F1 - Aston Martin-Honda: vibrazioni che vanno e vengono
Durante il weekend di gara a Suzuka il team britannico con motore nipponico ha dovuto gestire problemi persistenti di vibrazioni sulla AMR26.

Il rapporto tra l’Aston Martin e la Honda, è stato segnato da una comunicazione non sempre trasparente e da alcune incoerenze nelle informazioni fornite all’inizio della stagione. Nel GP del Giappone di F1 il team ha cercato di trasmettere un’immagine di unità, ma sono emerse differenze nelle versioni date sui problemi tecnici. Fernando Alonso ha portato a termine l’intera distanza di gara, mentre il compagno Lance Stroll è stato costretto al ritiro per un problema idraulico non direttamente legato alle vibrazioni.

I problemi di vibrazioni segnalati da Fernando Alonso
Alonso ha descritto le vibrazioni come un fastidio ricorrente e di difficile comprensione. Nella conferenza stampa del sabato dopo le qualifiche ha dichiarato: “Venerdì l'auto funzionava perfettamente, quasi senza vibrazioni”. Ha spiegato di essere salito in macchina il sabato mattina aspettandosi un miglioramento, ma di aver ritrovato “le stesse vibrazioni di sempre” senza che fossero stati apportati cambiamenti evidenti.
Per l’asturiano la situazione è risultata difficile da comprendere. Il team ha analizzato tutti i cambiamenti effettuati durante la notte per cercare di individuare cosa avesse influenzato il ritorno delle vibrazioni, che Alonso ha definito “qualcosa di casuale”. Nonostante il disagio, il pilota spagnolo ha completato tutti i giri della gara, anche se le vibrazioni sono rimaste presenti per gran parte della corsa.

Le dichiarazioni di Honda e il chiarimento sulle prove del venerdì
L’ingegnere capo di Honda Racing, Shintaro Orihara, ha fornito una spiegazione ufficiale per risolvere la confusione. Ha rivelato che durante le prove libere di venerdì sono state testate nuove contromisure sviluppate sulla base del lavoro svolto fino al Gran Premio di Cina di F1, con l’obiettivo preciso di ridurre le vibrazioni.
Orihara ha precisato: “Venerdì abbiamo provato qualcosa che non siamo riusciti a mantenere”. Queste nuove contromisure hanno funzionato durante la giornata di venerdì, ma non è stato possibile implementarle stabilmente nei giorni successivi e per la gara finale. Di conseguenza, la situazione delle vibrazioni, avvertite dai piloti, non è cambiata.
L’ingegnere ha sottolineato il merito del pilota: “Penso che sia stato l'impegno del pilota a permetterci di finire la gara”, definendo Alonso come l’assoluto protagonista del fatto che la vettura abbia visto la bandiera a scacchi nonostante le vibrazioni.

Commenti di Aston Martin e la percezione del risultato
Il direttore delle operazioni in pista di Aston Martin, Mike Krack, ha commentato il completamento della gara con un tono positivo ma realistico: “Era passato un po' di tempo dall'ultima volta che avevamo tagliato il traguardo, e fino ad ora eravamo sempre arrivati solo a metà gara. Andare oltre... È tutta una questione di fare piccoli passi”.
Krack ha aggiunto che tutta la squadra desiderava finire la corsa davanti al pubblico di Suzuka, tanto che “quei 53 giri sembravano lunghissimi”. Il risultato è stato quindi visto come un piccolo progresso rispetto ai ritiri precedenti che avvenivano intorno alla metà di gara.
Il weekend ha evidenziato le difficoltà tecniche legate alle vibrazioni e le sfide nella gestione della partnership Aston Martin-Honda. Se da un lato il venerdì aveva dato segnali incoraggianti con le nuove contromisure testate, dall’altro la mancata continuità di quelle soluzioni ha generato perplessità. Alonso ha comunque portato a termine la gara, un obiettivo importante per il team e per i tifosi presenti a Suzuka.
Crediti foto: Honda Racing, Getty Images, F1