Motore Ferrari V8

Ormai il cammino sembra tracciato: la Formula 1 viaggia spedita verso il ritorno ai motori V8. Si tratterà probabilmente di unità motrici più semplici rispetto a quelle attuali, che continueranno a fare affidamento su un motogeneratore elettrico ausiliario, ma con una potenza decisamente inferiore a quella in uso oggi.

In questo momento parliamo di un rapporto tra componente endotermica ed elettrica pari al 50-50. Si sta cercando di portarlo, come ormai noto, al 60-40 già nel 2027, anche se è in corso una vera e propria battaglia politica che coinvolge anche Ferrari, contraria a questa modifica. Il futuro, in ogni caso, sembra ormai delineato. 

Lo hanno detto Stefano Domenicali, Mohammed Ben Sulayem e diversi costruttori. Si sono espresse favorevolmente Cadillac e Mercedes, probabilmente anche Honda, mentre Ferrari e Audi restano in attesa, senza però chiudere la porta al cambiamento.

Power unit Audi
Problemi seri alla power unit Audi durante la Sprint Race del GP di Miami

Il 2031 è l'anno indicato per il debutto di queste nuove unità, attualmente allo studio degli stakeholder della F1, anche se si sta provando ad anticipare il tutto al 2030. Su questo punto, tuttavia, il dibattito è ancora aperto. Quel che appare sempre più probabile è che il ciclo regolamentare 2031-2035 sarà caratterizzato da motori più rumorosi, più vicini alla tradizione per certi aspetti, alimentati però da carburanti ecosostenibili.

Naturalmente, il fatto che la massima categoria del motorsport stia valutando un ritorno a motorizzazioni plurifrazionate e più "vecchio stile" apre spazi anche per le altre categorie, consentendo una maggiore differenziazione filosofica. Sono infatti molti coloro che ritengono che la Formula 1 abbia intrapreso negli ultimi anni una traiettoria che ricorda fin troppo da vicino quella della Formula E, la serie full electric giunta ormai alla sua quarta generazione.

Formula E Napoli
La Formula E a Roma

La F1 verso i V8 - La Formula E vede nel cambiamento un'opportunità per tutti

Ebbene, proprio il CEO della Formula E, Jeff Dodds, ha valutato positivamente il possibile ritorno dei motori V8 in Formula 1. Il dirigente britannico sostiene che questo dibattito evidenzi come la categoria regina abbia probabilmente commesso un errore nel dirigersi eccessivamente verso l'elettrificazione, finendo per snaturarsi e per adottare caratteristiche tipiche della Formula E, soprattutto nella gestione della potenza durante l'arco della gara.

Una Formula 1 che tornasse ai motori V8 ritroverebbe così alcune delle sue peculiarità storiche, lasciando al tempo stesso intatte quelle della Formula E, che potrebbe continuare a svilupparsi lungo il percorso dell'elettrificazione. La Formula 1, invece, rappresenterebbe un modello differente di mobilità, fondato sui motori a combustione interna alimentati da carburanti ecosostenibili, tecnologie che potrebbero poi essere trasferite anche alla produzione di serie.

Secondo questa visione, si eviterebbe che la politica internazionale si concentri esclusivamente sul full electric come unico modello possibile. La Formula 1 potrebbe dimostrare che, attraverso i biocarburanti e le benzine drop-in, esiste una strada alternativa e complementare verso una mobilità plurale: da un lato l'elettrico, dall'altro l'endotermico e, chissà, magari anche l'idrogeno, una soluzione che continua a guadagnare attenzione.

In sostanza, una maggiore pluralità tecnologica all'interno del motorsport potrebbe riverberarsi in maniera importante anche sull'automotive. Ed è forse proprio questo che la politica ha bisogno di vedere: modelli funzionanti, applicabili e replicabili, capaci di convivere anziché escludersi a vicenda.

Power unit Ferrari
La power unit Ferrari montata sulla Haas

Motorsport e automotive: la sfida della pluralità tecnologica

Il possibile ritorno dei motori V8 non rappresenterebbe quindi una marcia indietro sul piano ambientale, bensì un tentativo di differenziare gli approcci tecnologici. Da una parte la Formula E continuerebbe a essere il laboratorio dell'elettrificazione pura, dall'altra la Formula 1 potrebbe consolidare il proprio ruolo di piattaforma per lo sviluppo di carburanti sostenibili e motori a combustione interna a basse emissioni.

Una distinzione più netta tra le due categorie consentirebbe non solo di preservarne l'identità, ma anche di offrire all'industria automobilistica più soluzioni da sviluppare. Una prospettiva che trova sempre più sostenitori e che potrebbe diventare uno dei temi centrali del prossimo decennio del motorsport.


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