F1, GP Cina – Max Verstappen è già sul viale del tramonto?
Il crollo totale del campione olandese nel 2026 ricorda da vicino l’incubo vissuto da Lewis Hamilton nel 2022 con la Mercedes W13, ma con sfumature ancora più "drammatiche"

La stagione 2026 di Max Verstappen non è partita nel migliori dei modi. Già con il Gran Premio d’Australia e si trasforma subito in un disastro. Verstappen esce di pista nelle qualifiche, finisce ventesimo in griglia e la Red Bull RB22 mostra già tutti i suoi limiti: assenza di aderenza, bilanciamento inesistente, usura delle gomme problematica. Solo grazie a una rimonta eroica – e a un po’ di fortuna con la safety car – l'olandese riesce a chiudere al sesto posto, raccogliendo gli unici 8 punti del team. Il compagno Hadjar si ritira presto per problemi tecnici, lasciando la Red Bull quarta tra i costruttori con un bottino misero. Mercedes domina con Russell e Antonelli in prima e seconda posizione, Ferrari è subito competitiva: il divario è già abissale.
Al GP di Cina la situazione precipita ulteriormente. Nella Sprint Race, Verstappen parte male, scivolando fino al 15° posto al primo giro e finisce 9°, fuori dalla zona punti. Le modifiche al setup fatte dal team per le qualifiche? Non hanno dato i frutti sperati. 8° in qualifica, quasi 1,7 secondi da Antonelli in pole position. La vettura è definita “completamente ingestibile», ogni giro «una questione di sopravvivenza”. La radio ribolle di frustrazione: “Nessun bilanciamento, nessuna aderenza, non ho mai avuto niente di così brutto”. Stamattina in una gara stabilmente a centro-classifica, la sua Red Bull alza bandiera bianca a pochi giri dal traguardo.

Il parallelo con Hamilton 2022: somiglianze e aggravanti
Il momento difficile dell’olandese, ricorda quello che ha passato un altro campione del mondo, alle prese con un cambio di regolamento incompreso: Lewis Hamilton nel 2022. In quell'annata, Hamilton patì il saltellamento estremo della Mercedes W13 che rendeva la vettura ingestibile. Zero vittorie, ritiri multipli, un distacco enorme dal leader. Mercedes recuperò qualcosa a metà stagione, ma il danno era fatto.
Verstappen nel 2026 va oltre. Il concetto della RB22 è sbagliato alla radice: aerodinamica attiva mal gestita, amministrazione dell’energia da incubo (batteria che si scarica in pochi giri), motore Red Bull-Ford inferiore a Mercedes e Ferrari. Perdono mezzo secondo in rettilineo e altrettanto nei tratti guidati. L’usura delle gomme è problematica, il bilanciamento oscilla tra sottosterzo e sovrasterzo improvviso. L’olandese estrae miracoli per rimanere attaccato alla top 5.
La differenza più grave? La frustrazione del pilota. Hamilton nel 2022 si lamentava, ma faceva da tester per provare a risollevare le sorti della W13 mentre Russell lottava per i podi. Invece Verstappen esplode: “Non mi diverto affatto”, “ogni giro è sopravvivenza”, “se continua così…”. La mancanza di motivazione traspare, e quando il pilota più competitivo del Circus perde la fame, il team rischia il collasso psicologico.

Il futuro come un abisso che si allarga
Se non arriva una rivoluzione (modifiche costose entro il limite di budget, correzioni al motore, cambiamento di concetto), Verstappen potrebbe collezionare zero arrivi a podio per mesi, un distacco dal leader abissale già a maggio, con la Red Bull a lottare con Alpine e Haas. L’incubo di Hamilton nel 2022 fu terribile per un campione in disarmo dopo anni di dominio. Quello di Verstappen nel 2026 rischia di essere peggiore: la fine improvvisa di un’era con il pilota che appare spento e una vettura pessima per guidabilità pura.
Hamilton aveva 37 anni, un’età ben più avanti di quella di Verstappen che quest’anno compirà 29 anni, ancora nel fiore degli anni migliori per un pilota. Eppur sembra che il Sole, sulla sua straordinaria carriera, stia già tramontando.
Crediti foto: F1, AFP, Motorsport Images