Red Bull Laurent Mekies
Laurent Mekies al pitwall

Negli ultimi anni i rapporti tra i vertici di Red Bull GmbH nella gestione della scuderia di F1 non sono stati affatto idilliaci. Le prime problematiche serie sono emerse con lo scoppio dell'Horner Gate, anche se probabilmente le tensioni erano già presenti in precedenza. 

L'ala thailandese guidata da Chalerm Yoovidhya aveva infatti garantito pieno sostegno a Christian Horner, mentre sul fronte opposto si collocava l'ala austriaca del gruppo, rappresentata all'interno del team da Helmut Marko.

Helmut Marko e Christian Horner

Dall'Horner Gate a un nuovo equilibrio di potere in Red Bull F1

Prima dell'esplosione del caso Horner, poi risoltosi sul piano legale ma mai realmente su quello politico all'interno della squadra, Helmut Marko era apparso in una posizione di debolezza rispetto a Christian Horner. Il manager britannico sembrava aver assunto un controllo sempre più ampio del team, al punto da essere assecondato anche nella decisione di creare il comparto Red Bull Powertrains e di mollare Porsche.

Queste tensioni si erano ulteriormente accentuate dopo la scomparsa di Dieter Mateschitz. Gli eredi del fondatore avevano cercato di recuperare peso all'interno della struttura e l'occasione si era presentata proprio attraverso le difficoltà vissute da Christian Horner, che alla fine è stato allontanato.

Sembrava quindi che fosse stato raggiunto un nuovo equilibrio tra la componente thailandese e quella austriaca della proprietà. Un equilibrio apparso ancora più forte dopo l'uscita di scena di Helmut Marko e la scelta di affidare la guida del team a Laurent Mekies.

F1 GP Barcellona Max Verstappen
Max Verstappen

Il nodo Verstappen riaccende lo scontro

Adesso, però, una nuova questione starebbe emergendo. A riportarlo è il quotidiano tedesco Bild. Al centro della discussione c'è Max Verstappen e il suo futuro.

Da un lato c'è Chalerm Yoovidhya, che vorrebbe sostanzialmente neutralizzare la clausola rescissoria presente nel contratto dell'olandese, evitando che il pilota possa attivarla. Il timore sarebbe quello di vedere Verstappen ascoltare le sirene della Mercedes e decidere già alla fine della stagione di cambiare squadra. Esiste inoltre l'ipotesi, per quanto più remota, che il quattro volte campione del mondo possa valutare un progressivo allontanamento dalla Formula 1 per dedicarsi ad altre categorie, come le competizioni GT.

In questa prospettiva, Yoovidhya ragionerebbe da imprenditore e vorrebbe cautelarsi rispetto a uno scenario che potrebbe privare Red Bull del proprio uomo simbolo.

Red Bull Christian Horner
Oliver Mintzlaff ed Helmut Marko

Sull'altro fronte si troverebbe invece Oliver Mintzlaff, esponente di riferimento dell'ala austriaca. Il dirigente non sarebbe favorevole a questa strategia, convinto che Verstappen non disponga di reali alternative nel breve periodo. Secondo questa visione, in Mercedes sta emergendo con forza la figura di Andrea Kimi Antonelli e non sarebbe necessariamente conveniente per Toto Wolff affiancargli un campione ingombrante come Verstappen.

A ciò si aggiunge una valutazione di carattere economico. L'operazione avrebbe infatti costi elevatissimi, con una cifra che potrebbe raggiungere livelli considerevoli e che, secondo Mintzlaff, potrebbe essere investita in maniera più produttiva in altri ambiti del progetto Red Bull.

La strada, dunque, non è ancora tracciata. Probabilmente non si tratta di una tensione paragonabile a quelle che hanno caratterizzato gli ultimi anni, ma resta un episodio potenzialmente pericoloso perché evidenzia ancora una volta l'assenza di una visione pienamente condivisa su temi strategici fondamentali. E pochi argomenti sono più importanti della permanenza di Max Verstappen.

Nel frattempo il campione olandese osserva l'evoluzione degli eventi, attende di capire quale direzione prenderà la Red Bull e continua a mantenere un orecchio particolarmente attento verso Brackley, sede della Mercedes.


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