Aston Martin Audi Wheatley
Jonathan Wheatley

Jonathan Wheatley, team principal di Audi, si troverebbe ormai a un passo dal lasciare il progetto tedesco per trasferirsi ad Aston Martin, in una manovra che sembra destinata a concretizzarsi nel corso della stagione 2026.

Il team inglese attraversa una delle fasi più difficili della sua storia. In questo contesto Adrian Newey ha ricoperto il doppio ruolo di team principal e responsabile tecnico dall’avvio della stagione. Tuttavia, dopo pochi mesi, Newey avrebbe scelto di abbandonare completamente la gestione operativa per concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo della vettura attuale e soprattutto delle monoposto che arriveranno nei prossimi anni. 

La decisione nasce dalla convinzione che il suo contributo massimo possa esprimersi solo se liberato da responsabilità gestionali, permettendogli di tornare al lavoro puro di progettazione e innovazione, lo stesso che in carriera ha generato un mole mostruosa di titoli mondiali. 

Proprio Newey avrebbe indicato Wheatley a Lawrence Stroll come la figura più adatta a prendere in mano la squadra sul fronte operativo. I due hanno collaborato per quasi 20 anni dai tempi della Red Bull, dove Wheatley ha ricoperto per lunghissimo tempo il ruolo di direttore sportivo. Questa fiducia reciproca rappresenta uno dei pilastri della trattativa in corso e spiega in gran parte perché Aston Martin abbia puntato con decisione sul britannico in un momento così delicato.

Aston Martin Audi Wheatley
Wheatley con Adrian Newey ai tempi della Red Bull

Il breve e forse già concluso capitolo in Audi 

Wheatley aveva lasciato la Red Bull nel 2024 per unirsi al progetto Audi, diventando ufficialmente team principal a partire da maggio 2025, quando il marchio tedesco ha preso il controllo totale della ex Sauber. In questi mesi ha condiviso la leadership con Mattia Binotto, che ha mantenuto la supervisione sullo sviluppo tecnico mentre Wheatley si occupava delle operazioni in pista e della gestione quotidiana del team. 

Gernot Döllner, CEO di Audi AG e figura centrale nel guidare l’intero ingresso del marchio in Formula 1, aveva descritto la struttura con Binotto e Wheatley come la combinazione ideale per accelerare il percorso, enfatizzando una visione a lungo termine fatta di resilienza, innovazione applicato al motorsport.

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Wheatley con Mattia Binotto, Gernot Döllner, Massimo Frascella, con i piloti Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto

Le ragioni del (possibile) addio e lo stato delle trattative

Secondo la Bild, il desiderio di rientrare stabilmente in Inghilterra giocherebbe un ruolo centrale: la famiglia Wheatley vuole tornare nel Regno Unito e la sede di Aston Martin, a Silverstone, si trova a soli 32km da Milton Keynes, la base che Wheatley conosce benissimo dai tempi della Red Bull. 

Sul piano professionale, il ruolo offerto da Aston Martin garantisce il controllo totale delle operazioni in pista, senza la necessità di dividere responsabilità come avviene attualmente con Binotto. A queste motivazioni si aggiungono frizioni interne accumulate con il tempo su diversi aspetti gestionali e tecnici che hanno reso la permanenza in Audi sempre meno sostenibile.

Lawrence Stroll ha avanzato un’offerta concreta e Wheatley emerge come il candidato indiscusso, superando di gran lunga altri profili considerati in precedenza. Fonti vicine alle parti confermano che l’intesa è ormai vicinissima, se non già raggiunta a livello verbale, anche se la firma ufficiale resta in sospeso. Il contratto che lega Wheatley ad Audi imporrà quasi certamente un periodo prolungato di gardening leave, probabilmente di diversi mesi e potenzialmente esteso fino alla fine della stagione 2026 o oltre, per tutelare informazioni sensibili su power unit e sviluppo tecnico. 

Audi ha già fissato un confronto diretto urgente con il proprio team principal per discutere la posizione. La partenza, qualora si verificasse, potrebbe colpo durissimo per il progetto tedesco ancora in fase di consolidamento, proprio mentre Döllner continua a spingere per una crescita rapida e ambiziosa.

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La sede di Silverstone dell'Aston Martin

Le prospettive per i due team 

Per Aston Martin l’arrivo di Wheatley dovrebbe portare stabilità immediata nella gestione operativa, permettendo a Newey di dedicarsi senza distrazioni al lavoro in galleria del vento, al banco prova e alla progettazione delle vetture future. In un momento in cui la situazione non potrebbe essere peggiore, il team vede nel britannico la figura capace di risollevare le sorti operative mentre le ambizioni restano altissime. 

Per Audi invece la perdita di Wheatley dopo così poco tempo rappresenta una battuta d’arresto non minore: il team dovrà riorganizzare rapidamente la leadership, ma il percorso tecnico e lo sviluppo della power unit proseguiranno senza interruzioni, con Döllner determinato a mantenere la rotta verso gli obiettivi a lungo termine.

In meno di 2 anni Jonathan Wheatley potrebbe così completare un percorso sorprendente, passando da Red Bull ad Audi e ora ad Aston Martin, tornando in Inghilterra per guidare una squadra in profonda crisi ma con risorse importanti e con la prospettiva di collaborare nuovamente con uno dei più grandi progettisti della storia della Formula 1.


Crediti foto: Getty Images, Mark Sutton, Audi Media Center,  Aston Martin Aramco F1 Team

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