Ferrari SF-26 Canada
La Ferrari SF-26 sfiora il Muro dei Campioni durante il GP del Canada

Lewis Hamilton apre pubblicamente a una Formula 1 diversa. Una Formula 1 che torni a emozionare anche attraverso il suono, l’erogazione e la brutalità della spinta dei motori. Le dichiarazioni rilasciate dopo il Gran Premio del Canada sono più di uno sterile commento tecnico: sono la fotografia di un disagio sempre più evidente verso l’attuale filosofia delle power unit ibride.

Ed è proprio questo il dato che colpisce. Hamilton è stato il dominatore assoluto dell’era turbo ibrida, il pilota che più di ogni altro ha saputo interpretare il regolamento introdotto nel 2014. I suoi successi con Mercedes sono legati indissolubilmente ai V6 turbo ibridi. Eppure, oggi, anche lui sembra avvertire una certa stanchezza verso questa Formula 1.

Il britannico appartiene a una generazione cresciuta dei V8, motori che non richiedevano complessi compromessi energetici e che soprattutto garantivano una continuità di accelerazione molto diversa da quella odierna. Nelle sue parole emerge chiaramente la nostalgia per una Formula 1 più diretta, più istintiva e meno condizionata dalla gestione elettrica.

Lewis Hamilton GP Canada 2026
Lewis Hamilton durante il GP del Canada 2026

Ferrari - Hamilton critica la gestione della potenza delle Formula 1 moderne

"Certo, non è qualcosa che viene naturale, questo è chiaro. Penso che sia comunque una sensazione strana. Riduci la potenza, apri la modalità rettilineo e improvvisamente la potenza si esaurisce a metà rettilineo e i giri iniziano a scendere", ha detto l'alfiere della Ferrari dopo la gara di Montreal in cui ha chiuso al secondo posto. Una descrizione estremamente concreta di quello che molti piloti temono possa diventare ancora più evidente con i regolamenti 2026, nei quali la componente elettrica ha un peso enorme nella prestazione complessiva della macchina.

Hamilton non si limita però all’aspetto tecnico. Il suo ragionamento tocca anche la natura stessa del motorsport e ciò che, secondo lui, dovrebbe trasmettere una monoposto di Formula 1.

"Non sembra che il motorsport dovrebbe esserlo. Il motore dovrebbe ruggire a pieno volume fino alla fine del rettilineo e continuare a tirare e tirare. È quello che facevano nell'era dei V8 o V10. Hanno semplicemente spinto", aggiunge.

Parole che assumono un peso specifico importante proprio perché pronunciate da uno dei simboli dell’epoca ibrida. Hamilton non rinnega quanto costruito negli ultimi dodici anni - sminuirebbe i suoi stessi titoli - ma sembra indicare chiaramente la necessità di ritrovare una componente emozionale che la Formula 1 moderna, almeno in parte, ha progressivamente perso.

Hamilton Ferrari Canada
Lewis Hamilton lascia i box, Gp Canada 2026

Il ritorno dei V8 non è più soltanto nostalgia

Negli ultimi mesi il tema dei motori V8 è tornato con forza al centro del dibattito politico della Formula 1. Mohammed Ben Sulayem ha più volte parlato della possibilità di introdurre propulsori più semplici, più leggeri e alimentati da carburanti sostenibili, nel tentativo di recuperare spettacolo e ridurre i costi. Anche Stefano Domenicali ha perorato la causa del plurifrazionato: leggi qui.

Le dichiarazioni di Hamilton si inseriscono perfettamente in questo contesto. Anche un pilota scafato e plurivincente, pur riconoscendo i miglioramenti delle monoposto moderne sotto il profilo aerodinamico e della capacità di seguire un’altra vettura, lascia intendere che la direzione presa sul fronte della potenza non lo entusiasmi più.

"È un altro elemento delle corse che non è mai esistito prima. Penso che alla fine la macchina abbia un design fondamentalmente migliore, quindi possiamo correre, avvicinarci e seguirci da vicino, e penso che questa sia la parte migliore. La parte politica, secondo me, è meno entusiasmante. Chi ha il potere più in alto ne parli. Forse possono darci qualche indizio a riguardo," ha concluso Lewis.

È un passaggio che racconta bene il momento storico della categoria. La Formula 1 moderna è probabilmente migliore sotto molti aspetti legati alla competizione pura, ma continua a interrogarsi su quanto abbia sacrificato in termini di identità e coinvolgimento sensoriale.

E quando persino Hamilton, l’uomo che più ha vinto nell’era ibrida, guarda con interesse ai V8, significa che la discussione sul futuro tecnico della Formula 1 è ormai entrata in una fase molto più profonda.


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