Power unit bocciate, la F1 tra compromessi e ripensamenti
Le nuove architetture ibride non convincono piloti e addetti ai lavori: si accelera il dibattito sul ciclo 2031-2035 tra ritorno ai V8 e biocarburanti

A volte usare termini forti come "fallimento" può sembrare eccessivo, ma quello a cui stiamo assistendo in questa fase storica della Formula 1 non appare troppo distante dal duro concetto. Le power unit 2026 non hanno soddisfatto nessuno: né i piloti, né i tifosi, né, a questo punto, gli stakeholder della categoria.
L’unico a non mostrare particolari perplessità resta Stefano Domenicali, più concentrato sui numeri e sulla crescita commerciale che su quanto accade in pista. Al contrario, il direttore delle monoposto della FIA, Nicolas Tombazis, ha sostanzialmente ammesso come le attuali architetture motoristiche, un po' troppo sbilanciate sulla componente elettrica, siano nate anche da una sorta di pressione esercitata dai costruttori interessati a entrare o restare nel campionato, in particolare Honda e Audi, con il consenso implicito degli altri motoristi.
Un errore concettuale che sta producendo effetti evidenti in questo avvio di stagione 2026 e che ha già portato all’introduzione di alcuni correttivi, destinati a essere valutati a partire dal Gran Premio di Miami.

F1 - Power unit: un equilibrio tecnico che non convince
Il nodo centrale resta la distribuzione delle prestazioni tra componente endotermica ed elettrica. L’attuale configurazione, con una quota elettrica troppo elevata, ha alterato profondamente la natura stessa della F1, incidendo sulla guidabilità, sulla gestione energetica e, di conseguenza, sullo spettacolo.
Le difficoltà riscontrate non sono soltanto tecniche, ma anche percettive. La sensazione diffusa è che si sia perso un equilibrio che, pur nella complessità dell’era ibrida introdotta nel 2014, garantiva una maggiore coerenza tra prestazione, suono e identità della categoria.
Non è un caso che si stia già lavorando a possibili aggiustamenti in corso d’opera, anche se il margine di intervento resta limitato da un quadro regolamentare estremamente vincolante.

2031 nel mirino: ritorno ai V8 e biocarburanti
È però sul medio-lungo termine che si stanno concentrando le riflessioni più interessanti. L’attuale ciclo normativo si concluderà nel 2030, aprendo la strada a una nuova fase regolamentare dal 2031 al 2035, in linea con la logica dei cicli quinquennali ormai consolidata.
Per quel periodo si sta già ipotizzando un cambio di filosofia netto: motori plurifrazionati, nello specifico V8 turbo, affiancati da un sistema MGU-K molto meno invasivo rispetto all’attuale configurazione. La componente elettrica verrebbe drasticamente ridimensionata, riportando la Formula 1 verso un’impostazione più vicina a quella precedente alla rivoluzione del 2014.
Questi propulsori sarebbero alimentati interamente da biocarburanti drop-in, in continuità con il percorso intrapreso recentemente, ma con un focus più marcato sulla sostenibilità senza compromettere l’identità tecnica e sportiva della categoria. La volontà è quella di chiudere queste discussioni già entro l’estate, così da definire in tempi rapidi i parametri tecnici della futura generazione di vetture.
Cadillac “fregata”?
Resta però una questione aperta, che rischia di diventare centrale nei prossimi anni: cosa farà Cadillac visto che è previsto il debutto del suo propulsore prima della scadenza di questo contesto normativo? In uno scenario in cui il cambio regolamentare restasse fissato al 2031, non è da escludere che il costruttore americano possa continuare a utilizzare power unit Ferrari fino al termine del ciclo attuale.

Al tempo stesso, non si può escludere del tutto un’eventuale anticipazione della rivoluzione regolamentare, anche se si tratta di un’ipotesi complessa, che richiederebbe un consenso ampio tra tutti gli stakeholder.
La sensazione è che la Formula 1 stia attraversando una fase di transizione delicata, in cui le scelte fatte per attrarre nuovi costruttori stanno mostrando limiti evidenti. E proprio per questo, qualcosa di importante potrebbe accadere in tempi relativamente brevi.