Caso power unit Mercedes: regna il caos. Tutto rinviato al 2027?
The Race fornisce ricostruzioni diametralmente opposte a quelle filtrate stamattina: nessun accordo raggiunto dopo le riunioni con la FIA. I rivali lavorano a una proposta, ma serve il via libera dell'organo di governo.

Si susseguono le notizie sul tema che sta riscaldando il freddo inverno che ci condurrà a un mondiale di Formula 1 che si svilupperà in forza di nuove regole che pongono al centro del discorso tecnico power unit profondamente riviste nella distribuzione della potenza endotermica ed elettrica.
Stamattina avevamo riportato quanto scritto da Fulvio Solms sul Corriere dello Sport (leggi qui): secondo il giornalista, dopo le riunioni di lunedì e giovedì con la FIA, sarebbe stata trovata un'intesa per modificare le procedure di controllo del rapporto di compressione dei motori già in tempo per l'inizio della stagione a Melbourne. Una notizia che, se confermata, avrebbe rappresentato una svolta clamorosa nella vicenda che tiene banco da settimane.
Invece, stando a quanto riporta John Noble su The Race, la realtà sarebbe ben diversa. E decisamente meno entusiasmante per chi sperava in un intervento rapido della FIA e in una vittoria politica del Cavallino Rampante.

Rivali al lavoro, ma senza garanzie
Secondo l’autorevole testata inglese, è comunque vero che i rivali di Mercedes stanno lavorando alacremente per mettere insieme una proposta condivisa da presentare al Power Unit Advisory Committee (PUAC). L'obiettivo? Cambiare le regole che attualmente prevedono che i controlli sul rapporto di compressione vengano effettuati esclusivamente a temperatura ambiente - lasciando così campo libero a chi, come il gruppo di Brixworth, avrebbe trovato il modo di operare con valori più alti quando i motori sono in temperatura.
Ferrari, Audi e Honda hanno già scritto una lettera congiunta alla FIA. La cosa è stata indirettamente confermata da Toto Wolff che nei giorni scorsi si è mostrato parecchio stizzito sulla manovra dei competitor: approfondisci. E ora, particolare non da poco, anche Red Bull potrebbe essersi unita al fronte anti-Mercedes, nonostante inizialmente sembrasse aver trovato benefici dall'interpretazione delle Frecce d'Argento.
Quattro costruttori su cinque: un fronte importante, che tecnicamente aprirebbe la porta al voto di super-maggioranza necessario per modifiche immediate. L'opzioni sul tavolo? Controlli nei garage con i motori alla temperatura di esercizio. Tutto molto interessante sulla carta, ma forse difficilmente realizzabile.

Modifiche normative alle power unit, la palla passa alla FIA
Il problema, però, è che per cambiare le regole in corsa servono ben più delle firme dei costruttori. Serve il via libera di FIA e FOM. E qui casca l'asino.
Fino ad ora, la FIA ha sempre sostenuto l'interpretazione di Mercedes: i rapporti di compressione si misurano a temperatura ambiente, punto. Le regole per il 2026 sono state modificate il 16 ottobre proprio per ribadire questo concetto. E il presidente Mohammed Ben Sulayem, come confermato da Toto Wolff all'inizio della settimana, ha sposato questa linea.
Secondo The Race, le riunioni di lunedì e giovedì non hanno prodotto alcun accordo per nuove procedure immediate. Le normative e i controlli attuali rimangono in vigore come definiti nel regolamento. Fine della storia.
Power unit: la deadline pre Melbourne non sarebbe credibile
Anche se miracolosamente i rivali della Mercedes riuscissero a concordare una proposta e anche se la FIA decidesse di fare marcia indietro sulla sua posizione, i tempi sarebbero comunque strettissimi. L'omologazione finale delle power unit è fissata per il 1° marzo: tra tre settimane. Non c'è materialmente tempo per riprogettare alcunché.
Una modifica dell'ultimo minuto avrebbe un impatto competitivo devastante, premiando chi ha sviluppato in una direzione e punendo chi ha seguito un'altra. Non proprio il massimo della sportività.

Per questo The Race ritiene molto più probabile che, ammesso e non concesso che si arrivi a una nuova procedura di controllo, questa possa essere implementata solo nel lungo termine. Si parla dell'inizio del 2027, non certo di Melbourne 2025. Quindi si ritornerebbe a quanto postulato da Leo Turrini un paio di giorni fa.
Insomma, per i rivali di Mercedes la battaglia continua, ma l'idea di una vittoria lampo prima dell'Australia sembra destinata a rimanere un'illusione. La FIA ha fatto la sua scelta, i tempi tecnici sono quello che sono, e Mercedes può tirare un sospiro di sollievo. Per ora, almeno.
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