Aston Martin Fernando Alonso
Alonso all'interno dell'AMR26

La stagione 2026 di F1 si sta rivelando particolarmente complicata per Fernando Alonso all’interno del progetto Aston Martin-Honda. Il bicampione del mondo si trova a ricoprire un ruolo che non assumeva da molto tempo, in un contesto di prestazioni del team nettamente al di sotto delle aspettative iniziali.

Dopo quasi 25 anni, Alonso è tornato a essere essenzialmente un pilota di prova per Aston Martin. L’ultima volta che aveva ricoperto questa funzione risaliva al 2002, quando, dopo l’esperienza con la Minardi, aveva svolto test per la Renault senza disputare gare fino all’anno successivo. 

Nel 2026 la situazione si ripete: il team di Silverstone, alle prese con una AMR26 afflitta da gravi problemi di competitività, utilizza Alonso principalmente per raccogliere dati e fornire feedback sul bilanciamento, senza ambizioni di risultato concreto.

Aston Martin Fernando Alonso
Alonso alla guida della Renault R202 durante i test nel 2002

Le parole di Jolyon Palmer

Jolyon Palmer, ex pilota e attuale analista, ha commentato la situazione durante il podcast F1 Nation dopo il Gran Premio del Giappone. Palmer, che in passato ha corso contro Alonso ai tempi della Renault, non ha nascosto il proprio rammarico e ha utilizzato toni particolarmente diretti. Ha dichiarato: “È come il 2002, Fernando Alonso è tornato al punto di partenza. Per la prima volta in 25 anni, è collaudatore”. 

Palmer ha proseguito sottolineando la mancanza di obiettivi reali per il team: “Ogni fine settimana si presentano, camminano in tondo e comunicano i loro progressi. A questo punto, non ha più alcuna importanza”. Secondo l’analista britannico, la situazione è grave e rappresenta uno dei maggiori fallimenti nella storia recente della Formula 1.

Aston Martin Fernando Alonso
Jolyon Palmer

Le prestazioni disastrose a Suzuka e la gestione della gara

A Suzuka il distacco dell’Aston Martin è apparso drammatico. Alonso ha chiuso la qualifica con un tempo di 1:32.646, mentre il primo tempo utile per superare la Q2 era di 1:30.927 di Carlos Sainz, per un gap di 1,7 secondi. Palmer ha contestualizzato il dato: “Stiamo parlando di un distacco di 1,7 secondi per uscire dalla Q1. L'anno scorso, con quella differenza, due intere griglie di partenza avrebbero potuto qualificarsi”.

Per riuscire a completare le gare, il team è stato costretto a correre con una potenza molto ridotta, sacrificando prestazioni per ottenere un minimo di guidabilità e affidabilità. Nonostante queste concessioni, dopo tre Gran Premi era riuscito a portare all’arrivo una sola vettura. 

Palmer ha descritto la situazione con chiarezza: “L’Aston Martin riesce a terminare una gara solo se corre con pochissima potenza per cercare di migliorare la maneggevolezza e l'affidabilità, e finora sono riusciti a portare al traguardo solo una vettura dopo tre Gran Premi. È terribile”.

Aston Martin Fernando Alonso
Le due Aston Martin in lotta, a Suzuka

L’atteggiamento di Alonso di fronte alla crisi

Alonso non appare soddisfatto della situazione attuale, ma il suo approccio sembra diverso rispetto al periodo difficile vissuto con McLaren-Honda nel 2015. Palmer ha notato un lato più paziente e costruttivo nel pilota spagnolo: “Considero Fernando una persona insoddisfatta della situazione attuale. Quest'anno è stato anche piuttosto critico. Ma qui ho visto un lato diverso di Fernando. La sua pazienza, il suo pensare semplicemente: "Questo non va bene, ma cosa possiamo fare al riguardo?"”.

La stagione 2026 sta quindi costringendo Alonso a un ruolo di sviluppo e raccolta dati, in attesa che il progetto Aston Martin-Honda, supportato dal lavoro di Adrian Newey e dalla power unit giapponese, riesca a superare le difficoltà iniziali di integrazione e affidabilità. Il commento di Palmer evidenzia il contrasto tra il talento di Alonso e la realtà di un team che, al momento, lotta per la semplice sopravvivenza in pista.


Crediti foto: Getty Images

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