Ferrari, ossessione mondiale
La SF-26 ha riaperto la corsa iridata con due vittorie nelle ultime tre gare. Vasseur predica prudenza, ma a Maranello l'alloro iridato resta il vero obiettivo concreto

La Formula 1 arriva in doppia cifra. Il campionato del mondo 2026 si appresta a vivere il Gran Premio del Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps (consulta il programma completo), decima tappa della stagione. Ci si arriva con una Mercedes saldamente in testa, capace di vincere sette gare su nove e con una Ferrari che sta provando a restare in scia. Le dinamiche del campionato, però, vanno delineate con attenzione, perché c'è stata una fase in cui la Stella a Tre Punte sembrava non avere avversari, mentre nelle ultime tre gare la rotta si è progressivamente invertita.
La SF-26, infatti, ha conquistato due vittorie: una in Spagna con Lewis Hamilton e una in Gran Bretagna con Charles Leclerc. Successi arrivati su tracciati molto impegnativi, dove si pensava che la Ferrari potesse soffrire. Invece le prospettive sono state completamente ribaltate. La vettura di Maranello si è proposta quasi come punto di riferimento e, anche grazie a un pizzico di fortuna, è riuscita a ottenere due affermazioni di grande peso, dimostrando come il lavoro di sviluppo dell'intero pacchetto, telaistico, aerodinamico e motoristico, abbia dato i frutti sperati. E forse qualcosa in più.

Vasseur frena gli entusiasmi, ma il sogno iridato resta vivo
A Maranello, però, c'è anche chi getta acqua sul fuoco. Il pompiere della situazione è Fred Vasseur, come abbiamo già sottolineato in un recente approfondimento. Il team principal della Ferrari continua a sostenere di non sentirsi in lotta per il titolo. Probabilmente si tratta di pretattica, oppure di un atteggiamento utile sia a proteggere il gruppo nell'eventualità di un fallimento, qualora non si riuscisse a battere Mercedes, sia a mantenere basse le aspettative dell'ambiente.
Eppure, in fondo, nelle riservate stanze rosse il titolo mondiale è una vera e propria ossessione. Ne ha parlato anche Pino Allievi, giornalista di lunghissimo corso e profondo conoscitore delle dinamiche interne della Ferrari. Intervenendo a FormulaPassion, il decano del giornalismo motoristico ha spiegato che a Maranello tutti pensano al titolo. Ci pensano Lewis Hamilton, Charles Leclerc e lo stesso Vasseur, che pubblicamente preferisce mantenere un profilo prudente. Ma ci pensano anche i dirigenti e le maestranze.
Per questo motivo Allievi si domanda se sia davvero corretto sostenere che la stampa racconti qualcosa di inesatto quando parla della Ferrari come di una squadra in corsa per il Mondiale. La sua osservazione rappresenta una chiara risposta alle dichiarazioni di Vasseur, secondo cui l'idea della Ferrari in lotta per il titolo sarebbe soltanto una costruzione giornalistica.

Classifica e affidabilità alimentano le speranze Ferrari
Probabilmente non è così. La situazione di classifica rende difficile escludere la Ferrari dalla corsa iridata. Nel campionato costruttori la Scuderia accusa un ritardo di 78 punti dalla Mercedes, ma restano ancora 13 Gran Premi da disputare, dei quali due sono weekend Sprint. Nel mondiale piloti, invece, Lewis Hamilton occupa la terza posizione e paga appena 32 punti dal leader Andrea Kimi Antonelli. Pensare che la Ferrari sia già fuori dai giochi appare francamente prematuro.
A tutto questo si aggiunge un altro elemento non trascurabile: l'affidabilità. Se nelle prime nove gare la Ferrari ha dovuto registrare un solo ritiro per problemi tecnici, quello di Charles Leclerc in Spagna, la Mercedes ha già visto sia George Russell sia Andrea Kimi Antonelli fermarsi più volte a causa di guasti meccanici. Un fattore che, inevitabilmente, alimenta le speranze della squadra di Maranello.
Insomma, è il classico gioco delle parti. Vasseur, pubblicamente, tiene calmi gli animi. La stampa, dal canto suo, svolge il proprio lavoro, raccontando ciò che accade e, quando ce n'è motivo, evidenziando i progressi di una Ferrari che nelle ultime settimane ha mostrato una crescita evidente.
La verità, però, è che la conquista di un titolo mondiale rappresenta una vera e propria ossessione per la Scuderia. A Maranello manca da troppi anni sia il campionato costruttori sia quello piloti. Per una squadra così gloriosa, per il marchio più riconosciuto e iconico del motorsport mondiale, restare lontano dalla vetta della Formula 1 per così tanto tempo è una situazione che pesa enormemente. Condiziona i tifosi, influenza chi racconta questo sport, ma soprattutto coinvolge chi vive quotidianamente la realtà della Scuderia.
Forse non sarà questa la stagione del ritorno al titolo. Ma un'ossessione, prima o poi, deve trasformarsi in realtà. La Ferrari non può continuare a essere in Formula 1 soltanto per competere e assistere ai trionfi degli altri. Deve rimettere la chiesa al centro del villaggio e tornare nel posto che la sua storia le ha riservato: il vertice della categoria.
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