In una F1 dominata dagli sponsor, Cadillac decide di aspettare
Il nuovo team arrivato in griglia si presenta senza uno sponsor nel nome, un elemento invece presente in tutte le altre scuderie

Oggi più che mai, la sponsorizzazione è importantissima in F1. Il “circolo vizioso” all’interno del paddock è arrivato a livelli mai raggiunti prima. Vetture, tute, caschi, capi d’abbigliamento per i fan, tutti tappezzati di brand, tanto da sovrastare il logo stesso della squadra.
Ogni team oggi ha un “main sponsor” o “title sponsor”, ovvero lo sponsor principale, incluso anche nel nome ufficiale della scuderia. Eppure, l’undicesimo team presente da quest’anno, Cadillac, è l’unico in griglia a non averne uno. Perché?

F1: la monetizzazione è regina
La monetizzazione comanda il teatro della Formula 1. Per la stagione 2026, ogni squadra in griglia è correlata a un finanziatore principale del proprio progetto. Per capire quale “main sponsor” è legato a quale squadra ecco il nome ufficiale di ogni team presente in campionato per questa stagione, escludendo Cadillac F1 Team.
Qui di seguito l’elenco (in grassetto lo sponsor):
- Oracle Red Bull Racing;
- Scuderia Ferrari HP;
- Mercedes-AMG PETRONAS Formula One Team;
- McLaren Mastercard F1 Team;
- Audi Revolut F1 Team;
- Aston Martin Aramco Formula One Team;
- BWT Alpine Formula One Team;
- Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team;
- TGR Haas F1 Team;
- Atlassian Williams F1 Team.
Anche per le scuderie più rinomate come Ferrari o McLaren, un supporto di tale importanza da parte di HP e Mastercard è fondamentale per un motivo principale: la gestione delle risorse. Prendendo in esame Ferrari, la stima dell’accordo tra il Cavallino Rampante e Hewlett Packard è intorno a 100 milioni di dollari a stagione.
Questa cifra, senza aggiunte da parte della squadra, è capace di coprire quasi due terzi del budget cap. Poiché l’ingaggio e lo stipendio dei piloti non rientrano nel tetto massimo che Ferrari può spendere per la stagione. I fondi di HP, quindi, garantiscono alla scuderia un’enorme libertà finanziaria per la gestione di ogni pilota. L’ingaggio "scioccante" di Lewis Hamilton, avvenuto lo scorso anno, ne è la prova.
Non è una novità che l'economia sia al centro della "conversazione formulistica". Con il passare degli anni, le squadre tendono a cedere sempre di più il loro prestigio storico a favore di un’entrata in più sul conto. Torna come esempio calzante la collaborazione tra HP e Ferrari: da quando il logo bianco e azzurro si è visto sulla rossa, sulle tute e sui caschi dei piloti, l’indignazione dei tifosi è arrivata come un fiume in piena. Complice anche una veste grafica non sempre apprezzata.

Cadillac, per ora, si differenzia dalla massa
Molte scuderie di Formula 1, sempre più numerose con il passare degli anni, hanno avuto collaborazioni di un’importanza tale da cambiare la stessa livrea della vettura. Alcuni tra gli esempi più famosi sono McLaren con Marlboro tra gli anni ’70 e i ’90, la stessa scuderia britannica con Vodafone dal 2007 al 2013, Ferrari, anch’essa con Marlboro dal 1997 al 2010 o, come è ancora oggi, Mercedes con Petronas, collaborazione che continua dal 2013.
Quindi, viene spontaneo chiedersi perché Cadillac, squadra più nuova in griglia e di conseguenza più in potenziale necessità di avere dei fondi extra, non abbia un “main sponsor” come tutti gli altri.
"Al momento non stiamo cercando un partner titolare e se dovesse presentarsi, arriverà, ma non abbiamo intenzione di forzare nulla", ha detto Lauren Teixeira, responsabile commerciale di Cadillac, a BlackBook Motorsport al Gran Premio di Las Vegas dell’anno scorso.
Aggiunge poi Teixeira: "Saremo più selettivi, assicurandoci che tutto sia allineato in modo da poterci davvero attivare insieme e fare cose positive invece di assicurarci di avere un partner titolare entro l'inizio della stagione o qualcosa del genere: Cadillac è il marchio basilare, possiamo partire da quello".
Per riassumere l’ideologia della squadra, in vista della stagione che comincerà il 6 marzo a Melbourne, l'obiettivo è di differenziarsi dalla massa, di creare prima una buona reputazione attorno al marchio Cadillac, poi accogliere più sponsor importanti. Una strategia che non garantisce un lieto fine poiché potrebbe non essere sostenibile nel lungo termine, ma evidenzia l’audacia di questa nuova squadra.
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