F1 - Aston Martin e Honda come i tre Regni del Giappone
Il Presidente di HRC, Koji Watanabe, ha descritto il rapporto con ogni singolo membro degli Stati Generali del team britannico

Honda e Aston Martin stanno rafforzando la loro collaborazione tecnica dopo un disastroso avvio stagionale, con l’obiettivo di integrare al meglio il telaio e la power unit Honda. Il presidente di Honda Racing Corporation (HRC), Koji Watanabe, ha descritto nel dettaglio la struttura di allineamento tra i due team, evidenziando come stia funzionando la cooperazione tra i leader tecnici nonostante le difficoltà iniziali.

Il problema delle vibrazioni e la necessità di collaborazione
Aston Martin si trova attualmente in fondo alla classifica costruttori nella prima parte della stagione di F1 2026, alle prese con un’anomala problematica di vibrazioni che è emersa sin dai test per proseguire nelle gare. Queste vibrazioni originano dalla power unit ma coinvolgono fattori complessi che si amplificano nelle condizioni di guida reali, trasmettendosi alle mani dei piloti. Nonostante interventi temporanei, come un componente utilizzato al venerdì del Gran Premio del Giappone che aveva ridotto quasi completamente le vibrazioni secondo Fernando Alonso, il problema persiste e richiede una soluzione radicale.
Watanabe ha spiegato che i test ai banchi mostrano livelli accettabili, ma solo in pista le vibrazioni diventano evidenti e problematiche. “Le vibrazioni non sono qualcosa che si può risolvere solo con la power unit, quindi dobbiamo lavorare insieme con la stessa consapevolezza del problema”, ha dichiarato. Ha aggiunto che Honda e Aston Martin stanno collaborando strettamente non solo sulla power unit, ma anche sul telaio, per affrontare la questione alla radice.

La struttura di allineamento tra Honda e Aston Martin
La collaborazione è organizzata attorno a precisi accoppiamenti tra i responsabili dei due team, per garantire integrazione sia nello sviluppo in fabbrica sia nelle operazioni in pista.
Enrico Cardile, Chief Technical Officer di Aston Martin, rappresenta il principale punto di contatto per lo sviluppo del veicolo in fabbrica. Il suo diretto interlocutore è Tetsushi Kakita, leader dello sviluppo della power unit Honda. Watanabe ha sottolineato: “Per quanto riguarda la costruzione della vettura da parte di Honda, il sistema Cardile-Kakita è fondamentalmente il nucleo. Cardile sta lavorando con noi anche come leader delle operazioni di sviluppo, quindi sul lato operativo è tutto integrato”.

Mike Krack, Chief Trackside Officer di Aston Martin, gestisce le operazioni in pista durante i weekend di gara. Il suo omologo è Nobutaro Orihara, General Manager trackside e Chief Engineer di Honda. I due lavorano a stretto contatto e tengono conferenze stampa congiunte. Watanabe ha commentato positivamente il loro rapporto: “Krack è in coppia con Orihara per costruire un sistema che permetta corse fluide in pista, e credo che il rapporto tra i due sia molto buono. Possono parlare francamente e la comunicazione è ottima”.

Adrian Newey, Managing Technical Partner di Aston Martin, è il diretto interlocutore di Watanabe. Il presidente Honda ha chiarito che i rapporti sono buoni nonostante qualche malinteso passato: “Il mio omologo è Newey, ma parliamo normalmente. A volte il partner di discussione è il signor Stroll, ma in ogni caso il rapporto non è male”.
Andy Cowell, Chief Strategy Officer di Aston Martin, si occupa di coordinare l’intera partnership tra i fornitori, inclusi Honda per la power unit, Aramco per il carburante e Valvoline per l’olio. Watanabe ha spiegato il suo ruolo: “Cowell si concentra di più sul far funzionare bene la partnership tra le quattro aziende, inclusi i fornitori di carburante e olio".
"Carburante e olio hanno anche nuove sfide con i nuovi regolamenti, quindi dobbiamo fare varie cose per migliorare le prestazioni. La proporzione di carburante e olio nella potenza massima è molto grande, quindi serve accumulare tecnologia anche lì. Cowell capisce Honda, il carburante e il quadro generale, e sta coordinando bene l’intera catena di Aston Martin”.

La costruzione della fiducia e le prospettive future
Watanabe ha sottolineato che il rapporto tra Honda e Aston Martin si trova nella fase di costruzione della fiducia reciproca, che non si crea da un giorno all’altro ma attraverso le difficoltà condivise. “II rapporto non è affatto male. Le relazioni di fiducia non si costruiscono da un giorno all’altro, si formano attraverso varie difficoltà. In questo senso, è la fase di costruzione di quella fiducia, e posizionando le persone e facendo soggiorni lunghi dovremmo svilupparci insieme”, ha dichiarato.
Ha ribadito che non ci sono problemi di comunicazione ai massimi livelli e che i vertici operativi stanno funzionando bene con un dialogo molto attento. La presenza di personale di Aston Martin presso la base di sviluppo Honda a Sakura supporta questo processo di integrazione continua.
Nel complesso, Honda e Aston Martin stanno lavorando come un unico team per superare le sfide attuali, con un focus particolare sulla risoluzione delle vibrazioni e sull’ottimizzazione della unità motrice RA626H in vista dei nuovi regolamenti. Watanabe trasmette ottimismo sul fatto che, grazie a questa struttura di allineamento chiara e alla collaborazione stretta tra i leader tecnici, i risultati positivi arriveranno una volta risolti i problemi di base.
Crediti foto: Getty Images, Reuters, F1, XPB