F1, GP Monaco: la Ferrari SF-26 patisce le gomme soft
La pole di Antonelli non assume un significato solamente sportivo, ha soprattutto una valenza tecnica. Analizziamola e capiamo anche quali sono state le difficoltà della rossa

F1, GP Monaco - Antonelli piazza la sua W17 in prima posizione al termine di una qualifica estremamente tirata. Sfruttando il passo in avanti effettuato dai tecnici anglo-tedeschi nella notte, l'italiano ha piazzato un colpo da campione, tenendo a bada un Verstappen incredibilmente veloce su una RB20 che non aveva mai davvero convinto nel lento.
Ferrari esce da sconfitta dalla sessione di qualifica, subendo già dal sabato mattina la risalita Mercedes. Analizziamo nel dettaglio le motivazioni che spiegano la deludente seconda fila ottenuta dopo i grandi proclami del venerdì, di avversari e addetti ai lavori.
F1, GP Monaco: Leclerc continua a soffrire la frenata
Il sabato non è certo iniziato nel miglior modo possibile per i piloti Ferrari. Leclerc, già nel corso delle FP2, aveva iniziato a lamentare difficoltà a livello di feeling in frenata, da localizzare sull'asse posteriore. Il monegasco aveva parlato di strane sensazioni già dopo la qualifica di Miami, confermate poi in Canada.
Le impressioni generali rimandavano i problemi di Montreal ad una strategia sfruttata per mandare in temperatura le gomme, cercando così di combattere il freddo e il layout della pista. Monaco ripropone curve che rendono complesso portare in finestra gli pneumatici, a maggior ragione per le mescole C5, con una finestra di funzionamento molto ristretta.
Nel Principato, tuttavia, si parla maggiormente di un problema legato ai freni posteriori. Tutto potrebbe essere legato alla natura di queste auto, che dovendo gestire una frenata rigenerativa superiore rispetto al passato impediscono di avere dei freni posteriori sempre pronti e in temperatura, portando ad uno sviluppo di componenti funzionali in range inferiori.
Ciò andrebbe a sfavorire i piloti che cercano nella frenata quell'aggressività che li contraddistingue. A Montecarlo è più che fondamentale avere la miglior confidenza possibile nelle fasi di arresto, importanti anche per quanto riguarda la rotazione della monoposto in ingresso curva.

A Montreal è stato persino sostituito il materiale delle componenti del disco freno; non a caso tale problematica è emersa su piste nelle quali mandare in finestra gli pneumatici e la confidenza rappresentavano i fattori principali. Come se non bastasse, Leclerc non si è dimostrato per nulla contento della situazione persino prima della Q3, quando, già infastidito dalla mancanza di feeling, ha chiesto alla squadra una maggiore attenzione alla gestione del traffico.
Anche Hamilton ha sofferto delle difficoltà legate alle gomme, lamentando un posteriore in overheating in più occasioni. Tutte queste difficoltà hanno reso fondamentale l'esecuzione dei giri di preparazione. Dopo l'errore al muretto #16 avevano pensato una strategia out-prep-push-charge-push, che poi ha portato il monegasco ad essere in linea per la pole position, non concretizzata.
Il fine settimana è andato come molti altri visti in passato. La bontà nel lento della SF-26, tra meccanica e carico al posteriore, aveva permesso ai due piloti della rossa di iniziare ad un livello di confidenza superiore alla concorrenza, nonostante una pista non al meglio a livello di grip. Con l'evoluzione avuta e il lavoro di assetto della notte tutti si sono avvicinati, appiattendo le prestazioni.
Jerome d'Ambrosio, a Sky, ha parlato di come le difficoltà della Ferrari nelle sessioni finali della qualifica siano legati ad uno sfruttamento non ottimale del pacchetto: leggi qui. Al venerdì i piloti erano in grado di portare a casa i tempi, ma non con le sensazioni corrette, che si rivelano fondamentali quando si tratta di mettere tutto insieme. Leclerc ha confermato tali sensazioni, parlando di un problema molto specifico nato da una combinazione di fattori. L'eroe di casa è arrivato al Tabaccaio con le gomme troppo calde, essendo già al secondo push, e portando troppa velocità è successo il “fattaccio”. Aggiungendo la situazione che sembrava cambiare ogni giro e la confusione nel box, abbiamo la tempesta perfetta.
Ciò porta a pensare ad un singolo componente, anche alla luce della presenza di una soluzione, non abbastanza matura per essere portata a Monaco, che probabilmente vedremo a Barcellona assieme al grande aggiornamento, con l'obiettivo di rendere la SF-26 meno difficile da guidare delle avversarie.

F1, GP Monaco: Mercedes dà a Kimi una gran macchina dopo un difficile venerdì, Red Bull ottima nel lento
La pole position di Antonelli è sintomo sia di un talento generazionale, che di una macchina profondamente migliorata da quanto visto nelle prove libere. L'italiano, nel corso delle interviste dopo la sessione ha parlato di “una macchina completamente diversa al sabato mattina”, figlia di un lavoro di assetto radicato in profondità.
I diretti interessati parlavano di una meccanica non sufficiente nelle curve in pendenza, con la SF-26 che rappresentava ancora una volta il netto riferimento per quanto interessava l'assorbimento delle asperità dell'asfalto. Le W17 non sono ancora a loro agio sulla pista monegasca, ma ammorbidire l'impostazione generale ha aiutato parecchio. Anche l'anteriore è apparso migliore, molto più solido e in grado di garantire a Kimi una buona rotazione.
Si è confermato l'andamento osservato nelle FP3, di una Mercedes (o meglio, di un Kimi) molto forte nelle sezioni a media velocità. Non a caso, Hamilton, tra un'uscita dalla Sainte Devote non perfetta e il passaggio nel complesso Massenet-Casino perde più di due decimi e mezzo dal leader del Mondiale. In tale area il migliore resta Verstappen, che giunge alla prima Mirabeau in testa.
Da lì fino alle Portier, Antonelli fatica maggiormente rispetto a Hamilton e Verstappen, confermando una W17 non a suo completo agio. Verstappen, poi, perde molto tempo in frenata alla chicane del porto, da cui Antonelli esce con una trazione fantastica. La RB22 si dimostra incredibilmente ottima anche nel lento della Rascasse-Noghes, anche se il passaggio di Hamilton non sembra convincere a pieno anche rispetto a Kimi.
Red Bull, dopo un inizio di giornata non ottimale, è in grado di ribaltare la situazione riconfermandosi ottima nelle sezioni a bassa velocità, laddove sono stati percorsi i principali progressi con gli aggiornamenti. Resta da migliorare la guidabilità sui cordoli, ma il talento di Verstappen è in grado di mettere una pezza alle difficoltà della macchina.
La gara sarà probabilmente il solito trenino-processione domenicale: le occasioni da sfruttare saranno quasi totalmente assenti, se non per qualche colpo di scena legato a delle neutralizzazioni. Il rischio graining non dovrebbe presentarsi, date le alte temperature e la mancanza di vere curve di appoggio. Tuttavia, sarà importante avere una buona introduzione della gomma una volta completata la sosta, eliminando qualsiasi rischio di undercut o overcut.
Crediti Foto: Ferrari, Red Bull