F1, GP Spagna – Luci ed ombre del Madring dove ha girato la Ferrari
Fanno discutere le attività opache dell’IFEMA, principale azionista del Gran Premio nella capitale spagnola

La Comunità di Madrid ha trasformato il principale recinto fieristico spagnolo in un'entità che genera ingenti risorse ma opera con scarsa trasparenza. IFEMA non è soltanto lo spazio che ospita eventi di richiamo internazionale come FITUR, la fiera del turismo che a gennaio ha registrato un nuovo record di visitatori professionali da 156 paesi.
Rappresenta una vera macchina economica capace di produrre ricchezza, immagine e influenza, con un budget superiore ai 180 milioni di euro e un impatto stimato di quasi 5,8 miliardi sulla regione madrilena. Nonostante la sua natura prevalentemente pubblica, sfugge però ai normali meccanismi di controllo che si applicano al resto del settore pubblico.
Dal 2018 IFEMA non compare più nella contabilità generale della Comunità di Madrid. Questa esclusione, confermata anno dopo anno nelle leggi di bilancio, la tiene al di fuori della vigilanza ordinaria nonostante sia partecipata per il 31% ciascuno dalla Comunità, dal Comune di Madrid e dalla Camera di Commercio, e per il restante 7% dalla Fondazione Montemadrid.
L'ente funziona così come una realtà a sé stante, con logiche vicine a quelle di imprese private del passato, senza rendere conto direttamente ai cittadini. La giustificazione si basa su una norma transitoria della legge 27/2013, ormai superata dalla legge 40/2015 che impone l'inclusione di tutte le società a maggioranza pubblica nei bilanci dell'amministrazione di riferimento. Questa posizione eccezionale solleva dubbi di compatibilità con la normativa statale di base.

Conseguenze sulla governance e sui rischi finanziari
L'assenza di integrazione nei conti pubblici trasferisce di fatto auditori, contratti e decisioni di spesa esclusivamente alla direzione interna, con supervisione limitata e senza passaggio parlamentare. Emerge un modello di autogoverno economico consolidato sotto la tutela dell'esecutivo regionale. Questo approccio riflette una logica più ampia nella gestione madrilena: ampia libertà per iniziative economiche, opacità sui fondi pubblici e esposizione non necessaria a rischi.
Un esempio emblematico è l'assegnazione a IFEMA dell'organizzazione del GP di Spagna di F1. Un progetto che, pur potendo attrarre consenso, risulta avvolto da incertezze proprio per la mancanza di dialogo e trasparenza. Sono stati stimati costi per opere principali di 83,2 milioni più altri 51 milioni per adattamenti, con un rischio finanziario complessivo che potrebbe arrivare a 270 milioni. Il contratto con le società della F1 non è stato reso pubblico. Persino la Fondazione Montemadrid ha chiesto di uscire dal consorzio ritenendo il rischio insostenibile, mentre governo regionale e Comune continuano a difenderlo come grande opportunità per la città.
La scarsa trasparenza non rappresenta una novità recente. Già nel 2013 emergevano difficoltà per l'opposizione nell'accedere ai conti, nonostante il controllo maggioritario da parte di enti pubblici. All'epoca i ricavi si aggiravano intorno ai 100 milioni annui, con 427 dipendenti e 18 milioni di salari, ma le informazioni venivano negate sostenendo che non fossero elaborate direttamente dall'amministrazione. Più di 10 anni dopo la situazione rimane simile: i gruppi parlamentari dell'Assemblea di Madrid vedono regolarmente respinte richieste di dati con motivazioni ritenute pretestuose. Al contrario, realtà come la Fira de Barcelona sono integrate nei bilanci comunali con meccanismi rafforzati di audit e controllo, senza perdere autonomia operativa.

La Ferrari e l'inaugurazione del Madring
In questo contesto di sviluppo infrastrutturale legato a IFEMA, la Ferrari ha svolto un filming day al Madring, dove ha inaugurato il circuito raccogliendo dati preziosi sulla pista e mettendo alla prova i commissari in pista. Ieri, Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno girato con la SF-26 sul nuovo tracciato di 5,416 km, completando i 200km complessivi concessi per le riprese commerciali. Si è trattato del primo giro di una monoposto di F1 attuale sul circuito ibrido (stradale-permanente) con 22 curve, rettilinei ad alta velocità oltre i 340 km/h e la spettacolare curva bancata al 24% denominata “La Monumental”.
Oltre alle finalità promozionali, la sessione ha permesso di raccogliere informazioni fondamentali su grip, asfalto e caratteristiche della pista in vista del GP di Spagna in programma il 13 settembre. La Ferrari ha avuto il privilegio di battezzarlo con una vettura da gara moderna.

Un modello che privatizza benefici e socializza rischi
IFEMA incarna un modo di governare che tende a privatizzare i profitti, socializzare i rischi e proteggere l'opacità. Ciò che dovrebbe essere un'istituzione al servizio della collettività rischia di trasformarsi in uno spazio senza piena rendicontazione, dove risorse pubbliche seguono logiche private. Integrare l'ente nei conti generali, come avvenuto con successo altrove, non limiterebbe la sua operatività ma ne rafforzerebbe la trasparenza e la legittimità democratica. Mantenere lo status quo, invece, consolida un sistema che allontana il potere pubblico da un reale controllo cittadino.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, Fresh Plaza, Getty Images