Gerarchie Ferrari: dopo Barcellona la prima punta diventa Hamilton?
Il trionfo a Barcellona riaccende i riflettori sul sette volte iridato e ridisegna gli equilibri mediatici in casa Ferrari. Se il paddock spinge per l'investitura del britannico come prima guida, a Maranello Vasseur predilige la totale uguaglianza

Fred Vasseur, team principal della Ferrari, dopo la prima vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona, inizierà a porre maggiore attenzione sul sette volte campione del mondo oppure continuerà a mantenere questa situazione di equilibrio all'interno del box? Come noto, Hamilton ha vinto la sua prima gara con la Ferrari dopo 31 GP disputati con la Scuderia.
È salito sul gradino più alto del podio per la prima volta di rosso vestito e, magicamente, i riflettori sono tornati ad accendersi su di lui. Le opinioni sono rapidamente cambiate, soprattutto da parte di coloro che sostenevano che fosse un pilota ormai finito, un "bollito". Gli stessi che lo invitavano a ritirarsi, ad appendere il "casco al chiodo” e quindi a lasciare il sedile libero a qualcun altro, magari a un giovane pilota appartenente alla Ferrari Driver Academy.
Ma dopo lo scorso weekend, lo scenario si è ribaltato e la voce comune rivolta al muretto è quella di porre esclusivamente l’attenzione sul nativo di Stevenage. È innegabile il suo stato di forma, il suo essere ben centrato con il progetto, con la macchina e con l'ambiente. È innegabile che rispetto all'anno scorso sia un pilota del tutto diverso. Il tutto a discapito di Charles Leclerc, che si è ritrovato per tre volte consecutive a fare i conti con i problemi della monoposto. A Monaco è andato a muro, stessa cosa nelle qualifiche di Barcellona, senza aggiungere un passo gara non in linea con quello del team mate.
E se ciò non basta a rovinare l’umore del monegasco, ci sono le costanti dichiarazioni degli addetti ai lavori. Ne sono un esempio quelle rilasciate da Jacques Villeneuve, affermando che Leclerc non è stato in grado di costruire la squadra attorno a sé, che non ha avuto il peso politico necessario e che il suo contratto è stato rinnovato troppo presto. Parole a cui hanno fatto seguito quelle di Jolyon Palmer, meno drammatiche - se così possiamo dire - e soprattutto più orientate all’aspetto sportivo e in ottica campionato piloti.

Ferrari e Hamilton: Ceccarelli esclude una prima guida
C’è chi invece prova ad essere oggettivo e a raccontare la situazione per quello che è o per quello che sarà. Parliamo di Riccardo Ceccarelli, mental coach di Charles Leclerc, che ha sostenuto che Ferrari continuerà a mantenere una situazione di equilibrio, trattando sempre i due piloti allo stesso modo.
Come riporta F1Oversteer, le parole di Ceccarelli rilasciate a Motorsport.com, sono state: "Lewis è in una forma straordinaria e forse si adatta meglio a questa vettura rossa rispetto a Charles. Il sette volte campione del mondo ha ritrovato la sua motivazione perché ha una macchina all'altezza delle sue aspettative. Quando vinci, ovviamente non vuoi sprecare il tuo potenziale. Ma Fred non vuole compromettere nemmeno il potenziale di Charles”.
E aggiunge: "Il manager francese non deve prendere decisioni immediate, può aspettare. Cercherà di seguire il flusso, eliminando solo gli ostacoli, in linea con la filosofia di chi lavora in Ferrari. Non ci saranno un primo e un secondo pilota sulla rossa. Vasseur dovrà aspettare e vedere come si evolveranno le cose, soprattutto perché Leclerc potrebbe svegliarsi e inanellare tre risultati utili consecutivi senza preavviso”.
È assodato quindi: non ci sarà quindi una prima guida e una seconda guida. D'altronde Fred Vasseur lo aveva già detto dopo la prima bagarre Ferrari al termine del GP cinese, ossia che non ci sarà mai un team order, non ci sarà mai la scelta di preferire un pilota piuttosto che un altro, ma ci sarà sempre una situazione di parità tra i due. Una situazione di parità che, ragionando a lungo termine, potrebbe avere senso, anche perché, oggettivamente, Hamilton ha vinto una sola gara con la Ferrari.

Ferrari, scegliere una prima guida adesso sarebbe un errore?
A questo punto della stagione, con sole sette gare disputate, non ha molto senso parlare di prima e seconda guida. Come accennavamo poc'anzi, Hamilton ha vinto una sola gara, strategicamente perfetta, costruita in ogni minimo tassello. Allo stesso tempo, però, dall'altro lato del box, Leclerc è reduce da sole tre gare sottotono e che quindi con altri aggiornamenti da apportare, con la possibilità di beneficiare con l’ADUO, sono tanti gli aspetti ancora da osservare.
Il ragionamento cambia, però, se effettuato gara per gara. Se, per esempio, nella prossima gara Lewis dovesse trovarsi ancora una volta davanti e avesse concretamente la possibilità di vincere, allora sarebbe normale concentrare le proprie attenzioni su di lui. Così come sarebbe altrettanto normale fare il contrario qualora fosse Leclerc a trovarsi nella situazione opposta.
Ma, ragionando a lungo termine, almeno per ora, probabilmente non ha ancora senso. Poi certo, se in dirittura d’arrivo, Ferrari dovesse trovarsi con il #44 che continuerà a mantenere queste prestazioni, se sarà vicino ad Antonelli o addirittura leader del campionato, allora il ragionamento cambierà e sarà allora che si potrà parlare di prima e seconda guida. A quel punto il ragionamento filerebbe perché si inizia a guardare il tutto in ottica campionato, in ottica mondiale piloti, un titolo che manca a Maranello dal lontano 2007, quando a conquistarlo fu Kimi Räikkönen.
Quando descritto, ovviamente, vale anche per Charles ma giunti a tal punto, la domanda sorge spontanea: la vittoria, la prima vittoria di Lewis Hamilton con la Ferrari, ha riaperto i giochi per il Mondiale? In parte sì, perché comunque lo zero di Kimi Antonelli potrebbe assumere peso in futuro, qualora Mercedes dovesse trovarsi in difficoltà su circuiti simili al Montmeló e soprattutto, con le stesse condizioni in cui si è corso domenica scorsa.
Quindi, come diceva Vasseur al termine della gara catalana, lo scopo non è darsi per vinti ma ragionare gara per gara. Più che mai, le sue parole “dobbiamo mettere tutto insieme” assumono importanza e non suonano banali. Anche perché d’ora in poi, la vittoria della Ferrari, non può e non deve essere un evento isolato della stagione 2026.