1° Giugno 2026: nasce la nuova F1 in cui nulla cambierà
Scatta oggi la modifica regolamentare voluta dalla FIA dopo le polemiche sulla power unit Mercedes. Ma da Brixworth filtra assoluta tranquillità.

Oggi è il primo giugno, una data che può avere anche un certo valore simbolico. Entriamo ufficialmente nella fase finale della prima parte dell'anno: la primavera lascia il passo all'estate e si inizia a ragionare su vacanze e possibilità di staccare la spina. Per chi può farlo. Alla fine, però, il primo giugno è un giorno come un altro e non segna nulla di straordinario.
F1 - La fine di una querelle che ha segnato l'inizio del Mondiale 2026
Da queste parti ci occupiamo di Formula 1 e qualcosa di potenzialmente importante - oggi 1° Giugno 2026 - dovrebbe accadere. L'avvio del sesto mese dell'anno coincide con l'entrata in vigore di una modifica normativa che potrebbe avere una certa rilevanza, anche se andrà valutata nei fatti.

Ricordiamo che il campionato 2026 si è aperto con la querelle relativa ai rapporti di compressione delle power unit. Mercedes è stata la grande accusata, poiché si sosteneva che fosse riuscita a sviluppare un sistema capace di aumentare il rapporto di compressione nella camera di combustione, ottenendo così un vantaggio rispetto alle altre unità motrici che non disponevano di una soluzione analoga.
Ne è nato un lungo dibattito. Non ci sono mai state accuse formali, ma la Federazione è comunque intervenuta modificando le modalità di verifica dei rapporti di compressione. La questione era essenzialmente di natura regolamentare.
Il corpus normativo tecnico prevedeva infatti che il controllo venisse effettuato a freddo, quindi con la power unit sostanzialmente ferma, mentre gli altri motoristi sostenevano che Mercedes riuscisse a superare il limite previsto una volta che il motore entrava nelle normali condizioni di esercizio.
Dopo una lunga interlocuzione tra le parti (costruttori, FIA, FOM) si è deciso di cambiare il metodo di verifica, arrivando alla conclusione che la misurazione dovesse essere effettuata a 130 gradi. Ebbene, da oggi questo nuovo dettato normativo entra ufficialmente in vigore. Ma nel comparto High Performance Powetrains della Mercedes nessuno sembra agitato.

Mercedes tranquilla, Ferrari attende le decisioni sull'ADUO
Ci saranno effetti concreti? C'è poco da sperarlo. Mercedes si mostra estremamente sicura della propria posizione, al punto da non aver nemmeno omologato una nuova power unit. Quella utilizzata a Montecarlo sarà la stessa vista in Canada e non si prevede che i team motorizzati dalla Stella a Tre Punte introducano uno step evolutivo specifico per ottemperare a modifica regolamentare. È un segnale piuttosto chiaro: a Brixworth, dove vengono progettati e realizzati i sei cilindri della Stella a tre punte, si dormono sonni tranquilli.
Per una certa fase della stagione gli altri competitor hanno sperato che questa vicenda potesse produrre qualche conseguenza, ma oggi sembrano anch'essi consapevoli che difficilmente muterà lo scenario. Naturalmente resta sempre il verdetto della pista e bisognerà verificare ciò che emergerà nei prossimi Gran Premi, ma verosimilmente non dovrebbero esserci scossoni.
Qualcosa potrebbe invece cambiare sul fronte della definizione delle tabelle ADUO. Non tanto per Mercedes, che continua a rappresentare il punto di riferimento motoristico e sarà quindi il benchmark su cui si parametrerà tutto, quanto per chi sta inseguendo e attende di sapere se potrà beneficiare di un margine operativo del 2% oppure del 4%.
È il caso della Ferrari, che proprio sull'ADUO ha puntato gran parte delle proprie speranze. A Maranello, infatti, non si vuole sentir parlare di una modifica della quota endotermico-elettrica in chiave 2027, anche se probabilmente il Cavallino Rampante rischia di uscire sconfitto dal tavolo delle trattative, soprattutto nel caso in cui Cadillac dovesse accettare lo status quo attuale.
Insomma, il mese di giugno si apre con una questione che, molto probabilmente, non si rivelerà tale. O, quanto meno, avrà un peso assai marginale nell'economia della stagione tecnico-sportiva. Al tempo stesso, però, si chiude finalmente una querelle durata troppo a lungo e che ha animato il dibattito della F1 nelle fasi iniziali del Mondiale 2026.
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