GP Ungheria, Hamilton: una gara che lascia molti rimpianti
Tra penalità, strategie discutibili ed errori, il britannico racconta un weekend che, sulla carta, avrebbe dovuto portare la Scuderia a lottare per la vittoria.

Se c'è una parola con la quale possiamo riassumere il weekend di Lewis Hamilton, è penalità. Si conclude infatti in P5 il GP dell'Ungheria del britannico, condizionato da una sanzione di 5 secondi per non aver rispettato il limite di velocità all'interno della corsia dei box. Una gara scattata dalla quinta casella della griglia a causa di un'ulteriore penalità rimediata al sabato per un impediment ai danni di Oscar Piastri durante le qualifiche.

GP Ungheria: la gara di Lewis Hamilton
Hamilton è rimasto costantemente a cavallo tra la terza e la quinta posizione in gara, al volante di una Ferrari apparsa non perfetta. Eppure, alla vigilia, l'Hungaroring doveva sulla carta spalancare le porte a un risultato importante. La scuderia di Maranello puntava alla vittoria, se non addirittura a una doppietta sul podio, per chiudere in bellezza questa prima parte di stagione prima della sosta estiva. La realtà ha invece raccontato tutta un'altra storia e sia la Ferrari che i suoi piloti vanno in vacanza con un forte amaro in bocca, unito a delusione e comprensibile frustrazione.
Non sono mancati gli errori, commessi sia dal pilota che dal muretto, dalle imprecisioni individuali alle strategie poco efficaci, fino a una configurazione d'assetto della SF-26 che non ha pagato. Sono stati proprio quei minimi dettagli a fare la differenza, ma questa volta in negativo rispetto alle squadre rivali. Al giovedì, durante il Media Day, le parole di Hamilton erano state chiarissime: "Voglio vincere". Un concetto ribadito anche ai microfoni di Sky Sport al termine della corsa. Lewis cercava quel successo, consapevole che il layout del tracciato ungherese fosse teoricamente ideale per le caratteristiche della Rossa.

GP Ungheria, Hamilton: “Avremmo dovuto vincere”
Intervenuto nel post-gara, il sette volte campione del mondo ha analizzato la sua domenica partendo proprio dalle sanzioni ricevute dai commissari di gara. Una prima parte di stagione altalenante, iniziata in crescendo, per poi inciampare in errori nelle ultiime gare: “Non c'è nulla da condividere con il team” esordisce Hamilton, “è stata colpa mia”.
E aggiunge: “Lo è stata la gara scorsa e lo è stata anche oggi, per cui non ho assolutamente nulla da rimproverare alla squadra”. Dopodiché, l'attenzione si sposta sulla gara e sule strategie effettuate dal muretto.
“Sulla strategia di oggi, chiaramente, penso che avremmo dovuto fare quella sosta in più invece di rimanere fuori, perché cedendo la posizione in pista abbiamo regalato il secondo posto e non ho capito del tutto quella scelta. Abbiamo fatto dei buoni progressi complessivamente, ma credo che questo weekend, sia per me che per Charles, rappresenti un rimpianto: sapevamo di avere tra le mani una macchina che doveva portarci prestazioni da vittoria e invece siamo finiti quarto e quinto. Non è stata un'esecuzione perfetta”. E conclude: “Avremmo dovuto vincere”.