Formula 1 Chip Ganassi
Lo scatto al via del GP d'Australia

la nuova stagione di Formula 1 è iniziata con il Gran Premio d’Australia a Melbourne, con le nuove norme tecniche – power unit con ripartizione quasi 50/50 tra motore termico ed elettrico, carburante sostenibile al 100%, aerodinamica attiva, vetture più leggere e strette – che hanno provocato reazioni immediate e molto critiche. 

Diversi piloti, tra cui Max Verstappen, Lewis Hamilton, e Lando Norris, hanno definito le monoposto “le peggiori di sempre”, evidenziando problemi gravi di gestione dell’energia: lift-and-coast prolungati centinaia di metri prima delle curve, scalate di marcia sulle rettilinee per controllare la batteria, super-clipping (limitazione anomala dei giri motore anche in accelerazione o sui cordoli) e un comportamento complessivo percepito come più vicino alla Formula E che alla Formula 1 tradizionale.

Le critiche dei piloti, hanno, purtroppo, prestato il fianco alle prese in giro di una categoria concorrente, l’Indycar, più precisamente di un suo team: la Chip Ganassi Racing.

Nello stesso weekend di Melbourne, parallelo al Phoenix 250 ovale dell’IndyCar, è stato pubblicato su X un post promozionale per il “race day”. Il contenuto video mostrava le vetture in pista con sorpassi aggressivi, duelli ruota a ruota e contatto diretto, accompagnato dalla seguente didascalia:

Formula 1 Chip Ganassi
Il post di derisione della Chip Ganassi Racing verso la F1

La faccina sbadigliante ha accentuato il tono di distacco e ironia, suggerendo che quei termini tecnici rappresentino aspetti noiosi e artificiosi, lontani dal concetto autentico di corsa. Il messaggio ha raggiunto rapidamente milioni di visualizzazioni, un alto numero di like e condivisioni, ed è stato ripreso da diversi siti specializzati che lo hanno descritto come uno sfottò azzeccato nel momento più opportuno.

Significato dei termini citati e confronto tra le due serie

I termini ripresi nel post non sono stati inventati, ma derivano direttamente dalle prime uscite in pista della Formula 1 in questo 2026. Il super-clipping indica la persistenza di giri elevati e limitazioni improvvise del motore termico anche in fase di rallentamento o su cordoli, causata dalla necessità di bilanciare il flusso energetico ibrido. 

Il downshifting on straights descrive la scalata di marcia sui rettilinei per gestire o scaricare energia elettrica invece di mantenere l’acceleratore a fondo. La battery management rappresenta l’obbligo di calcolare costantemente lo stato della batteria, con lift-and-coast anticipati per evitare scariche eccessive o per ricaricarla, riducendo l’azione a gas spalancato.

Questi elementi sono stati contrapposti implicitamente alla filosofia dell’IndyCar: una categoria con power unit hybrid V6 relativamente semplice, elettronica meno invasiva su quel fronte e assenza di calcoli energetici complessi. L’approccio privilegia la spinta costante al limite, senza dover gestire la batteria come variabile primaria, favorendo così sorpassi diretti e spettacolo continuo.

Formula 1 Chip Ganassi
La Chip Ganassi Racing di Alex Palou, alla Phoenix 250

I limiti da rispettare

Il post non è accompagnato da comunicati ufficiali, lettere alla FIA, interventi in conferenza stampa o proposte di modifica alle regole della F1. Rimane un’operazione autonoma di un singolo team, tra i più vincenti recenti in IndyCar, che ha colto il picco di frustrazione globale verso le norme 2026 per inserire un elemento di trash talking mirato. Il risultato è stato un’amplificazione del dibattito, maggiore visibilità per l’IndyCar in un weekend rilevante e il rafforzamento dell’immagine di squadra aggressiva e senza filtri.

F1 e IndyCar operano su piani distinti: la prima è un Circus globale con tecnologia estrema e forte influenza politica; la seconda è una serie “democratica” con telaio unico Dallara e priorità sullo spettacolo ruota a ruota privo di compromessi energetici estremi. Un’ingerenza reale rischierebbe di apparire arrogante o opportunistica, con il potenziale di allontanare sostenitori o generare tensioni inutili.

Formula 1 Chip Ganassi
Mick Schumacher, figlio di Michael, che quest'anno gareggia in IndyCar con la Rahal Letterman Lanigan Racing

I vertici della IndyCar non hanno commentato né avallato l’iniziativa, confermando che si tratta di un’azione del team e non di una linea ufficiale. Tale distinzione appare opportuna: il trash talking sporadico sui social genera divertimento e attenzione senza conseguenze negative, mentre un impegno più serio risulterebbe fuori luogo e controproducente.

L’intervento si è limitato a una mossa di marketing efficace nel contesto temporale giusto, senza trasformarsi in una posizione critica strutturata. La F1 può affrontare i propri problemi in pista, mentre l’IndyCar prosegue con il proprio stile di corse diretto e imprevedibile. 

Ma Chip Ganassi non deve impicciarsi del regolamento tecnico della Formula 1. Meglio lasciare che la serie risolva i suoi problemi (o no) in pista, mentre la IndyCar continui a offrire gare dirette, sorpassi veri e un prodotto più "terra terra". Il trash social va bene per divertimento e visibilità, ma impicciarsi davvero no: sarebbe controproducente.


Crediti foto: Getty Images, X, Penske Entertainment

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