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Il marchio Zyn sulla Ferrari SF-26

Una coalizione di oltre 160 organizzazioni anti-tabacco e per la salute pubblica ha inviato lettere alla F1 e ai propri partner per chiedere con urgenza un divieto totale sulle sponsorizzazioni da parte di aziende del tabacco che promuovono prodotti a base di nicotina, in particolare i sacchetti di nicotina.

Contesto storico e attuale delle sponsorizzazioni 

Formula 1 ha vietato le sponsorizzazioni dirette di sigarette nel 2006, eliminando gradualmente marchi legati al fumo tradizionale. Tuttavia aziende del tabacco come Philip Morris International e British American Tobacco hanno spostato la promozione su prodotti alternativi senza combustione, come i sacchetti di nicotina. 

Queste sono considerate dal settore come forme di riduzione del rischio rispetto alle sigarette, ma dalle organizzazioni sanitarie vengono equiparate a strategie di marketing del tabacco che promuovono l’assuefazione alla nicotina.

Philip Morris International promuove il marchio Zyn attraverso la sponsorizzazione della Scuderia Ferrari, con il logo Zyn visibile su vetture, tute e materiali del team. British American Tobacco promuove invece il marchio Velo tramite la sponsorizzazione della McLaren, con visibilità analoga su auto e abbigliamento. Queste partnership sono recenti o rinnovate e comportano investimenti combinati stimati intorno ai 40 milioni di dollari annui da parte di Philip Morris International e British American Tobacco per l’esposizione in F1.

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La McLaren MCL40 di Norris, con il marchio Velo

Motivi della richiesta di divieto 

Le organizzazioni sottolineano che Formula 1 sta vivendo una forte crescita tra il pubblico giovane e giovanissimo. Quasi 4 milioni di bambini tra gli 8 e i 12 anni seguono attivamente la F1 negli Stati Uniti e nell’Unione Europea secondo dati del 2025. Il campionato ha investito molto per attrarre questo target attraverso partnership con brand family-friendly come Disney, Lego e Hot Wheels di Mattel, oltre a contenuti su piattaforme social e streaming come la docu-serie Netflix Drive to Survive

Le lettere affermano che le sponsorizzazioni con prodotti alla nicotina contraddicono questa strategia di ampliamento verso i giovani. Le aziende del tabacco userebbero proprio Formula 1 per raggiungere lo stesso pubblico giovane che il campionato sta cercando di conquistare, esponendolo a marketing di prodotti additivi. Viene dichiarato che Formula 1 non deve essere complice in questi sforzi e deve proteggere la salute dei suoi giovani fan.

Le 162 organizzazioni chiedono a Formula 1 di aggiornare immediatamente il proprio divieto sulle sponsorizzazioni tabagiche, estendendolo esplicitamente a tutti i prodotti del tabacco incluse le bustine di nicotina. Devono terminare ogni relazione con l’industria del tabacco per evitare di diventare veicolo di promozione di prodotti dannosi e additivi verso i minori. Sono state inviate lettere separate ai partner di Formula 1 con forte appeal giovanile come Disney, Lego e Hot Wheels di Mattel, invitandoli a fare pressione affinché Formula 1 agisca per eliminare queste sponsorizzazioni.

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Logo di "Campaign for tobacco-free kids" una delle organizzazioni anti-fumo contro gli sponsor tabagisti in F1

Posizioni delle parti coinvolte 

Formula 1 ha risposto affermando di rispettare tutte le leggi vigenti in materia di sponsorizzazioni. Le aziende Philip Morris International e British American Tobacco sostengono che le loro campagne di marketing sono dirette esclusivamente a un pubblico adulto.

La vicenda evidenzia una tensione tra gli interessi commerciali del motorsport, che cerca denaro da sponsorizzazioni globali, e le priorità di salute pubblica, specialmente in un momento di espansione demografica verso fasce d’età più giovani. Le richieste potrebbero spingere verso cambiamenti nelle linee guida di sponsorizzazione di Formula 1, per allinearsi meglio con le norme etiche e legislative sul controllo del tabacco e della nicotina.


Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, Getty Images, Campaign for tobacco-free kids

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