Red Bull Christian Horner
L'ex team principal e CEO della Red Bull Christian Horner

Christian Horner parla per la prima volta in modo aperto della sua dipartita dalla Red Bull, avvenuta bruscamente due giorni dopo il Gran Premio di Gran Bretagna a luglio dello scorso anno. L’intervista, concessa per la nuova stagione di “Formula 1: Drive to Survive” su Netflix, in uscita questo venerdì, offre uno sguardo dettagliato sulle dinamiche interne che hanno portato alla sua rimozione.

Horner attribuisce la scelta principale a Oliver Mintzlaff, managing director di Red Bull GmbH. Helmut Marko avrebbe avuto un ruolo di consigliere influente da dietro le quinte. Horner lo esprime chiaramente: “Penso che sia stata una decisione presa da Oliver Mintzlaff con Helmut Marko che consigliava da bordo campo”.

Horner tiene a precisare che né MaxJos Verstappen hanno avuto alcuna parte nella vicenda. Sottolinea con fermezza: “Non credo che i Verstappen siano stati responsabili in alcun modo”. Ammette però che Jos non è mai stato un suo sostenitore e in passato ha manifestato apertamente la sua contrarietà, ma ribadisce che questo non ha influito sulla decisione finale.

Red Bull Christian Horner
I principali “cospiratori” della congiura contro Horner: Oliver Mintzlaff ed Helmut Marko

Le radici del conflitto dopo la morte di Mateschitz 

Il contesto viene ricondotto alla lotta di potere scoppiata dopo la scomparsa di Dietrich Mateschitz. Horner spiega che la sua influenza percepita come eccessiva all’interno della struttura aziendale ha generato crescenti tensioni. Ricorda le pressioni ricorrenti per assumere piloti dal programma giovani della Red Bull, area in cui Marko aveva un controllo significativo: “Sono stato sempre spinto a prendere piloti dal programma giovani della Red Bull. Helmut era una figura importante in esso”.

Horner descrive la comunicazione come improvvisa e traumatica. Confessa di aver provato un profondo senso di perdita: “Provo un vero senso di dolore. È stato tutto piuttosto improvviso. Non ho davvero avuto la possibilità di salutare come si deve. Non avrei mai immaginato di trovarmi in questa posizione”. Aggiunge che la reazione iniziale è stata di rabbia: “La reazione immediata quando ti viene servito un panino schifoso del genere è dire ‘f**** loro’”. Definisce la perdita della Red Bull come qualcosa di prezioso che gli è stato sottratto senza che fosse una sua scelta.

Red Bull Christian Horner
Il patron storico della Red Bull, Dietrich Mateschitz. Dopo la sua scomparsa è iniziata la resa dei conti all'interno del team

Lo scambio con Toto Wolff 

Nell’intervista, girata in parte nelle scuderie di casa sua, Horner legge un messaggio ricevuto dal team principal della Mercedes Toto Wolff, suo grande rivale storico. Il testo dice: “Non sapevo cosa dire, perché da un lato sei stato proprio un idiota. Ma dall’altro lato lo sport sentirà la mancanza di uno dei suoi protagonisti principali. Con chi dovrei combattere ora? E ‘amare per odiare’, come dicevi sempre?”. Horner risponde con un misto di ironia e affetto: “Ho amato scontrarmi con te in tutti questi anni. Quindi grazie per la rivalità, la competizione e le frecciate. Nessun altro si è nemmeno avvicinato, come dimostrano le statistiche. Ti auguro il meglio per il futuro. P.s. Hai bisogno di un taglio di capelli”.

Red Bull Christian Horner
Toto Wolff con Christian Horner

Le difficoltà in pista e le scelte contestate 

La serie dedica attenzione alle prestazioni altalenanti della Red Bull, alle tensioni interne e a episodi specifici. Tra questi spicca il cambio pilota non voluto da Horner: la sostituzione di Liam Lawson con Yuki Tsunoda dopo sole due gare, decisione che ha creato attriti con Max Verstappen. Horner tiene a precisare: “Quel cambio non è stata una mia scelta”.

L’episodio intitolato “A Bull With No Horns” ("Un toro senza corna" in italiano) mostra scene intense: l’aspetto provato di Horner dopo l’incidente di Verstappen con il pilota della Mercedes Andrea Kimi Antonelli, in Austria, gli sguardi cupi di Mintzlaff e Marko, la pressione crescente dovuta ai risultati altalenanti e alle manovre politiche interne. La narrazione mantiene un tono relativamente leggero su alcuni aspetti controversi del paddock, ma evidenzia chiaramente il clima di instabilità vissuto nel team.


Crediti foto: Red Bull Content Pool, IMAGO/Sven Severing, Getty Images, Sky Sports

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