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La Ferrari 499P vincentre a Imola nel 2025

Il Mondiale Endurance si prepara a tornare in azione dopo la lunghissima sosta invernale, condizionata dallo spostamento della gara inaugurale del Qatar. Le variabili in gioco sono numerosissime, il che pone di conseguenza molto interesse nelle prime sessioni del Prologo di Imola, previste per metà aprile. 

WEC, Ferrari: come cambia il regolamento

La pista di Imola si presenta come una delle più interessanti dal punto di vista tecnico. Il tracciato emiliano mette in risalto le doti telaistiche delle vetture, richiedendo una buona stabilità sui cordoli e un compromesso ottimale tra ottimizzazione della trazione e precisione dell'asse anteriore nelle varianti veloci. 

Sotto questo punto di vista entra in gioco il primo cambiamento: la finestra aerodinamica. I costruttori, a causa dello spostamento della galleria del vento a Windshear, negli USA, hanno dovuto riposizionare le rispettive vetture nella corretta finestra prestazionale consentita dal regolamento, rivedendone i parametri. Ricordiamo che il Mondiale WEC prevede dei valori massimi di resistenza all'avanzamento e di carico aerodinamico, per cui è fondamentale giungere ad un compromesso ottimale, tenendo in considerazione persino il valore del reparto di design. 

Come riportato da Ferdinando Cannizzo, le 499P, nel corso della passata stagione, avevano dimostrato di avere a disposizione una finestra di funzionamento efficace. A Imola una parte fondamentale del lavoro è svolta dal grip meccanico: le varianti della Gresini o delle Acque Minerali enfatizzano le caratteristiche di un'ottima cinematica delle sospensioni, garantendo, con approssimazione, una migliore fase di trazione. Quest'ultima risulta fondamentale anche fuori dalla Rivazza 2, oltre che alla Tosa, dove avere una buona rotazione al posteriore riduce il sottosterzo e, quindi, lo scivolamento delle gomme. 

Gli aggiustamenti illustrati da Cannizzo nel corso della presentazione del prototipo con la colorazione 2026 hanno giustificato, almeno apparentemente, la preoccupazione che affligge i tecnici di Maranello. Sicuramente servirà del lavoro a livello di messa a punto, esplorando le strade di azione più efficaci con la 499P “rivista”. A ciò vanno sommate le modifiche nel regolamento tecnico, che prevedono dei test statici sulla flessibilità più aspri (qua l'analisi). Il team Hypercar sarà presente in pista a Imola nella giornata di martedì 31 marzo, potendo mettere le basi del lavoro che sarà svolto al Prologo

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La Ferrari #51 festeggia la vittoria alla 6 Ore di Spa

WEC, Ferrari: le gomme quanto incideranno?

Ovviamente in Ferrari sono convinti del potenziale della 499P, a detta dei diretti interessati ancora in parte inespresso. Le modifiche potrebbero incidere verosimilmente nella prima parte della stagione, tenendo a mente che probabilmente l'approccio dei tecnici italiani è stato il migliore possibile vista la validità del pacchetto a loro disposizione. 

Le nuove Michelin, realizzate riducendo l'impatto inquinante, vogliono agire sulla velocità della fase di warm-up, punto critico delle Ferrari nelle fasi di gara, assieme ad una migliore consistenza negli stint più lunghi. Il team italiano avrebbe provato i nuovi pneumatici in quantità ridotta, concentrando il lavoro sulla mescola media. Nielsen, tra i pochi piloti con la possibilità di testare le nuove Pilot Sport Endurance 2026, si è detto piuttosto fiducioso, mentre Giovinazzi ha parlato di una variazione nel bilanciamento della vettura. 

Lo scorso anno l'efficacia delle 499P nella gestione gomma ha rappresentato un vantaggio notevole, pur sempre peccando nelle fasi iniziali di stint, teoricamente migliorate. L'impossibilità di visitare tracciati quali Sakhir o Lusail impedisce un lavoro di fino sulle gomme, non potendo testarle in condizioni estreme tra abrasività dell'asfalto e energia laterale. Avversari come BMW, Cadillac e Aston Martin hanno avuto la possibilità di macinare moltissimi chilometri sulle nuove gomme, vista la appena conclusa maratona in Florida dell'IMSA

Heinrich, vincitore della 12 Ore di Sebring appena conclusa sulla Porsche #7, ha sottolineato come nonostante il caldo della Florida, nelle fasi iniziali di gara, su una pista complessa, siano state possibili fasi di doppi-stint sulle gomme. Lo stesso ha enfatizzato come, dall'inizio alla fine dello stint, esse sono rimaste nella corretta finestra di utilizzo.

Ciò porta a pensare ad un eventuale appiattimento delle prestazioni sotto questo punto di vista, rendendo difficile osservare un vantaggio come quello delle 499P a fine stint. Da tenere a mente anche come Porsche sia la vettura migliore nel panorama americano, potendo godere di una piattaforma estremamente efficace che migliora il lavoro degli pneumatici. Solamente Cadillac si avvicina allo strapotere delle Penske, con Aitken che ha confermato la bontà delle nuove Michelin, anche dal punto di vista del degrado. 

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La Porsche 963 in azione alla 12 Ore di Sebring 2026

 

WEC, Ferrari: il PPU aggiornato sarà presente anche nel WEC?

Una novità del BoP IMSA è rappresentata dalla nuova gestione del limite di potenza del propulsore. Se precedentemente, in caso di sforamento, la potenza tornava a pieni regimi dopo molto tempo, ora la situazione permette, teoricamente, un utilizzo più oltre al limite, anche se in modo estremamente preciso. 

Nell'IMSA il PPU limit integrator permette un recupero migliore della potenza. Chi si troverebbe in vantaggio sul lato software (ambito in cui Ferrari è avanti, come spiegato nell'analisi), quindi di gestione del deployment della potenza, potrebbe sfruttare questa concessione, talora fosse garantita anche nel WEC, in maniera più efficace. Ciò potrebbe legarsi alle preannunciate modifiche lato BoP. 

Appuntamento al Prologo del 14 aprile, in attesa del primo fine settimana di gara. 


Crediti Foto: Ferrari Hypercar

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