti.

Perché Ben Sulayem ritiene i V8 la soluzione per il futuro

Ma qual è la visione della FIA? Perché Ben Sulayem sta spingendo con tanta forza in questa direzione? Secondo il presidente federale, i nuovi motori V8 sarebbero più accattivanti per quattro motivi fondamentali.

Innanzitutto sarebbero più leggeri, contribuendo a ridurre il peso complessivo delle vetture. Questo permetterebbe di avere monoposto più maneggevoli e, probabilmente, anche più compatte rispetto a quelle attuali.

In secondo luogo sarebbero più economici sia nella fase di progettazione sia in quella di produzione. Un aspetto particolarmente importante in un'epoca in cui il cost cap rappresenta uno dei pilastri della F1.

Per Ben Sulayem sarebbero inoltre motori più sicuri. La quota elettrica verrebbe infatti notevolmente ridotta e, di conseguenza, diminuirebbero alcune problematiche che oggi emergono soprattutto in condizioni di pioggia.

Motore Ferrari V8

Infine, c'è il tema del rumore, uno degli aspetti che più accendono la passione degli appassionati. Una parte consistente della vecchia guardia continua a criticare la relativa silenziosità delle attuali power unit ibride. I futuri V8, accompagnati da un sistema elettrico molto più contenuto e da un KERS meno potente rispetto agli standard attuali, sarebbero invece in grado di raggiungere regimi di rotazione più elevati e di produrre un sound decisamente più coinvolgente.

Tutto questo dovrebbe portare, nelle intenzioni di Place de la Concorde, a vetture più divertenti da guidare e capaci di soddisfare maggiormente i piloti, che in questa fase storica non hanno nascosto diverse perplessità sulle dimensioni, sul peso e sulla complessità delle monoposto.

L'obiettivo finale è quello di costruire una Formula 1 con duelli più accattivanti e meno dipendenti dalla gestione energetica delle batterie. Oggi le strategie di gara sono fortemente influenzate dalle fasi di ricarica, dal deployment dell'energia elettrica e dalle varie modalità di utilizzo della power unit. Con i V8, la categoria potrebbe tornare a una filosofia più semplice ma, allo stesso tempo, più spettacolare.

Aston Martin Fernando Alonso
Alonso alla guida della Renault R202, durante i test nel 2002

Proprio il fascino rappresentato dal rumore dei motori è uno dei concetti chiave della battaglia portata avanti da Ben Sulayem. E sappiamo bene che l'ex pilota di rally emiratino, quando si convince della bontà di una determinata idea, tende a perseguirla con grande determinazione.

Lo si è visto nella vicenda Andretti-Cadillac. Fu proprio lui il primo grande sostenitore del progetto, anche quando la posizione della Formula One Management appariva decisamente più fredda. Alla fine, però, la sua linea ha prevalso e la Formula 1 ha accolto l'undicesima squadra in griglia.


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