Ferrari, Leclerc: "Inizio positivo, vetture strane da guidare"
L’analisi dell’avvio stagionale della Ferrari passa dalle parole di Charles Leclerc, che fa un bilancio lucido dei primi test con le nuove monoposto.

Charles Leclerc, che nell'ultimo giorno di lavoro settimanale in Bahrain fa lo spettatore avendo lasciato la Ferrari SF-26 a Lewis Hamilton ora impegnato in pista (leggi la diretta), ha parlato ai microfoni di Sky Sport.
"È stato un inizio positivo, nel senso che non abbiamo avuto grossi problemi. Non abbiamo avuto problemi, che è una cosa buona perché comunque, con delle nuove regole così diverse, un grosso problema dopo fa tanta fatica a recuperarlo. Non abbiamo avuto quello, e questo è positivo. Abbiamo fatto tutto il programma che volevamo. Cioè tutti i test che volevamo fare li abbiamo fatti, quindi anche quello è stato positivo".

Il monegasco sottolinea come, in una fase regolamentare completamente nuova, l’affidabilità rappresenti già un primo risultato concreto.
Sul fronte prestazionale, invece, Leclerc invita alla prudenza: "Lato performance è impossibile sapere, perché se prima c'erano due o tre cose su cui potevamo giocare per nascondere la performance, adesso ce ne sono quindici e quindi è molto difficile capire dove siamo rispetto agli altri".
Ferrari, Leclerc: “l'approccio non è conservativo”
Un contesto tecnico più complesso rende le letture comparative estremamente opache. Quanto all’approccio Ferrari, il monegasco respinge l’idea di una scelta conservativa.
"Il nostro approccio comunque non lo definirei ‘safe’, nel senso che c'è stato e c'è un lavoro incredibile a Maranello per spingere tutto e tutti lo stanno facendo. Però sì, per adesso sono soddisfatto di come è andato. Non sto parlando della performance, però di come è andato e di come gestiamo i test finora. L'anno scorso era stato molto più difficile il test, molto meno strutturato, quest'anno invece è molto buono".

Leclerc e la nuova F1
Infine, il parere personale sulle nuove monoposto, al centro di opinioni contrastanti nel paddock, con Max Verstappen tra i più critici: leggi qui.
"Sì, c'è tanta nuova tecnologia, è bello, però da guidare è un po' strano. Trovo tanta motivazione nel lavorare a trovare soluzioni a problemi che non ho mai incontrato nella mia carriera, perché non avevo mai guidato queste macchine. In pista, se devo essere onesto, il feeling è un po' più strano. Fuori dalla pista è super interessante e ho tanto piacere a lavorare con gli ingegneri per trovare soluzioni".
Una lettura matura: sensazioni ancora da decifrare al volante, ma forte stimolo tecnico nello sviluppo. La fotografia di una fase iniziale in cui l’affidabilità e la comprensione del mezzo contano più del cronometro.
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