Ritorna il duo Fernando Alonso - Honda: o la va o la spacca
Il binomio tra il pilota spagnolo e il marchio giapponese non ha portato fortuna in passato. Sarà il 2026 l'anno del riscatto?

Ritorna in Formula 1 una delle accoppiate più controverse della storia del motorsport. L’ultima volta che Fernando Alonso e il costruttore giapponese Honda hanno unito le forze in cerca di vittoria nella massima categoria era il 2017, con l’allora McLaren priva di Zak Brown.
Le stagioni di Alonso con la PU giapponese non andarono come previsto. Dopo 9 anni, Honda torna a lavorare con il pilota spagnolo, oggi quarantaquattrenne, in Aston Martin. L’ultima vera possibilità di ribaltare le statistiche negative raggiunte negli anni dal 2015 al 2017. L’ultima stagione (presumibilmente) del leone spagnolo è ormai vicina: o la va o la spacca, quindi.

I precedenti catastrofici della coppia Alonso – Honda
Nel 2014 McLaren intraprese un progetto con Honda per la fornitura di power unit in vista della stagione seguente con la speranza di riportare la squadra inglese alla vittoria. La collaborazione, sulla carta, era molto interessante: le qualità dei due marchi in collaborazione era indiscussa così come la loro storicità con le imprese di Ayrton Senna sulla McLaren sponsorizzata Marlboro degli anni ’80 e ’90. Con l’ufficializzazione dei piloti, Fernando Alonso e Jenson Button, le alte aspettative iniziali si alzarono ancora di più. Il progetto sembrava vincente e tutto il paddock era sicuro del ritorno alla vetta del gruppo di Woking.
Non andò come previsto. Gli anni dal 2015 al 2017 furono un calvario infinto per tutta la squadra e, soprattutto, per i due piloti. La PU Honda, poco potente e non affidabile, risultò in completa disarmonia con il telaio inglese, risultando in una tripletta di stagioni da record negativo sia per McLaren che per il marchio giapponese. Da questo calvario sono poi nati una serie di team radio da parte di un esausto Alonso che sono ancora oggi molto popolari. Dal 2018 McLaren passò alla PU Renault, mentre Honda iniziò una collaborazione con Red Bull che sublimerà in un titolo piloti esattamente 3 anni dopo con Max Verstappen seguito da altri trionfi.

Voglia di riscatto
Sia Fernando che Honda sono impazienti di dimostrare a tutti che quelle tre stagione sono state una parentesi negativa ormai chiusa da tempo. Grazie al cambio di regolamento per questa stagione e con Adrian Newey a capo del progetto della AMR26, le aspettative sono alte proprio come un decennio fa con McLaren.
Nonostante Alonso sia arrivato ormai vicino al termine della sua carriera, la veneranda età di 44 anni non lo ferma dal rimanere estremamente competitivo. Nel 2025 ha demolito il compagno di squadra Lance Stroll in qualifica, ha terminato il campionato in top 10 con la settima vettura più veloce in griglia e nel 2023, con una Aston Martin competitiva, ha dimostrato di essere ancora il leone di una volta.
D’altro canto, anche Honda approda in Aston Martin con ottimi anni alle sue spalle. Complice il legame con Red Bull e un super Max Verstappen, l’era a effetto suolo è stata indubbiamente guidata dal binomio Max – Honda nonostante non sia arrivato il quinto titolo la scorsa stagione.

Barcellona non ha dato indicazioni
I test shakedown a Montemelò a fine gennaio non hanno offerto dati indicativi vettura disegnata da Newey. Pochi giri completati e soli due giorni su cinque effettuati sul circuito spagnolo. È ancora presto per trarre conclusioni e lo stesso Alonso ha confermato che è troppo presto per puntare in alto, soprattutto vista la nuovissima PU che Honda ha dovuto progettare.
Queste le sue parole: “È una partita lunga e sono sicuro che anche se partiamo un po’ dietro, ci sarà tutto il tempo per recuperare. La seconda parte della stagione sarà molto più importante della prima, dal mio punto di vista”.
La sfida per il 2026 è ambiziosa, ma le carte in regola per fare bene in casa Aston Martin ci sono. Su tutti i fronti.
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