Kimi Antonelli, quando il fato stringe la mano al talento
Tra tanti discorsi sul regolamento, godiamoci il bolognese volante che ha saputo reagire “da grande” agli inciampi in pista

Il pilota della Mercedes ha chiuso al secondo posto un gp d'Australia che avrebbe dovuto vivere in rimonta. Si perchè non dobbiamo dimenticare che l'italiano, dopo aver disputato delle buone sessioni di prove libere al venerdì, ha semidistrutto la sua monoposto proprio al termine delle FP3 mettendo a rischio la partecipazione alle qualifiche. Anzi, visto il ritmo di lavoro che avevano i suoi meccanici nel box, l'idea che si è palesata è che avessero già considerato più che realistica l'opzione di partire dal fondo dello schieramento, puntando ad una gara in rimonta, come tra l'altro lo stesso Toto Wolff aveva preannunciato.
Ma quando è il fato ad agire, sappiamo bene che in Formula 1 lo scenario può capovolgersi in un attimo. Lo schianto di Verstappen (per fortuna senza conseguenze) ha rimesso nelle mani di Antonelli la possibilità di andarsi a giocare le qualifiche. E Kimi si è fatto trovare pronto, ribandendo ancora una volta (semmai ce ne fosse stato bisogno) che Toto Wolff deve aver visto davvero qualcosa di speciale in quel ragazzino ingaggiato quando aveva appena 12 anni (per la cronaca in casa Mercedes è arrivato un altro talento italiano, Nicolò Perico, classe 2014, da poco entrato a far parte del programma junior, quello da cui sono passati anche George Russell e lo stesso Antonelli).

Maturità e concretezza non scontate alla seconda stagione in Formula 1
Il pilota bolognese ha saputo dimostrare di poter essere concreto quando più serve. Aveva un solo giro a disposizione per passare al Q2, detto fatto. Scontato perchè guida una Mercedes? Non proprio visto che è al secondo anno in Formula 1. Prova ne è quanto accaduto in Q3, dove Kimi non si è fatto scappare l'occasione buona per andare a prendersi la prima fila. Un risultato parzialmente offuscato dalla pole position di Russell e dai tanti discorsi sui presunti vantaggi della power unit Mercedes.
Va ricordato infatti che Antonelli ha sulle spalle appena 24 gran premi disputati e per quanto non stupiscano più i giovani che arrivano nella massima categoria già perfettamente “programmati” alla realizzazione del risultato finale, va sottolineata una volta di più la prestazione del bolognese, soprattutto per la condizione nella quale è arrivata, tra inciampi più o meno voluti.

Partenza in salita ma Kimi ha mostrato di avere carattere
Archiviate le qualifiche, si pensa subito alla gara. Allo spegnimento del semaforo Antonelli è rimasto piantato sulla griglia per un problema alla gestione dell'energia. Scivolato nelle retrovie, non si è fatto prendere dall'ansia della rimonta, ha affrontato i primi giri con impressionante lucidità che lo hanno portato a risalire la classifica e ad ottenere un secondo posto finale che sa di sfida all'altro lato del box, quello che lo guarda ancora un po' come la mascotte del team, il pilota che deve crescere, fare esperienza e imparare a gestire i momenti critici di qualifiche e gran premio.
Probabilmente solo dal gp d'Australia Russell si è reso veramente conto di avere accanto un ragazzino che ha una capacità di apprendimento incredibile, veloce in pista (ma questo lo si sapeva già) ed ora anche concreto. Tutte caratteristiche che il britannico indubbiamente possiede e che se diverranno bagaglio permanente anche del driver italiano, allora ci sarà da divertirsi.
A prescindere da tutto quello che si può dire sul nuovo regolamento, in positivo o in negativo non importa, è innegabile che c'è un gran gusto a guardare un italiano che sale sul podio. Ora manca solo la vittoria per coronare questa straordinaria curva di crescita. Che sia già la Cina un buon terreno di conquista?