Gp d'Australia, Verstappen non si diverte più e attacca le nuove monoposto
L'alfiere Red Bull critica le nuove vetture dopo l'incidente in qualifica. Secondo l'olandese, queste macchine hanno una guidabilità innaturale.

La delusione di Max Verstappen è emersa chiaramente al termine delle qualifiche del Gp d'Australia. Il quattro volte campione del mondo ha visto svanire le proprie qualifiche già durante il primo tentativo del Q1, quando un bloccaggio anomalo del posteriore lo ha portato contro le barriere.
Un episodio sfortunato, ma che si inserisce in un contesto di malcontento più ampio verso le nuove monoposto. Nelle interviste post sessione, l'olandese ha sottolineato come queste vetture rendano difficile guidare in maniera “naturale”.
Un'impressione che, osservando gli on board, è sembrata piuttosto evidente. Durante i giri lanciati, infatti, diversi piloti sono stati costretti a rallentare in curva per ricaricare la batteria, un comportamento inusuale per lo sport a cui siamo abituati.
Emblematica, in questo senso, la differenza di performance tra il miglior giro di Charles Leclerc e quello di George Russell. Il monegasco è risultato più rapido in quasi tutte le curve del tracciato - fatta eccezione per le curve 9 e 10 - ma la maggiore potenza della power unit Mercedes ha fatto la differenza.

Un esempio che evidenzia quanto la gestione dell'energia e la velocità di punta abbiano inciso più del rendimento complessivo in curva.
Gp Australia 2026, Max Verstappen contro la guidabilità delle nuove vetture
Tornando a Verstappen, il pilota della Red Bull non ha nascosto le proprie sensazioni negative: “Sin dalle simulazioni non ho avuto una bella sensazione, a tal punto che non volevo nemmeno continuare a guidare. Ho già spiegato questo in passato, non è cambiato niente”.
L'olandese ha anche lasciato intendere che la stagione potrebbe rivelarsi abbastanza complessa, soprattutto se il quadro tecnico dovesse restare quello visto a Melbourne.
Va però sottolineato che la RB22, almeno sul giro secco, si è comunque confermata seconda forza del lotto: Isack Hadjar ha conquistato una sorprendente terza posizione alle spalle delle due Frecce d'Argento, segnale che il potenziale della monoposto di Milton Keynes non è del tutto assente.

Naturalmente è ancora troppo presto per poter pensare di bocciare definitivamente questa nuova generazione di vetture. Le squadre dovranno comprendere meglio i meccanismi del nuovo regolamento e trovare soluzioni per sfruttarne al massimo il potenziale.
Tuttavia, le prime indicazioni - distacchi elevati tra i primi due Mercedes e il resto della griglia, gestione energetica invasiva e critiche da parte di diversi piloti - non rappresentano certo il miglior biglietto da visita per un'era tecnica che dovrebbe accompagnare la F1 nei prossimi anni.