GP Giappone: Ferrari cerca il colpo, ma Suzuka rappresenta una grande incognita
Tra caratteristiche tecniche, strategia e confronto diretto con Mercedes, la gara nipponica rappresenta un test chiave per capire se il Cavallino può davvero puntare alla vittoria.

Will Buxton, giornalista della Formula1, punta sulla vittoria di Lewis Hamilton per il GP del Giappone. Non è un dato ufficiale ovviamente, ma a seguito del primo podio con la Ferrari e di un entusiasmo - se così possiamo dire - ritrovato, le quotazioni - o meglio le speranze - che questo possa accadere di nuovo, sono aumentate.
Il sette volte campione del mondo non è estraneo al podio sul circuito di Suzuka. Insieme a Max Verstappen, è tra i piloti presenti in griglia che ha vinto di più su tale tracciato. Quattro sono le volte in cui è salito sul gradino più alto, ossia nel 2014, 2015, 2017 e 2018, alla guida delle Mercedes.
Tornando ai giorni nostri, a seguito del GP della Cina, la domanda si fa sempre più insistente: Ferrari può davvero provare a “rubare” la vittoria al team di Toto Wolff o ascolteremo nuovamente l’inno tedesco?

Ferrari vs Mercedes: dove si decide la gara?
Dare una risposta non è affatto semplice, è come cercare un ago in un pagliaio. Ciò che è assodato, a scanso di eventuali aggiornamenti da parte di Red Bull e McLaren, team più vicini ai primi due, la lotta sarà tra Ferrari e Mercedes. Ponendo l'attenzione solo su essi, entrambi hanno vantaggi in parti diverse del layout.
Partendo dal team tedesco, il vantaggio evidente è nella potenza del motore, che emerge nei rettilinei, permettendo ai suoi driver di allungare su chi segue. Sul tracciato nipponico, Mercedes trovarà beneficio nell'ultimo settore, in particolar modo sul rettilineo tra curva 14 e 15.
Oltre al vantaggio in partenza, il GP della Cina ha messo in risalto un aspetto a favore di Ferrari, ossia la solidità nelle curve a media/alta velocità. In tale circostanza, lo spingere meno ed il recupero della batteria, ha permesso ai piloti del Cavallino di provare a sopravanzare i piloti rivali, ma anche battagliare tra di loro.
Il duello visto a Shanghai ha tenuto alta l’attenzione, riuscendo a mettere da parte anche le polemiche sulla nuova generazione di monoposto. E questo ha evidenziato il feeling ritrovato di Lewis Hamilton con la vettura, avvantaggiato - se così possiamo dire - da una pista a lui favorevole. Il tutto, a discapito di Charles Leclerc, che ha avuto maggior difficoltà su un circuito in cui, come ha definito, è stato pessimo.

Buxton punta su Hamilton e spiega il motivo della scelta
In base a quanto detto, si inseriscono le parole di Will Buxton rilasciate al podcast Up To Speed. Il vantaggio nelle curve medio/veloci potrebbe essere favorevole sulla pista giapponese per il team di Maranello. “Punto su Ferrari” racconta, “perché nelle curve medio-veloci viste in Cina la macchina sembrava davvero molto competitiva”.
L’attenzione si sposta nel box delle Frecce d’Argento, in cui il loro punto di forza emerge analizzando gli on-board dei piloti. “Mercedes ha chiaramente un vantaggio sui rettilinei” continua Buxton. “Lo si vede guardando gli on-board di George Russell e Kimi Antonelli lungo il lungo rettilineo opposto”.
E ribadisce: “Spero che la natura delle curve medio-veloci di Suzuka giochi a favore della Ferrari e che si possa vedere una battaglia più lunga delle prime 10 tornate. Se Ferrari dovesse azzeccare la strategia, potrebbe tenere testa a Mercedes più a lungo”.
Dichiarazioni che nascono non solo dal supporto per il pilota inglese, ma anche perché dopo sole due gare, sembra essere già chiaro chi dominerà l’intera stagione, salendo sul gradino più alto del podio. Infatti, Buxton prosegue affermando di essere consapevole che è da folli non puntare su un pilota del team di Brackley, ma ciò nonostante conclude: “Detto questo, io punto su Lewis Hamilton per la vittoria”.

Strategia e gestione, le vere chiavi di Suzuka
Tra le parole di Will Buxton, c’è né una che può aiutarci a comprendere ancor più l’esito del GP del Giappone. Non che porti ad una risposta definitiva, ma indica che chi riuscirà a far combinare tutt’una serie di elementi, può essere avvantaggiato per la vittoria. La parola a cui si fa riferimento, è strategia.
Può sembrare un'ovvietà, ma è utile ricordare che Suzuka è un tracciato vecchia scuola, tecnico e soprattutto stretto, caratteristica che rende complicato sorpassare. Fino all’anno scorso, l’aria sporca ha giocato un ruolo chiave e se quest’anno è un elemento che passa in secondo piano, altri invece assumono importanza.
Formula 1 e FIA hanno optato per sole due zone straight mode, precisamente sul rettilineo di partenza e su quello finale. I piloti, quindi, non sono chiamati solo alla gestione della batteria, ma anche a quella inerente all’usura delle gomme. Con le ali che si aprono solo in due punti, sulla maggior parte del tracciato le auto saranno ben piantate a terra ed i numerosi cambi di direzioni, comportano un elevato stress degli pneumatici.
A sostegno di quanto detto, subentra la scelta da parte di Pirelli di portare le mescole più dure dell’intero ventaglio, ossia C1, C2 e C3. Un aspetto da interpretare correttamente considerando la tecnicità del circuito. Per Ferrari quindi portarsi in testa, qualora non dovesse agguantare la prima fila, potrebbe rappresentare un vantaggio e la strada libera aiuterebbe nel dare agio alle gomme, ma se la tesi sostenuta qui dovesse rivelarsi vera, potrebbe essere un serio problema sulla lunga distanza.

Mercedes finora ha mostrato una situazione opposta ed il vantaggio in termini di motore, potrebbe incidere meno sull’usura. Ma va sempre analizzato il comportamento della W17 sui continui cambi di direzione. Il GP del Giappone, quindi, non sarà solo una questione di velocità pura, ma una gara giocata sul filo dei decimi e della resistenza meccanica.
Se Lewis Hamilton vuole davvero trasformare il pronostico di Buxton in realtà, la Ferrari dovrà essere perfetta, capace di resistere all'urto Mercedes quando il rettilineo darà libero sfogo alle ali. Che la sveglia all'alba, questa volta, possa far risuonare l’inno di Mameli? Speriamo però colorato di rosso e non di grigio.