Dalla spagna arriva una proposta per migliorare nel breve la F1
Toni Cuquerella propone una revisione della gestione ibrida per eliminare criticità emerse a inizio stagione 2026

La Formula 1 del 2026 è già finita in discussione. Dopo appena tre appuntamenti iridati, il nuovo quadro regolamentare ha evidenziato limiti operativi palesi, soprattutto nella gestione dell’energia e nella fruibilità complessiva dello spettacolo. Dalla Spagna, come riporta SoyMotor, emerge ora una proposta strutturata che mira a correggere queste criticità senza intervenire sull’architettura hardware delle power unit.
A firmarla è Toni Cuquerella, ingegnere con un passato in BMW, HRT e Ferrari, che ha elaborato una serie di modifiche (reperibili sul suo account X) basate su simulazioni condotte sul tracciato di Miami. L’obiettivo è chiaro: eliminare fenomeni come il superclipping e restituire continuità prestazionale alle vetture, riducendo al contempo le implicazioni negative in termini di sicurezza e guidabilità.

F1 - Un equilibrio energetico da ripensare
Il cuore della proposta risiede nella ridefinizione dei parametri energetici della power unit. L’attuale configurazione 50/50 tra componente elettrica e termica verrebbe superata in favore di una ripartizione 36/64, riportando maggiore centralità al motore endotermico pur mantenendo un ruolo rilevante per l’ibrido.
Parallelamente, la potenza elettrica massima erogabile passerebbe da 350 kW a 200 kW, mentre resterebbe invariata la capacità di recupero in fase di carica. Anche l’energia complessiva disponibile subirebbe una riduzione importante, scendendo da 9 a 6 megajoule, una misura che si inserisce nel solco delle prime correzioni già viste nelle qualifiche di Suzuka, senza però aver prodotto effetti concreti sul comportamento in pista.
Altro intervento chiave riguarda lo slew rate, ovvero la velocità di variazione della potenza erogata dalla power unit: il valore verrebbe dimezzato da 100 a 50 kW/s, con l’obiettivo di rendere più progressiva e gestibile la risposta del sistema ibrido.

l'impatto sulle prestazioni e la dinamica di gara
Le simulazioni condotte sul layout di Miami offrono un primo riscontro quantitativo. Con questa configurazione, le monoposto di F1 raggiungerebbero una velocità di punta di circa 328 km/h prima della frenata, eliminando completamente il fenomeno del superclipping. Il prezzo da pagare sarebbe relativamente contenuto: circa 1,4 secondi al giro rispetto all’attuale configurazione.
Un compromesso che, nella visione di Cuquerella, aprirebbe a benefici più ampi. La riduzione della dipendenza da lift and coast e da strategie di risparmio energetico consentirebbe ai piloti di spingere con maggiore continuità, soprattutto in qualifica, evitando situazioni critiche legate all’esaurimento della batteria nei punti più delicati del circuito.

Il tema è tutt’altro che teorico. Le prime gare della stagione hanno evidenziato come l’attuale gestione energetica possa influire anche sulla sicurezza, un aspetto tornato al centro del dibattito dopo l’incidente di Oliver Bearman a Suzuka. Non a caso, il prossimo confronto tra FIA, team e costruttori, fissato per il 9 aprile, metterà proprio sicurezza e gestione dell’energia al centro della discussione.
In questo contesto, la proposta rilanciata dalla Spagna si inserisce come una base tecnica concreta: un tentativo di rendere la Formula 1 più lineare nella sua espressione in pista, senza snaturarne l’identità e senza imporre costi di sviluppo aggiuntivi ai costruttori.