F1, Antonelli leader: scenario che ha messo in crisi Russell?
Andrea Kimi Antonelli guida il mondiale dopo un inizio di stagione sorprendente, ma il confronto interno con George Russell apre interrogativi sugli equilibri in casa Mercedes.

La pausa primaverile - se così possiamo definirla - della stagione di F1 sta per volgere al termine e, per la prima volta dopo anni, a ricoprire il ruolo di leader nella classifica piloti, non c'è Max Verstappen, Lando Norris o Oscar Piastri, ma un giovane talento italiano, che ha il nome di Andrea Kimi Antonelli.
Il diciannovenne, giunto alla sua seconda stagione, ha raggiunto tale traguardo grazie alle due vittorie consecutive, ottenute sul circuito di Shanghai e di Suzuka, riuscendo - almeno in questa prima fase di campionato - ad imporsi sul suo compagno di squadra George Russell.

Antonelli contro Russell: equilibrio già incrinato?
L’ultimo GP andato in scena ha aperto domande circa il loro rapporto, alimentato anche dal comportamento di George Russell una volta sceso dall’abitacolo. Il pilota inglese, se si osservano le sue dichiarazioni, ha dato l’impressione di non aver mai considerato Kimi come suo diretto rivale.
Probabilmente, mai si sarebbe aspettato un miglioramento da parte del team mate in così “poco tempo” e forse, credeva in un maggior sostegno da parte del team, considerato il numero di anni trascorsi a Brackley. Se così fosse, sarebbe un pensiero non in linea con la filosofia Mercedes, una squadra che nella sua storia non ha mai individuato una prima e seconda guida.
La stagione 2016 ne è una conferma, con Lewis Hamilton e Nico Rosberg che non si sono mai risparmiati in pista, a volte con azioni scorrette, quasi da arrivare ad essere licenziati da Toto Wolff.
Tornando ai giorni nostri, analizzando Antonelli e Russell in pista, il confronto va a favore del giovane italiano, con due qualifiche e due vittorie contro le uniche ottenute a Melbourne da parte del #63 (qui i duelli interni team per team). Kimi sul circuito nipponico ha attirato ancora più attenzione su di sé, riuscendo ad emergere su una pista da pilota per la sua natura tecnica. Inoltre, ha registrato giri veloci su giri veloci fino alla fine della gara.
Va sottolineato però, come la fortuna sia stata anche dalla sua parte, con la safety car che gli ha concesso il vantaggio della sosta e che Russell, ha riscontrato problemi al software della power unit in entrambi i GP asiatici. È giusto sottolineare che non si mette in discussione il talento del diciannovenne, ma la valutazione finale potremmo esprimerla quando avremo un confronto alla pari.

Antonelli prova a rassicurare sul rapporto con Russell
A calmare le voci, è proprio Kimi Antonelli, che tiene a rassicurare sulla solidità del rapporto con Russell. “Il rapporto è molto forte, non è cambiato” dichiara, come riporta RN365, il driver bolognese. “C’è molto rispetto tra noi”, ha aggiunto, “abbiamo lavorato molto bene finora e c’è una dinamica davvero positiva nel team”.
E chiarisce l’obiettivo per la stagione attuale: “Sento di poter essere un contendente”, racconta. “È per questo che sono qui, per correre, per vincere gare e campionati. Questo è il mio obiettivo”.
Anche se, una certa freddezza da parte dell’inglese c’è, anche perché è difficile scindere il rapporto fuori e dentro la pista. Ognuno abbassa la visiera per un unico obiettivo e con una W17 solida dal punto di vista delle prestazioni, la tensione può raggiungere livelli alti. Però, nonostante i propri obiettivi, Antonelli sa che il rapporto tra i due deve essere coeso verso il bene della squadra.
“Quest’anno è una grande opportunità per tutti noi e soprattutto per me e George, perché abbiamo una macchina molto competitiva”, aggiunge Kimi. “Entrambi non vogliamo sprecare questa occasione, quindi daremo il massimo. Ma siamo anche molto consapevoli che è fondamentale mantenere una buona dinamica nel team. È quello che stiamo facendo”, racconta, “ma ovviamente abbiamo i nostri obiettivi personali, cioè vincere ed essere i migliori”.
E conclude: “Ma allo stesso tempo vogliamo aiutare la squadra nel miglior modo possibile a raggiungere il suo obiettivo, che è vincere anche il campionato costruttori. Credo che il nostro rapporto sia forte e rimarrà tale per tutto l’anno”.

Rapporto reale o equilibrio fragile?
Domanda lecita, anche se non c’è nessun motivo in particolare per cui Antonelli stia fingendo. Come accennavamo poc'anzi, l'ideale sarebbe scindere il rapporto in pista da quello fuori e che quindi, prima o poi, è inevitabile che si arrivi ad uno scontro tra i due. Uno scontro che non per forza deve tramutarsi in azioni scorrette in pista.
La motivazione è sia perché il primo rivale è il compagno di squadra e la foga di imporsi su di lui in pista aumenta. Ma anche perché al momento, Mercedes è l’unica vettura che può offrire la possibilità ai propri piloti la chance di giocarsi il titolo. Al momento, perchè non si sa né come e né quando la concorrenza porterà aggiornamenti. Resta da capire quindi, il ruolo di Ferrari e quello di McLaren, che a Suzuka si è imposta come seconda forza.
Se oggi il rapporto regge, è anche perché la stagione è ancora lunga e gli equilibri non sono definiti. Ma quando in palio c’è un titolo mondiale, le gerarchie tendono a emergere da sole. E a quel punto, più che le parole, saranno la pista e i risultati a dire se Mercedes potrà davvero permettersi due leader.