Ferrari, cambia tono: niente proclami al vento, parla la cautela
Dopo l’ottimismo ingiustificato di Benedetto Vigna sulla SF-25 smentito dalla pista, l’AD del Cavallino adotta un profilo più prudente sul 2026: prima i fatti, poi i giudizi.

Nel lessico scelto da Benedetto Vigna parlando agli analisti finanziari emerge una differenza netta rispetto a dodici mesi fa. Allora l’amministratore delegato non aveva esitato a definire la SF-25 la vettura più veloce mai prodotta dalla Ferrari. La pista, nel corso della stagione, ha poi ridimensionato quella valutazione. Quest’anno il registro è diverso. Più misurato, più prudente, meno esposto a proclami.
Ferrari SF-26: "prudenza" è la stella polare
Parlando del campionato 2026 che oggi segnerà un passo decisivo con i test del Bahrain, Vigna ha scelto un approccio attendista: "Il 2026 sarà interessante per la Formula 1, perché cambia tutto. Ma adesso aspettiamo, abbiamo fatto solo i test a Barcellona. I primi test reali saranno questa settimana e la prossima in Bahrain, per cui vediamo. Il team ha bisogno di lavorare in modo unico e coeso per raggiungere risultati, come fatto nel WEC".

Non c’è alcuna dichiarazione di superiorità tecnica preventiva, nessuna etichetta affrettata. C’è, piuttosto, la consapevolezza che il nuovo ciclo regolamentare rappresenti un’incognita sistemica. Il numero uno del Cavallino insiste sull’unità operativa del gruppo, richiamando esplicitamente il modello organizzativo visto nel World Endurance Championship. È un messaggio interno prima ancora che esterno: coesione come prerequisito della performance.
Anche quando entra nel merito tecnico, Vigna non si sbilancia sulle prospettive Ferrari, ma fotografa il contesto regolamentare: "Le auto sono diverse, i motori sono diversi, le sospensioni sono diverse. Prima c’erano due motori elettrici e adesso ce n’è uno, quello che c’è è più potente, le gomme sono diverse, è tutto cambiato in questo senso. Poi avremo le benzine sostenibili".
Il passaggio è rilevante perché evidenzia la portata della discontinuità tecnica: architettura ibrida rivista, incremento della componente elettrica, telaio più compatto, pneumatici differenti, carburanti sostenibili. Un reset che riduce il valore delle gerarchie precedenti e aumenta il peso delle scelte progettuali iniziali.
Vigna aggiunge poi un’osservazione sullo spettacolo: "La macchina è più piccola e quindi dovrebbe consentire anche di fare dei sorpassi più agevoli, in modo più agevole. E poi ci sarà anche un team in più, quindi sono 22 macchine che girano sui circuiti anziché 20. Per questo la probabilità di sorpasso aumenta".

Ferrari: il cambio di postura comunicativa
Anche qui, il focus è sul sistema Formula 1 nel suo complesso, non su una presunta superiorità Ferrari. È un cambio di postura comunicativa evidente. Dopo l’esperienza della SF-25, presentata con aspettative elevate e poi smentite pietosamente dai risultati, la linea è diventata più razionale.
La cautela non è sinonimo di debolezza, ma di apprendimento. Nel motorsport moderno, l’overpromising è un rischio reputazionale, soprattutto quando le parole arrivano dal vertice aziendale in un contesto finanziario. La sensazione è che a Maranello si sia compreso quanto sia sottile il confine tra ambizione e sovraesposizione. Vigna oggi evita etichette premature, rimanda il giudizio alla pista e richiama il lavoro collettivo.
Che abbia imparato la lezione? I toni suggeriscono di sì. Nel 2026 cambierà tutto, come lui stesso sottolinea. E proprio per questo, questa volta, il Cavallino Rampante sceglie di non correre davanti alle proprie simulazioni. La verifica, come sempre, sarà il cronometro. Che parli la pista.
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