F1 Guardia di Finanza
Le monoposto di F1 alla Prima Variante di Monza, lo scorso anno

La Guardia di Finanza ha aperto un’inchiesta che riguarda tutti i piloti di F1 attuali e recenti. L’azione è partita dopo una richiesta della Corte dei Conti, che ha sollecitato verifiche nelle tre province italiane coinvolte nei Gran Premi: Monza per il Gran Premio d’Italia, Imola per il Gran Premio dell’Emilia-Romagna e Mugello, sede del Gran Premio di Toscana nel 2020. Fino a oggi i piloti e i loro team non avevano ricevuto richieste di pagamento delle tasse da parte delle autorità italiane, ma la situazione è cambiata con l’avvio delle nuove verifiche. 

Le autorità hanno già inviato lettere ai piloti coinvolti. Nei documenti si chiede di presentare le dichiarazioni dei redditi per l’anno fiscale 2025 e di prendere contatto con il fisco, personalmente o tramite un rappresentante, per definire i passaggi successivi. L’obiettivo dichiarato non si limita al solo 2025: dove la legge lo consente, l’intenzione è di recuperare le imposte non versate anche per gli anni precedenti, andando indietro di diversi esercizi. 

Le fonti indicano che l’autorità fiscale italiana vuole svolgere controlli molto approfonditi sui redditi rilevanti. Per ricostruire con precisione gli importi guadagnati, sarebbe stato chiesto l’accesso ai contratti dei piloti e a quelli di sponsorizzazione. Questo approccio punta a ottenere un quadro completo dei compensi legati alle attività svolte in Italia durante i weekend di gara. 

F1 Guardia di Finanza
Il logo della GdF sulla Ferrari nel 2024

Conseguenze penali e sanzioni economiche

Per alcuni piloti la stretta potrebbe avere effetti rilevanti. Se l’ammontare delle tasse non pagate supera i 50.000 euro, la normativa italiana configura un illecito penale per le persone fisiche. Oltre al recupero delle imposte arretrate, sono previste multe consistenti. La soglia dei 50.000 euro diventa quindi il punto critico che trasforma l’irregolarità fiscale in reato. 

Il tema della tassazione degli atleti non residenti era già emerso in Italia nel 2020, quando se ne discusse in parlamento senza però conseguenze concrete. Sistemi simili esistono in altri Paesi che ospitano la Formula 1, come Australia, Regno Unito e Stati Uniti, dove gli sportivi non residenti sono tassati per i redditi prodotti sul territorio. La nuova iniziativa italiana si inserisce dunque in un quadro internazionale già noto, ma con un’applicazione che viene descritta come inaspettatamente severa. 

F1 Guardia di Finanzia
Lo stand della Guardia di Finanza presente a Monza, nel 2024

Monza rischia?

Al momento, il Gran Premio d’Italia, a Monza non corre il rischio di essere cancellato dal calendario, a causa della controversia tra la F1 e l’Erario, ma se la situazione dei piloti coinvolti dovesse aggravarsi, Liberty Media potrebbe prendere una scelta drastica e valutare di congelare l’Italia in favore per Paesi che forniscano maggiori benefici fiscali o che si voltino dall’altra parte.


Crediti foto: XPB, Ferrari, Affari italiani

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