E se Max Verstappen mollasse Red Bull prima di Lambiase
Giedo van der Garde intravede una rottura prima del passaggio di Lambiase in McLaren: il nodo resta la competitività tecnica della monoposto

Le parole di Giedo van der Garde aprono uno scenario che, fino a poche settimane fa, sarebbe stato difficile anche solo immaginare. Il punto non è tanto il futuro di Gianpiero Lambiase, già definito e indirizzato verso McLaren a partire dal 2028, quanto la tenuta complessiva del progetto Red Bull attorno a Max Verstappen.
Max Verstappen in fuga dalla Red Bull?
Nel suo intervento su Formula 1 Magazine, l’ex pilota olandese individua una possibile frattura anticipata: "Sto riflettendo su Max. La Red Bull non ha le sue cose in ordine e Max vuole una macchina con cui vincere gare e titoli. È così semplice. Penso anche che Max farà il passo successivo dopo questa stagione".
Una presa di posizione che può spostare il baricentro della discussione. Non più - o non soltanto - l’addio programmato di Lambiase, figura chiave nel ciclo vincente recente, ma la prospettiva concreta che sia Verstappen ad anticipare i tempi, mettendo in discussione la continuità tecnica e sportiva della squadra.

Il rapporto tra il pilota olandese e il suo ingegnere di pista è stato uno degli elementi più solidi dell’era dominante Red Bull. Lambiase ha rappresentato il riferimento operativo in radio, la figura di sintesi tra esigenze di guida e gestione strategica, accompagnando Verstappen lungo l’intero percorso dei quattro titoli mondiali. Una relazione costruita su fiducia reciproca e su un linguaggio tecnico condiviso, difficilmente replicabile nel breve periodo.
Il passaggio dell’ingegnere italiano verso Woking si inserisce però in una traiettoria di crescita professionale che, secondo van der Garde, appare coerente: "È un'opportunità meravigliosa per Lambiase. Se riesci a crescere nel ruolo di team boss in una squadra top come McLaren, allora devi cogliere quell'occasione a piene mani".
Il punto critico resta quindi un altro: la competitività della Red Bull nel medio termine. Dopo anni di superiorità tecnica, il progetto ha mostrato segnali di discontinuità. La seconda parte della scorsa stagione aveva lasciato intravedere una reazione sotto la gestione di Laurent Mekies, ma l’inverno non ha consolidato quei progressi.

Verstappen punta all'eccellenza
In questo contesto, la posizione del quattro volte iridato diventa inevitabilmente centrale. Un pilota abituato a operare in condizioni di vantaggio strutturale difficilmente accetta compromessi al ribasso prolungati. La sua priorità resta una: disporre di un pacchetto tecnico in grado di vincere con continuità.
Van der Garde, in questo senso, esplicita una dinamica lineare: la permanenza del campione olandese non può prescindere dal livello prestazionale della monoposto. Se questo viene meno, anche i vincoli contrattuali rischiano di perdere peso specifico.
Sul piano operativo, l’ex pilota invita comunque Red Bull a non compromettere nell’immediato l’equilibrio interno: "Nonostante sappia che Lambiase si sta spostando da un concorrente diretto, credo che dovrebbe poter continuare a svolgere il suo ruolo attuale fino all'ultimo giorno". Una posizione pragmatica, che riconosce il valore dell’ingegnere nel presente, al di là delle scelte future.
Il quadro che emerge è quello di una fase di transizione più profonda di quanto raccontino i movimenti già ufficializzati. Il trasferimento di Lambiase rappresenta un segnale, ma il vero nodo riguarda la capacità di Red Bull di ricostruire rapidamente una base tecnica all’altezza delle aspettative del suo pilota di riferimento.
Se questo processo dovesse rallentare, lo scenario delineato da Giedo van der Garde - con Verstappen pronto a cambiare orizzonte prima ancora del 2028 - smetterebbe di essere una provocazione per diventare una variabile concreta del mercato.