IndyCar - FOX e Penske pronti a espandere il calendario: Barcellona nel mirino?
L'IndyCar valuta il ritorno su tracciati internazionali. Con la spinta di FOX e Penske, il campionato punta a varcare i confini americani.

Correva l’anno 2013 quando le vetture della IndyCar Series sfrecciavano per l’ultima volta oltre i confini statunitensi, con il Gran Premio di San Paolo, in Brasile. Dalla stagione successiva infatti, tutte le gare in calendario sono tornate ad appannaggio del paese a stelle e strisce, con la sola eccezione del Canada.
FOX e Penske puntano all'espansione globale
Tuttavia, secondo quanto riportato ieri da RACER, FOX, l’emittente che detiene i diritti del campionato, e Penske Entertainment, stanno valutando di espandere la propria presenza anche al di fuori degli Stati Uniti.
Come prima opzione sembra esserci una gara in Spagna, più precisamente al Montmelò, Barcellona, sullo storico circuito che ospita il Gran Premio di Spagna della Formula 1 dal 1991. La scelta di Barcellona non è casuale: si tratta infatti del tracciato di casa del quattro volte campione IndyCar, Alex Palou.

Sebbene il ribattezzato Gran Premio di Barcellona-Catalogna sia destinato ad alternarsi con il Gran Premio del Belgio fino al 2032, l'impianto del Montmelò è ora disponibile per ospitare una categoria automobilistica a ruote scoperte di vertice, una soluzione ideale per il campionato statunitense.
I precedenti tentativi di riportare l'IndyCar sullo scenario internazionale prevedevano lo svolgimento di eventi non validi per il campionato prima o dopo la stagione. Tuttavia, secondo l'amministratore delegato di Penske Entertainment, Mark Miles, il nuovo obiettivo è rendere qualsiasi tappa internazionale una parte integrante del campionato e collocare le gare all'interno delle consuete tempistiche del calendario.
Si corre fuori dagli Stati Uniti già nel 2027
Se il piano andrà a buon fine, la prima nuova tappa globale della IndyCar, una gara su un circuito stradale permanente, potrebbe aggiungersi al calendario nel 2027, mentre il 2028 appare più probabile per le opzioni legate ai circuiti cittadini internazionali.
“Se si guarda al nostro calendario, anticipare l'inizio dell'anno non è tra le opzioni in discussione", ha dichiarato Miles. “Non si parla di iniziare prima di marzo. Ma se si nota, sia in primavera che in estate abbiamo spazio per uno o più eventi aggiuntivi. Quindi dovremmo farlo in modo che la logistica funzioni e senza compromettere in alcun modo i nostri eventi nordamericani. Riteniamo che questo sia possibile".
Anche Giappone e Sud America nei piani della IndyCar
Nel mirino non c’è però solo l’Europa. Si vocifera infatti di un interesse verso l’Australia, dove l’IndyCar manca dal lontano 2008. Anche il Giappone potrebbe rientrare in questi discorsi: l’ultima visita nel paese del Sol Levante risale al 2011, sul circuito di Motegi.
C’è poi un altra direttrice che porta al Sudamerica, con il Brasile (sul circuito di Goiânia) spettatore interessato, mentre una delegazione della città colombiana di Barranquilla ha visitato la 500 Miglia di Indianapolis a maggio, proponendo a Miles l'idea di un circuito cittadino IndyCar.